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	<title>Commenti a: fisica, ssis e scuola</title>
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	<description>Un blog di fisici</description>
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		<title>Di: gensil</title>
		<link>http://fisiciaroundtheworld.wordpress.com/2008/04/27/fisica-siss-e-scuola/#comment-36</link>
		<dc:creator>gensil</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 07:54:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fisiciaroundtheworld.wordpress.com/?p=26#comment-36</guid>
		<description>Cara Gensil,
sono un&#039;infiltrata, una vecchia insegnante di latino, che tiene anche corsi alla Siss. Ho letto il tuo accorato post, e ovviamente ne condivido larga parte.
Il problema è che il prestigioso percorso di formazione da te seguito dopo la laurea (dottorato, partecipazione a gruppi di ricerca internazionali) non è coerente con quanto viene richiesto per la scuola. Vedi, nella scuola non si insegnano discipline, ma si insegna attraverso le discipline: ogni docente &quot;usa&quot; la sua materia per rispondere  a una serie impressionante di altre richieste: psicologiche, affettive, relazionali, sociali, culturali ma in senso molto lato... Tutto questo grava in modo pesantissimo sulle spalle di un docente, e da questa constatazione sono nate le Siss, che però,  per disservizi, miopie, interessi privati e incapacità pubbliche, non sono in grado di formare veramente questo tipo di professionalità, ammesso che si possa fare attraverso un percorso progettato in via teorica. Si tratta davvero di un compito molto difficile.
Io credo che chi oggi voglia insegnare nella scuola deve accettare, tra le tante, due scomode verità: 1) il ruolo, che implica uno status, dei compiti, anche burocratici, in cambio di uno stipendio, prevale oggi nettamente sulla funzione, che coincide con un&#039;attività intellettuale che segue la propria logica, aspira a una purezza priva di condizionamenti e obbedisce solo all&#039;etica della ricerca; 2) gli insegnanti occupano uno spazio nettamente marginale (dal punto di vista dell&#039;opinione pubblica e dei governanti, a qualunque schieramento appartengano): devono prendere atto di questa marginalità (che peraltro può essere rappresentativa di tutte le persone e le istanze censurate o dimenticate), e considerare la loro &quot;funzione&quot; come esercizio di un&#039;azione trasgressiva rispetto a modelli di comportamento fortemente appiattiti e conformisti.
Sono certa che la mia risposta rappresenta una divagazione rispetto al tema proposto: me la cavo con un 5?
Un saluto affettuoso
Rossana

Cara Rossana, ho ricopiato  il tuo messaggio perchè, non so come mai, wordpress ha fatto capricci e non è stato possibile caricarlo.
Grazie. Il tuo messaggio è molto dolce e sentito.  Cercherò di  accettare le due scomode verità, sperando di non perdere mai la voglia di &quot;trasgredire&quot; quando ne avrò la possibilità.
Gensil</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Gensil,<br />
sono un&#8217;infiltrata, una vecchia insegnante di latino, che tiene anche corsi alla Siss. Ho letto il tuo accorato post, e ovviamente ne condivido larga parte.<br />
Il problema è che il prestigioso percorso di formazione da te seguito dopo la laurea (dottorato, partecipazione a gruppi di ricerca internazionali) non è coerente con quanto viene richiesto per la scuola. Vedi, nella scuola non si insegnano discipline, ma si insegna attraverso le discipline: ogni docente &#8220;usa&#8221; la sua materia per rispondere  a una serie impressionante di altre richieste: psicologiche, affettive, relazionali, sociali, culturali ma in senso molto lato&#8230; Tutto questo grava in modo pesantissimo sulle spalle di un docente, e da questa constatazione sono nate le Siss, che però,  per disservizi, miopie, interessi privati e incapacità pubbliche, non sono in grado di formare veramente questo tipo di professionalità, ammesso che si possa fare attraverso un percorso progettato in via teorica. Si tratta davvero di un compito molto difficile.<br />
Io credo che chi oggi voglia insegnare nella scuola deve accettare, tra le tante, due scomode verità: 1) il ruolo, che implica uno status, dei compiti, anche burocratici, in cambio di uno stipendio, prevale oggi nettamente sulla funzione, che coincide con un&#8217;attività intellettuale che segue la propria logica, aspira a una purezza priva di condizionamenti e obbedisce solo all&#8217;etica della ricerca; 2) gli insegnanti occupano uno spazio nettamente marginale (dal punto di vista dell&#8217;opinione pubblica e dei governanti, a qualunque schieramento appartengano): devono prendere atto di questa marginalità (che peraltro può essere rappresentativa di tutte le persone e le istanze censurate o dimenticate), e considerare la loro &#8220;funzione&#8221; come esercizio di un&#8217;azione trasgressiva rispetto a modelli di comportamento fortemente appiattiti e conformisti.<br />
Sono certa che la mia risposta rappresenta una divagazione rispetto al tema proposto: me la cavo con un 5?<br />
Un saluto affettuoso<br />
Rossana</p>
<p>Cara Rossana, ho ricopiato  il tuo messaggio perchè, non so come mai, wordpress ha fatto capricci e non è stato possibile caricarlo.<br />
Grazie. Il tuo messaggio è molto dolce e sentito.  Cercherò di  accettare le due scomode verità, sperando di non perdere mai la voglia di &#8220;trasgredire&#8221; quando ne avrò la possibilità.<br />
Gensil</p>
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		<title>Di: gensil</title>
		<link>http://fisiciaroundtheworld.wordpress.com/2008/04/27/fisica-siss-e-scuola/#comment-21</link>
		<dc:creator>gensil</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2008 12:10:51 +0000</pubDate>
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		<description>Benvenuto Raffaele!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuto Raffaele!</p>
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		<title>Di: Rossana</title>
		<link>http://fisiciaroundtheworld.wordpress.com/2008/04/27/fisica-siss-e-scuola/#comment-18</link>
		<dc:creator>Rossana</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2008 09:51:23 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Gensil,
sono un&#039;infiltrata, una vecchia insegnante di latino, che tiene anche corsi alla SISS. Ho letto il tuo accorato post, e ovviamente ne condivido larga parte. Vorrei solo osservare che il percorso di formazione da te seguito dopo la laurea (dottorato, partecipazione a gruppi di ricerca internazionali) non è purtroppo ciò che oggi si richiede a un docente di scuola. Nella scuola, vedi, non si insegnano le discipline, ma si insegna attraverso le discipline: ogni docente prende la sua materia, e, attraverso questa, all&#039;interno di questa, è chiamato a rispondere a una serie incredibile di richieste: sociali, culturali in senso molto lato, affettive, psicologiche... Questo è il peso enorme che oggi grava sul lavoro del docente, che spesso non sa come rispondere a queste esigenze; da questa constatazione sono nate le Siss, che ovviamente non riescono - per una serie impressionante di disservizi, miopie, interessi privati e incapacità pubbliche - a costruire davvero questo tipo di competenze. Ma forse nessuno riuscirebbe a progettare a tavolino un percorso adeguato in questo senso. Io credo che ognuno di noi, che vuole lavorare nella scuola, deve accettare alcune verità molto scomode: 1) il ruolo, cioè la mansione assegnata dall&#039; istituzione, che implica uno status, dei compiti, anche burocratici, e la collocazione in una gerarchia, oggi prevale nettamente sulla funzione, che è l&#039;attività intellettuale che segue la propria logica, aspira a una purezza senza condizionamenti e obbedisce solo all&#039;etica della ricerca. 2) Agli educatori, addetti a un campo ormai marginale (almeno per l&#039;opinione pubblica, e per la classe al governo), inseriti nella categoria burocratica del &quot;personale docente&quot;, non resta che accettare consapevolmente questa marginalità, e considerare la figura dell&#039;intellettuale come quella che rappresenta tutte le figure e le istanze solitamente dimenticate o censurate, facendo della propria marginalità una figura rappresentativa di tutte le altre marginalità presenti sulla scena. In questa ottica, insegnare è un&#039;azione trasgressiva rispetto a modelli di comportamento sociale fortemente appiattiti e conformisti. 
Scusa, il mio intervento è  una divagazione rispetto al tema proposto: me la cavo con un 5? Un saluto affettuoso
Rossana</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Gensil,<br />
sono un&#8217;infiltrata, una vecchia insegnante di latino, che tiene anche corsi alla SISS. Ho letto il tuo accorato post, e ovviamente ne condivido larga parte. Vorrei solo osservare che il percorso di formazione da te seguito dopo la laurea (dottorato, partecipazione a gruppi di ricerca internazionali) non è purtroppo ciò che oggi si richiede a un docente di scuola. Nella scuola, vedi, non si insegnano le discipline, ma si insegna attraverso le discipline: ogni docente prende la sua materia, e, attraverso questa, all&#8217;interno di questa, è chiamato a rispondere a una serie incredibile di richieste: sociali, culturali in senso molto lato, affettive, psicologiche&#8230; Questo è il peso enorme che oggi grava sul lavoro del docente, che spesso non sa come rispondere a queste esigenze; da questa constatazione sono nate le Siss, che ovviamente non riescono &#8211; per una serie impressionante di disservizi, miopie, interessi privati e incapacità pubbliche &#8211; a costruire davvero questo tipo di competenze. Ma forse nessuno riuscirebbe a progettare a tavolino un percorso adeguato in questo senso. Io credo che ognuno di noi, che vuole lavorare nella scuola, deve accettare alcune verità molto scomode: 1) il ruolo, cioè la mansione assegnata dall&#8217; istituzione, che implica uno status, dei compiti, anche burocratici, e la collocazione in una gerarchia, oggi prevale nettamente sulla funzione, che è l&#8217;attività intellettuale che segue la propria logica, aspira a una purezza senza condizionamenti e obbedisce solo all&#8217;etica della ricerca. 2) Agli educatori, addetti a un campo ormai marginale (almeno per l&#8217;opinione pubblica, e per la classe al governo), inseriti nella categoria burocratica del &#8220;personale docente&#8221;, non resta che accettare consapevolmente questa marginalità, e considerare la figura dell&#8217;intellettuale come quella che rappresenta tutte le figure e le istanze solitamente dimenticate o censurate, facendo della propria marginalità una figura rappresentativa di tutte le altre marginalità presenti sulla scena. In questa ottica, insegnare è un&#8217;azione trasgressiva rispetto a modelli di comportamento sociale fortemente appiattiti e conformisti.<br />
Scusa, il mio intervento è  una divagazione rispetto al tema proposto: me la cavo con un 5? Un saluto affettuoso<br />
Rossana</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: raffrag</title>
		<link>http://fisiciaroundtheworld.wordpress.com/2008/04/27/fisica-siss-e-scuola/#comment-11</link>
		<dc:creator>raffrag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 07:56:56 +0000</pubDate>
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		<description>Uhm, mi scuso, con questi post mi incarto spesso. Il mio commento potrete leggerlo in &quot;La ssis, ovvero specializzati alla disoccupazione&quot;. raffrag</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uhm, mi scuso, con questi post mi incarto spesso. Il mio commento potrete leggerlo in &#8220;La ssis, ovvero specializzati alla disoccupazione&#8221;. raffrag</p>
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	<item>
		<title>Di: gensil</title>
		<link>http://fisiciaroundtheworld.wordpress.com/2008/04/27/fisica-siss-e-scuola/#comment-8</link>
		<dc:creator>gensil</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 17:25:54 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo l&#039;immagine colorita che Silvia dà del sissino quadratico medio risponde al vero. Almeno da quello che vedo anch&#039;io nei pressi del Dipartimento in cui mi trovo. Persone spaesate che non sanno come fare seguire tutti i corsi, che non trovano il tempo di studiare perchè quasi tutti lavorano. Alcuni di loro mi hanno confessato che la loro principale preoccupazione è mettere una firma sul foglio delle presenze della lezione..altrimenti non possono sostenere gli esami! Per non parlare di come vengono gestiti i corsi...un ragazzo laureato in ingegneria informatica mi ha detto che si è trovato &quot;obbligato&quot; a seguire un corso di informatica. Non un corso su come si può insegnare l&#039;informatica...un vero corso di informatica su cose che lui aveva già studiato in enne esami del suo corso di laurea. E paradossi di questo tipo se ne possono raccontare a iosa. 
Ora non so se questa situazione è la stessa a livello nazionale, ma in fondo il federalismo deve ancora arrivare, o no?

gennaro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo l&#8217;immagine colorita che Silvia dà del sissino quadratico medio risponde al vero. Almeno da quello che vedo anch&#8217;io nei pressi del Dipartimento in cui mi trovo. Persone spaesate che non sanno come fare seguire tutti i corsi, che non trovano il tempo di studiare perchè quasi tutti lavorano. Alcuni di loro mi hanno confessato che la loro principale preoccupazione è mettere una firma sul foglio delle presenze della lezione..altrimenti non possono sostenere gli esami! Per non parlare di come vengono gestiti i corsi&#8230;un ragazzo laureato in ingegneria informatica mi ha detto che si è trovato &#8220;obbligato&#8221; a seguire un corso di informatica. Non un corso su come si può insegnare l&#8217;informatica&#8230;un vero corso di informatica su cose che lui aveva già studiato in enne esami del suo corso di laurea. E paradossi di questo tipo se ne possono raccontare a iosa.<br />
Ora non so se questa situazione è la stessa a livello nazionale, ma in fondo il federalismo deve ancora arrivare, o no?</p>
<p>gennaro</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Maria Grazia Ortore</title>
		<link>http://fisiciaroundtheworld.wordpress.com/2008/04/27/fisica-siss-e-scuola/#comment-6</link>
		<dc:creator>Maria Grazia Ortore</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 18:15:05 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Silvia, l&#039;esperienza che racconti con il tono colorito della terra a cui appartieni, è abbastanza scoraggiante. Mi confermi che i programmi dei corsi SSIS non sono uguali in tutte le sedi? Ho avuto l&#039;impressione che in ogni sede i corsi venissero scelti ad hoc, a seconda di chi li dovesse tenere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Silvia, l&#8217;esperienza che racconti con il tono colorito della terra a cui appartieni, è abbastanza scoraggiante. Mi confermi che i programmi dei corsi SSIS non sono uguali in tutte le sedi? Ho avuto l&#8217;impressione che in ogni sede i corsi venissero scelti ad hoc, a seconda di chi li dovesse tenere&#8230;</p>
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