C’è del marcio in Danimarca

 

Si, lo so, il titolo è molto banale, quasi scontato per uno che sta facendo il dottorato in Danimarca.. Ma concedetemi un po’di fiducia, ed andiamo avanti, al titolo torneremo poi.

Se vi aspettate un freddo e lucido resoconto della mia esperienza, bè lasciate perdere e passate oltre, io sono un fisico atipico, che tutto sommato non sa ancora perchè lo sta facendo…

Avevo preso in considerazione la Danimarca 2 anni fa, per una serie di (s)fortunate coincidenze.. un servizio di Iacona su Rai3 sulla ricerca, che glorificava la situazione da queste parti, la volontà di fare una fuga in avanti, per scappare da alcune situazioni personali un po’ pesanti e perchè no, anche il mito di una nazione libera e progressista, confrontata con la solita Italietta provinciale..

Venni qui la prima volta nel luglio del 2006, per fare la famosa interview con il mio futuro supervisor ed il gran capo del dipartimento, arrivai di sera, e la prima sensazione scendendo dall’aereo fu… un incredibile, permeante, immanente odore di merda…

Si si, proprio merda.. stallatico allo stato puro che pervadeva tutta l’area, nonché le narici.

Per chiarezza aggiungo che io sono a Sonderborg, sud Jutland, al confine con la Germania, in una zona che ha vissuto di agricoltura fino a dieci anni fa, quando alcune grosse industrie  decisero di trasferirsi qui, portando soldi, un aeroporto, un’università, ed una quantità impressionante di immigranti, qualificati come me (uhm, ve lo concedo, più o meno qualificati.. diciamo con una laurea) e quelli non qualificati.. ovvero quelli che qui chiamano in gran simpatia “quei bastardi degli arabi”, e questo quando sono di buono umore (cosa che capita piuttosto raramente…).

Quindi qui le fattorie abbondano, e di conseguenza mucche, vitelli e affini (il famigerato filetto danese.. ma come abbiamo fatto a vivere senza per così tanti anni? Avevamo la chianina, eravamo felici e non lo sapevamo..).

Quel intenso odore doveva dirmi qualcosa fuor di metafora, ma io ero troppo razionale, troppo curioso per farmi condizionare, si decisamente troppo…

E poi mi avevano invitato loro, viaggio e permanenza a loro spese, io abituato alla Sapienza, ai (non) soldi per la ricerca in Italia.. Il colloquio andò molto bene, anche meglio quando mi dissero dello stipendio: 2mila e passa euro netti al mese, con contributi per la pensione e tutto.. poi la sera il gran finale, il grande capo, il direttore del dipartimento, mi invita a cena nella sua piccola villa di periferia ed oltre alla cena mi offre del ottimo vino, del cognac… io pensavo fra gli effluvi del alcol a Martinelli (ai tempi direttore del dipartimento di fisica della Sapienza) che invita a cena un dottorando nordico…il contrasto creava un senso di estraneamento esilarante. Torno a Roma quasi scandinavo nell’animo, accetto il contratto, e il primo settembre mi trasferisco armi e bagagli..

E qui comincia una vita di contrasti.. un primo anno in una sede provvisoria,  perchè l’università è praticamente in costruzione, poi finalmente la bellissima nuova sede sul fiordo e stanza all’ultimo piano con vista sul suddetto..

Il dottorato professionalmente va benissimo, il progetto è buono, all’inizio molto sui libri, poi si lavora, a volte troppo, ma spesso bene, raramente lo stress ti uccide, per i danesi il lavoro non deve affaticare (mi viene in mente en passant che a Napoli il lavoro si chiama “ ’a fatica” e il cortocircuito si chiude), non sono esattamente nel mio campo, io sarei un “meccanico statistico”, qui facciamo modelli matematici in meccanica quantistica dei semiconduttori, ma ho comunque la possibilità di lavorare indipendentemente (bè quando ho tempo, quindi quasi mai) su un mio progetto sui sistemi disordinati, ci sono soldi e varie collaborazioni, il mio supervisore è un brav’uomo ed un quasi ottimo fisico, certo un po’danese (ora ci arrivo) e soprattutto il giovane ricercatore con cui lavoro tutti i giorni è una mente (ma molto danese), e non c’è giorno che non imparo qualcosa.. mi seguono quando scrivo gli articoli, mi INSEGNANO a fare ricerca, ho due corsi come esercitatore, e poi ci sono un’impressionante quantità di soldi (ancora) per conferenze, infatti in un anno vado: a Banff in Canada (piccola conferenza sui semiconduttori), dove passo anche due giorni a sciare sulle piste di Calgary (si, a me piace molto vivere, questo temo si intuisca fra le righe..), a Venezia, conferenza di modelli matematici, con permanenza in fantastico hotel  dove faccio net – working (mmm brutta questa, ma tant’è… mi offrono pure un postdoc a Torvergata) in ottimi ristoranti, e dulcis in fundo conferenza ICPS a Rio de Janeiro, con albergo ad Ipanema (qui ogni particolare sarebbe di cattivo gusto..). Poi mi hanno dato la possibilità di seguire dei corsi a Roma di dinamica molecolare e di simulazioni ab initio per due mesi il primo anno (viaggio a loro spese) ed ora mi mandano sei mesi a Purdue, Indiana, a lavorare sul tigh binding e fare altra esperienza… Insomma mi faccio un discreto mazzo, ma ben ripagato..

Aggiungo ancora che, anche se io sono un teorico, all’università è stata costruita ex-novo una fantastica clean- room, e c’è un ottimo gruppo di sperimentali che lavora su varie nanotecnologie.

Ultimo,  ma non meno importante (at last but not at least direbbero i sassoni) il rispetto e la considerazione sociale e culturale data a chi fa il nostro mestiere, la trasparenza nelle assunzioni, il senso di legalità, forse un po’ imposto ma sicuramente presente nella società danese.

Dunque il paradiso del giovane (almeno nello spirito, Grazia, almeno nello spirito) fisico, si direbbe… un posto dove ti pagano e ti stimano per fare scienza, invece di considerarti uno sfigato senza speranza come in Italia..

 

(Il paragrafo seguente è stato scritto prima che la mannaia Gelmini si abbattesse inesorabilmente su quel poco di buono che ci era rimasto, conferendo al mio pensiero un senso di preveggenza che mi sarei sicuramente risparmiato).

 

Apro una parentesi: avete notato (si, sicuramente si se passate un po’ di tempo nella cosiddetta società civile) che il nostro è un paese che ha assorbito così profondamente un  modello di perseguimento del successo facile, immediato e senza sforzo, che chiunque faccia una scelta faticosa (come studiare) pur potendo teoricamente divenire parte della migliore elite culturale del suddetto paese, viene immediatamente classificato come un perdente..

Ci pensate, del passato ricorderemo Aristotele, Cicerone, Pascal, Kant, Einstein, dell’Italia del inizio secolo ricorderemo Taricone del grande fratello..

 

Ma torniamo ai dolori del giovane Barettin, dov’è che il sistema fa acqua? Purtroppo come per la famosa coperta troppo corta, se tiri da una parte, ti scopri dall’altra…

In ordine sparso…

La Danimarca è un paese che alle 5 del pomeriggio chiude.. chiude proprio, e non solo i negozi, ma tutta la vita in genere..dopo le cinque non c’è un anima in giro, sono tutti chiusi in casa, ad organizzarsi un bel divorzio..si, perchè quando (se) un danese si sposa lo fa a vent’anni, e a quel punto non esce quasi più di casa, per circa un ventennio, fa un due, tre figli, e verso i 45 si è rotto talmente le scatole di vedere sempre e solo la stessa persona che divorzia.. e infatti in giro ci sono solo ventenni e cinquantenni divorziati.. in giro, ovvero intendo ovviamente il venerdì e il sabato, gli unici giorni in cui abbandonano le tane.. e scendono in città. Io abito nella via principale,  Store RaadHusgade (si pronuncia tipo stooo rrr(sputo)ooollhh(ri-sputo)usgale, ci ho messo sei mesi a farmi capire dai tassisti locali) durante la settimana la sera sembra la via di una città fantasma del far west (ci sono pure i rovi portati dal vento), il weekend sembra di stare a Rimini a ferragosto…insomma escono e cosa fanno? Bevono. Bevono. E poi bevono. In genere escono già bevuti da casa per spendere meno, anche se il danese medio spende di media un cento euro per bere il sabato sera, e siccome cenano alle 6 e mezza mediamente verso le 9 sono già ubriachi, dispensano allegramente urina per le strade (tutte le domeniche tocca lavare l’androne) e vanno avanti fino alle 6 della domenica, domenica che in genere passano in coma a riprendersi dalla sbornia…

E infatti la domenica mattina se esci pensi ci sia stato il coprifuoco, che a tua insaputa abbiano evacuato la popolazione per qualche epidemia di cui solo tu sei all’oscuro.. no, sono a casa a riprendersi per il lunedì…

Ora, le prime domeniche facevo delle belle passeggiate, in fondo abito a 40 metri dal fiordo, a 500 dalla foresta, vicino ad un lago…pensavo… sai che bello che deve essere..ed in effetti la prima domenica..cigni, germani reali, oche selvatiche, cervi, scoiattoli, un aria pulita,  priva di inquinamento, la natura in tutte le sue manifestazioni animali e vegetali..solo io e la natura… Allora, la prima domenica..bellissimo! la seconda domenica stupendo! La terza domenica guardando il cervo negli occhi un pensiero di guzzantiana memoria mi assale..” Ah cervo, ma io e te, ma che se dovemo da dì?”

 

Non so, forse io sono oltre che un fisico atipico, una persona che quando stacca dal lavoro ha troppo bisogno di avere una vita intorno, anche per scriverci un po’ su ( la mia seconda passione), forse chiedo troppo.. però…qualcuno sano di mente con cui scambiare due parole (e non solo un cervo..)  non mi sembra davvero una richiesta assurda..

 

Ho detto quando si sposano.. già, perchè non è certo obbligatorio.. ma anche qui scordatevi il mito delle scandinave aperte e trasgressive…il sesso è sicuramente molto presente, ma solamente per coprire la quasi totale mancanza di comunicazione emotiva.. nei locali la gente, ubriaca ed in preda ad una specie di trans ferina passa il fine settimana a ballare ( oddio, in realtà saltano furiosamente in assoluta mancanza di ritmo) musiche anni ottanta e qualche improbabile ritmo latino, e così, senza spesso una parola, si avvinghiano, si denudano, si accoppiano confusamente, con persone con cui il giorno dopo non avranno neanche la forza di incrociare gli occhi.. Mi rendo conto che una serata sobria in un locale qui è qualcosa di così squallido che si diventa alcolisti per educazione..

E poi, dulcis in fundo, le ragazze madri..

Spieghiamoci, il sistema assistenziale danese è una terribile arma a doppio taglio: qui se si perde il lavoro per due anni il sindacato ti da l’80% dello stipendio se non trovi un  nuovo lavoro, cosa quasi impossibile, visto che qui c’è la sotto-occupazione, ovvero ci sono più posti di lavoro disponibili che persone disposte a farli, specie per lavori intellettuali. Passati i due anni, se non sei nullatenente, ti devi vendere tutto, e campare con quello, ma nel momento in cui diventi assolutamente povero, senza proprietà (casa, auto, etc) lo stato ti da automaticamente una casa (si una casa, avete capito, una casa gratis) ed uno stipendio a vita, detto “la sociale”, di circa 800 euro. Ora, d’accordo che qui la vita è cara, ma 800 euro senza spese…

Inoltre anche gli studenti che vogliono andare via da casa ricevono uno stipendio e un alloggio, ed infine le ragazze madri ricevono un alloggio ed uno stipendio proporzionale al numero dei figli.. (più figli, più stanze, più soldi..).

Con quale risultato? Che la stragrande maggioranza delle ragazze qui NON FA NULLA, si limita a farsi mettere in cinta, in genere da uomini diversi..

La cosa è sconcertante… quando ero arrivato qui mi avevano parlato di questa consuetudine, ma non avevo capito le dimensioni del fenomeno.. in realtà poi uscendo la sera, ogni volta, e quando dico ogni volta dico proprio sempre,  parlando con una ragazza  intorno ai venti, venticinque (quelle sopra i quaranta ti raccontano del loro divorzio..quelle fra i 25 e i 40 oramai lo sapete, non escono e preparano il divorzio.. ) ad un certo punto ti fa..” eh si perchè mia figlia..” E  lì scopri che ha una, due (a volte anche tre) pargoli, in genere di 4, 5 anni, che lei ha 21 anni, che il padre è un afgano, che lei come lavoro dice che fa la cameriera… Ovvero lavora da un paio di settimane in un locale, dopo di che si rende conto che lavorare stanca, come diceva Pavese, e quindi molla.. Ho parlato con un ragazzo tunisino che ha un locale, e che ha lavorato molti anni in Italia. Lui mi ha detto che i danesi da lui non reggono più di 15 giorni, poi non concepiscono il fatto che devono faticare, e si licenziano..Solo i latini (sudamericani, italiani, spagnoli) reggono, e tutto sommato non si lamentano nemmeno, visto che le paghe sono alte.

Parentesi nella parentesi…qui puoi andare dal tuo medico di famiglia, dire che sei stressato, e quello ti fa un certificato, e tu te ne stai a casa due mesi a stipendio pieno, e poi torni part-time (che non so quante ore siano, visto che qui si lavora 37 ore a settimana, e lo straordinario non è concepito..) finché non sei guarito..

Questo porta ad una società svuotata, dove i danesi non vanno all’università (in genere solo il 10% degli studenti nelle classi master, in pratica la nostra specialistica, è danese e infatti le lezioni sono in inglese, con casi paradossali di classi con un solo studente danese), e sostanzialmente non producono. In altre parole la Danimarca è un paese mediocre, (per carità, con punte di eccellenza e molte ottime persone) che ha puntato soltanto su una cosa… i soldi: stipendi alti, servizi, incentivi per far venire dall’estero tutto quello che loro non hanno (e avranno sempre meno), ovvero la forza lavoro, gli studenti, i ricercatori, per farli produrre per le loro aziende, e quindi avere altri soldi per mandare avanti il circolo. Non fa una piega. Ovviamente tutto questo è possibile perchè è un paese piccolo, con solo 5 milioni di abitanti (e circa 600mila stranieri), altrimenti imploderebbe. Ed ancora più ovviamente questo porta ad uno sconvolgimento sociale impressionante, con immigrati qualificati che fanno i lavori qualificati, immigrati non qualificati che campano alle spese del sistema, che significa migliaia di afgani, siriani, nordafricani che si trascinano in giro in piena apatia, e nel mezzo i danesi, un popolo chiuso e isolazionista, che non fa che odiare sempre più ogni giorno gli stranieri. Ragazzi arabi completamente dis-integrati, che vanno in giro su macchine rumorose vestiti da rapper americani coi catenoni al collo, perchè non avendo più una loro identità copiano quelle del hiphop, maledicendo ed insultando i danesi nell’unica lingua che ormai conoscono.. il danese, perchè l’arabo non lo parlano più!!

E per la prima volta nella mia vita ho sperimentato il razzismo sulla mia pelle. Per le mie caratteristiche somatiche, molto mediterranee in effetti, vengo spesso scambiato per arabo, specie dai danesi che non distinguerebbero un cingalese da un bergamasco, e questo mi crea grossi problemi nei negozi, o in altre situazioni, specie con le persone meno istruite. Quindi devo sempre trovare il modo per far capire che sono italiano, lo DEVO dire, e la cosa funziona:” ah sei italiano” (sottinteso “non sei uno di quelli”).

Triste, per evitare il razzismo devo usare un atteggiamento razzista (io sono meno nero di loro..) e questo perchè per fortuna siamo visti ancora bene, perchè qui la criminalità non l’abbiamo mai esportata, gli italiani di qui lavorano, la maggior parte in ristoranti familiari, e soprattutto pagano le tasse, in un paese in cui l’evasione fiscale   è considerata un reato più grave dell’omicidio (anche se poi tutti i ristoranti lavorano per un buon 30% al nero, e non solo i ristoranti).

 

Certo nove volte su dieci il danese medio ad un certo punto del discorso ti fa “ Ah l’Italia… Berlusconi, ahahah che gente curiosa che siete..” e questo detto a uno che si è preso 4 aerei in 3 giorni a proprie spese solo per venire a NON  votarlo…

Ma qui arriviamo al punto che mi fa incazzare di più come italiano, come fisico, e come persona..

La cosa che mi devasta è vivere in un paese che ha pochissimo da dare, ma che funziona, che sa come far funzionare quel pochissimo che ha.. La Danimarca è un paese che è sempre in testa alle classifiche dei paesi dove si vive meglio.. ed io all’inizio mi chiedevo perchè.. perchè la gente si sente felice in un paese di repressi, di gente che non si abbraccia perchè si vergogna, del paese con il più alto tasso di alcolizzati adolescenti, dove le madri lasciano i figli (giuro) in carrozzina fuori del caffé in pieno inverno, dove la cena più prelibata consiste in carne, patate e carlsberg, la cena media in carne patate e carlsberg, e scommetto che se ora vi chiedo della cena di natale avrete un idea del menù..

Il fatto è che i Danesi sono convinti di essere felici, sono quasi inebetiti nella loro convinzione solipsistica di felicità, ed incapaci forse di confrontarsi. Vi faccio notare che in un momento storico in cui dicono che Roma sia diventata pericolosissima, mentre in realtà ci sono molti meno crimini degli anni settanta, Copenhagen (KobenHavn, il porto dei mercanti) è diventata davvero quella che Calderoli chiamerebbe, se conoscesse la parola, casba, con zone in cui non sembra di essere in Europa. Nessun commento su questo, è solo un’osservazione, altrimenti andiamo troppo lontano.

Ma non possiamo certo fargliene una colpa, ovvero io posso sfotterli in allegria, anche perché ho conosciuto anche belle persone, ma non posso prendermela con loro (anche) per il fatto di essere felici di vivere in Matrix e di non voler prendere la pillola rossa..

A noi Italiani invece la pillola rossa l’hanno data da piccoli con la minestrina, noi amiamo, come nessun altro, criticarci, criticare il nostro sistema e farci fottere..

Abbiamo la peggiore classe dirigenziale d’Europa ( vabbè, forse in Polonia è peggio..), politici, manager, amministratori non fanno altro che distruggere il bene pubblico, e spesso anche il privato, per il proseguimento del loro tornaconto personale, la corruzione come paradigma.

Ha scritto David Mamet:

“ La corruzione politica che persegue la ricchezza è limitata dalla collocazione e dalla quantità delle ricchezze. La corruzione politica tesa a realizzare una personale visione del bene pubblico non conosce limite alcuno, e sfocia nel delitto e nel caos”.

 

Noi siamo andati oltre, abbiamo elevato la corruzione politica a sistema politico in se.

 

 E continuiamo a dare tutto questo per scontato, per ineluttabile, un carattere nazionale che ci rende simpatici quanto inaffidabili, con la nostra proverbiale capacità di arrangiarci, arrangiarci perchè non sappiamo mai organizzarci per tempo.

Si, come si direbbe a Roma, sto a rosicà..

L’Italia vista dalla Danimarca è insopportabile, e lo è quanto più la realtà che lì mi circonda non rappresenta, almeno per me, un modello valido. Non voglio parlare di soluzioni, non ora almeno, questo è solo un post su un dottorando italiano perplesso in Danimarca…

 

Mi viene in mente quello che diceva un mio amico a proposito di una famosa pubblicità di merendine, quella di “Più latte, meno cacao!”: “ Ma non si potrebbe avere più latte e più cacao?”, ovvero, per tornare alla coperta, perchè se da una parte ti devo dare ti devo per forza togliere dall’altra? Perchè ogni volta che torno nella mia Roma (bè non solo mia, ma Roma per me è una condizione dello spirito più che un luogo fisico) mi devo sentire così estraniato dal fatto di quanto sia bello viverci e quanto impossibile lavorarci con dignità?

 

Sono stanco di lamentarmi di entrambe le realtà, quando sono partito pensavo di tornare presto, ora la situazione da tragica mi sembra diventata etimologicamente disperata, e temo che al nord ci resterò a lungo. Non so se sono fuggito, non so se è una scelta giusta, cerco le alternative, ma al momento mi sembrano scivolare via..

 

Eppure credo ancora che se smettessimo di essere fatalisti, ce la potremmo ancora fare.. non fosse altro che per far rosicare un po’ i Danesi..

 

~ di danielebarettin su ottobre 29, 2008.

74 Risposte to “C’è del marcio in Danimarca”

  1. Io sto in Olanda, ed anche qui c’e’ puzza di merda di vacca, ed nei week-end di orina sparsa da ubriachi/e. Boh

  2. Ciao Daniele,
    io sto a Bravetta e l’orina non manca nemmeno qui…

  3. Ci sono posti vacanti per progettisti Firmware?
    Faccio solo una prova di qualche anno e poi torno in Italia.
    Giuro

  4. Daniele, dopo essere stato in Canada a studiare mi era venuto qualche dubbio sulla nostra situazione interna. Ma poi mi dissi: in Canada hanno i dollari, in Europa si stara’ piu’ o meno come in Italia, e poi il Canada e’ freddo e lontano dai miei affetti. Poi sono stato a lavorare in Inghilterra. E li mi sono detto: stanno molto meglio di noi, le cose funzionano ma piove sempre e poi si ubriacano tutti come cucuzze. Che vita sarebbe? E sono tornato in Italia per la seconda volta.
    Mi rimaneva la speranza che non fossimo i peggiori del continente. Ma poi sono andato in Spagna per lavoro e li ho detto: e che cazzo!! Pure questi ce danno una pista!!
    Ma li hanno il sole e si divertono la sera (tutte le sere) senza diventare degli zombi alcolizzati.
    Insomma, dopo varie esperienze all’estero ho ormai la certezza che il nostro sia un paese alla deriva, soprattutto per la sua classe dirigente, come dici anche tu. Purtroppo io penso che ormai la situazione sia irrecuperabile, almeno nel medio termine, e sono molto pessimista. Ma ora a 43 anni non ho piu’ lo slancio di quando ne avevo 29 (la mia prima esperienza all’estero) e non me la sento di abbandonare i miei affetti nella mia Roma.
    Devo solo aggiungere che comunque gli ultimi governi sia di destra e che di sinistra stanno facendo di tutto per “convincermi” ad espatriare.

  5. Danie’…ti giuro, mai avrei potuto trovare parole migliori per descrivere questa terra tanto triste quanto ricca, tanto affamata di stranieri quanto assolutamente incapace di strutturare un’offerta di vita allettante a queste persone che, ammaliate da una presunta civilta’ mai vista in Paesi come l’Italia, cadono nella famosa Trappola Danese(TD). E parlo io che qui mi ci ha portato un ragazzo danese, conosciuto in Italia…

    Per la cronaca io sono una delle cameriere (L’UNICA cameriera) che danno una mano al nostro caro amico tunisino. Finita qui per questioni di cuore, tra meno di un anno avro’ una laurea specialistica che – in Danimarca…ma forse anche in ogni altro posto che non sia l’Italia – mi permettera’ di trovare senza grossa fatica un lavoro a stipendio minimo netto di 2500 €…

    Ma allora che dire? Ma soprattutto: che fare?

    Tornare in Italia? Mmmm…no. Restare qui in questa zoo a gabbie aperte? Nemmeno. Ora l’amore e’ finito, vivo sola e mi rendo conto che dopo un anno e 4 mesi in Danimarca non ho amici danesi: tedeschi, francesi, italiani, cubani, sloveni, olandesi. Non un danese o una danese.

    Ma che cosa c’e’ dietro a questa farsa, dietro a questo mondo di plastica, fatto di sorrisi bacchettoni conditi da gote rosso alcol? Ci sono invidia, l’incapacita’ di pensare senza una guida, l’incapacita’ di socializzare senza bere, ma soprattutto c’e’ una democrazia che puzza di complotto. Si’ perche’ qui tutti DEVONO dire la loro – altrimenti non saremmo in Danimarca – ma nessuno prende poi una decisione; e sapete perche’? Perche’ tutte le decisioni sono gia’ state prese da qualcun’altro e non sara’ l’opinione di una segretaria – che un’opinione non ce l’ha – obbligata a presenziare ad infiniti meeting a cambiare qualcosa. Pero’ tutti – segretaria inclusa – si alzano dalle sedie e lasciano la meeting room con un certo sorriso; una sorta di smorfia che mi ricorda quanto alla fine il loro sistema gli piaccia, quanto alla fine sentire che hanno una sorta di ibrido di potere decisionale li faccia tornare a casa quasi soddisfatti.

    Anch’io sono stanca di lamentarmi di entrambe le realta’; alla fine mica chiediamo molto, giusto? Vivere dignitosamente in un posto abitato da anime vive. Il problema e’ che in Danimarca ed in Italia i due aspetti citati sopra si escludono a vicenda. E questo e’ veramente un peccato.

    Il risultato e’ che mi sento senza terra. Non tornerei ma partirei…ma poi per dove. Mah…

    Che dobbiamo fare Danie’? Tiriamo avanti, noi che sappiamo come farlo…

  6. Penso che sia un po’ nella natura dello scienziato odierno il sentirsi -spesso l’essere- apolide. Eppure il tuo lungo post esprime secondo me fondamentalmente una cosa: per quanto le condizioni lavorative altrove siano ottime e le possibilità ampie, il ritorno al proprio Paese d’origine è un desiderio forte, non tanto e non solo per gli affetti che lì conserviamo, ma soprattutto perchè riconosci che il nostro Paese ha potenzialità incredibili…se solo riuscisse a concretizzarle! Mi piace pensare ai giovani scienziati come a potenziale partigiani che -con Resistenza- potrebbero riportare all’attualità il BelPaese e anche avere i mezzi per far sentire unita questa Italia…ma forse sono solo una sognatrice.
    Ciao, G

  7. Caspita, questo blog mi ha distrutto un mito. Appena laureata ho lavorato con qualche borsa di ricerca in chimica, stavo per prendere la decisione di partire per la Danimarca quando il mio attuale marito mi convince a restare. Eppure quella voglia di Danimarca (causata da una mia amica che vi era stata in Erasmus) ogni tanto mi prende….Non più dopo questo articolo!!!!

  8. Ciao Daniele, ma allora avresti una opinione arrangiabile in forma di consiglio (cioè non composta da temi contrastanti) per uno studente di fisica che vorrebbe fare esperienza all’estero?

  9. Sono 4 mesi che sono in Danimarca con due bambini pensando di offrirgli una vita migliore che in Italia,ma ragazzi qui sono dei morti viventi.Condivido a pieno le vostre opinioni e le vostre perplessità , ma scappo alla fine della scuola e torno di corsa in Italia , si in quell’Italia piena di problemi e di disoccupazione ,ma sicuramente piena di voglia di vivere e dove si vive dopo le 5 del pomeriggioe nel week end.

  10. Ciao, bel racconto, mi hai convinto ci voglio andare anche io in danimarca e mi porto dietro la mia ragazza croata!!
    Sono ingegnere e studio fisica!
    Lavoro pure a fisica!
    Sono a Cosenza e c’è odore di merda ovunque.

  11. Ciao Daniele…leggendo il tuo post ho avuto un brivido!Conosco la Danimarca dallo scorso Dicembre visto che ho una relazione con un uomo danese e tutto quello che hai scritto è tristemente vero ma vorrei aggiungere una postilla…il danese medio è ignorante,presuntuoso e…vuoto.Il mio vikingo è una persona davvero spassosa ma è…danese;la mia storia con lui troverà il tempo che troverà intanto viaggio ogni mese e godo della natura danese davvero bella e differente da quella italiana,fetori compresi che anche in Veneto dove vivo non mancano!
    Le donne danesi:fredde,stupide,alcoliste e senza sogni nel cassetto e aggiungo pure mignotte sprovvedute…si ubriacano e fanno sesso non protetto con il primo uomo che capita loro a tiro.E’ uso di queste donnine trombare con un amico e passare subito dopo nella stanza accanto dove c’è un altro amico ad aspettarle @_@
    Ma tu Daniele hai intenzione di rimanerci in Danimarca?Credo che un uomo della tua posizione non possa resistere in un paese dove non puoi avere una comunicazione al tuo pari,mi spiego meglio,mi sembri una persona oltre che ironica anche intellettualmente capace e ho visto che è davvero difficile riuscire a portare avanti argomenti che non vadano oltre le condizioni climatiche,il cibo,l’alcool e la musica!!
    Buona fortuna!
    Lory

  12. i soliti bacchettoni italiani!

  13. Ciao ragazzi,
    Mi hanno proposto di trasferirmi per un paio di anni in Danimarca. Dovrei andare con mia moglie e mia figlia piccola. Leggendo i vostri discorsi, mi ci avete fatto ripensare. Mi sa che non accetto..

    robi

  14. Ciao, passavo per caso su questo blog e mi sono letto tutto il post, risposte annesse, perciò ora vi dico la mia..
    Sono un ingegnere gestionale, appena tornato da un semestre erasmus ad Odense, 150.000 abitanti, terza città della danimarca.

    Personalmente sono rimasto molto positivamente colpito dalla Danimarca, pur soppesando i suoi elementi negativi, poi leggo il tuo post e beh, non posso far altro che sorridere, riconoscendo molti dei luoghi comuni che hai descritto, come effettivamente veri. Certo penso che il piacere o non piacere dipenda comunque anche dalla personalità che ognuno di noi ha e da quello che cerca per il suo futuro.

    Per quanto mi riguarda, la Danimarca è un paese con un territorio meraviglioso e curato, pieno di bellissimi paesaggi, giardini curati, strade e collegamenti funzionanti, mezzi di trasporto puliti e puntuali, qualità della vita eccellente, ed un sistema pubblico estremamente funzionante. Si pagano le tasse e si vedono brillanti risultati. Certo, il clima risulta splendido solo due o tre mesi all’anno, per il resto, acquazzoni d’estate e cielo grigio d’inverno e i danesi sono freddi e con strane abitudini di vita.
    Ora beh, soppesando queste belle cose, quello che ho pensato è: questo è il paese perfetto per i 35/40 anni, quando vuoi viverti la vita rilassato, senza cadere vittima dello stress quotidiano, avere la tua bella casetta con giardino dignitoso, senza romperti le palle con riunioni condominiali, amministratori e liti per dove e come posteggiare l’automobile. Certo, se cerchi il party selvaggio e persone di ogni risma che escono di casa appositamente per socializzare con sconosciuti, allora corri in spagna senza nemmeno pensarci due volte.. :)

    ora, facciamo una piccola analisi del caso italia;
    Socializzazione: io sinceramente ho moltissimi amici italiani, universitari e non, ma direi che forse uno o due al massimo, hanno una qualche lontana conoscenza con studenti stranieri, noi, come pure i danesi, non frequentiamo studenti erasmus, party erasmus, studenti e/o dottorandi stranieri.
    Everyday life: vivo a firenze, a 10 km dalla facoltà e la mattina ci metto piu di un’ora in auto a farmi questi benedetti 10 km, poi perdo mezz’ora a cercare un parcheggio (a pagamento) e se scade il tagliando, immancabile salta fuori l’ausiliario del traffico a multarmi. L’università è un caos, mancano addirittura i computer per pubblica consultazione, i corsi sono di un teorico e di un palloso all’inverosimile, non ci sono aule studio, e se ci sono, devi fare a cazzotti per rubare una sedia. la carta nei bagni finisce all’incirca alle 11 del mattino, dopodiche se vuoi ascugarti le mani, devi usare la carta igienica all’interno delle toilettes. Paghiamo dai 1000 ai 2500 euro di tasse annue, mentre in danimarca gli studenti prendono dallo stato circa 750 euro mensili. L’università è immensa, pulita, funzionante, con account personalizzati per posta, consultazione dati, entrata/uscita dagli edifici, fotocopie disponibili, infrastrutture, laboratori. certo, è cosi immensa da risultare deserta, ma perlomeno non si fa a cazzotti per una misera sedia. I corsi sono pratici, a diretto contatto con casi aziendali ed aziende.
    Stipendi: come gia sottolineato, qua si esce dall’università per andare ad ingrossare le fila degli impiegatucci di multinazionali, barricati in qualche ufficio senza grosse opportunità di essere valorizzati. stipendio medio all’uscita di ingegneria 5 anni, forse 1300 euro. Stipendio danese, primo lavoro, 2500. stipendio per tirocinio in italia = rimborso spese e forse se sei fortunato, 500 euro, stipendio tirocinio danese, 1500 euro.

    strade senza buche, infrastrutture curate, pochi problemi a trovare un posteggio, avanguardia nell’ecologia, nella produzione energetica ecologica, nelle infrastrutture per la circolazione con biciclette (kilometrie kilometri di piste ciclabili), e le persone, sono di una educazione, e di una gentilezza uniche.

    Immigrati: scusate ma.. vogliamo valutare la situazione degli immigrati in italia? anche io mi lamento ogni giorno delle migliaia che chiedono l’elemosina, che spacciano, che stuprano e che provocano risse in discoteca. certo, non sono solo loro, ma sono “anche loro”. la selezione la vedi anche da noi, il razzismo, all’entrata delle discoteche, o ai colloqui di lavoro.

    I danesi parlano correttamente inglese, ma sinceramente, fossi danese non vedrei motivo di sforzarmi di dover parlare inglese con stranieri, per socializzare, quando ho i miei “amici” danesi, che conosco da una vita e che hanno i miei stessi interessi e linea di pensiero. Certo la cultura è differente, e per capirla appieno, ci devi essere cresciuto dentro sin da piccolo. E’ chiaro che se sei straniero, non ti troverai mai perfettamente a tuo agio in un altro paese e se hai anche affetti o contatti nel tuo paese di origine ne sentirai nostalgia.

    Poi certo, detto questo, anche io mi considero un viveur, esco quasi ogni sera, vado in disco, vado in locali affollati, bevo, ho un sacco di amici etc etc.. e sono 6 mesi che mi cheido cosa cavolo fanno i danesi dalle 18 alle 24, visto che in giro è tutto deserto.. Però in 6 mesi, ho veramente eliminato lo stress dalla mia esistenza, che ho subito ritrovato appena tornato a casa.
    si tratta di bilanciare le cose: preferisci uno stipendio favoloso, uno stile di vita impeccabile, una vita quieta in un paese un po apatico, oppure rischiare ogni giorno una colite inveendo a destra e a manca contro i mille furbetti che stanno in italia, per poterti godere piu sole e piu “vita notturna?”

  15. Romana, sposata con un danese ( ebbene si, uno degli abominevoli “morti viventi” ), due figlie italo-danesi e la consapevolezza di aver fatto la scelta giusta al momento giusto…nel posto giusto. La Danimarca. Ognuno fa la propria esperienza e di sicuro sono moltissimi i fattori che influenzano la decisione di vivere in un determinato paese piuttosto che nel proprio. Come giustamente scrive Luca, e´una questione di priorita: sul piatto della bilancia vanno messi i propri sogni, le aspirazioni e le necessita del periodo della vita che si sta attraversando. La scelta piu triste di tutte pero´, mi sembra sia proprio quella fatta dal nostro fisico… vivere in una dimensione da emigrante frustrato e disadattato, senza prospettive di legami sociali o affettivi nel luogo in cui si vive, vista l´ottica di grande pregiudizio e chiusura che si e´ scelto. Di vivere una vita cosi vuota puo valere la pena solo se l´alternativa nel proprio paese e´la fame nera, come per i profughi somali appunto…non e´questo il caso, per fortuna. Consiglio caldamente un pronto ritorno nell´Urbe. Sputare nel piatto in cui si mangia, poi ( a quatro palmenti, mi pare di capire ) e´ sempre e comunque una grande mancanza di stile…In bocca al lupo, Dottore.

  16. Concordo con i commenti di Luca e Clotilde.
    Credo che la tua visione della realtá danese sia un pochino pretenziosa e superficiale. Forse influenzata da qualche brutta esperienza. Mi chiedo perché resti ancora in questo paese, a fere una vita che da come la descrivi pare orrenda, una tortura.
    Io nel mio blog critico sí certi atteggiamenti, certi comportamenti, certe abitudini, certi sistemi. Ma ho anche parlato in modo positivo di molte cose. Ho motivato la mia scelta di restare a vivere in questo paese con mia figlia, che come le figlie di Clotilde é mezza danese, nata in Danimarca e sta crescendo in questo paese. Se fosse un paese cosí orripilante come tu lo descrivi, pensi che io avrei voluto far crescere la mia bambina qui?
    Poi un piccolo appunto sulle ragazze danesi con figli. Mi sa che sei un pochino disinformato. Oltretutto non mi risulta che siano tutte zoccole fannullone, come dici tu. Informati in modo un pó piú serio e approfondito, non credo che una conversazione al bar ti possa dare l’idea di come possa essere una fascia sociale no?
    Auguri

  17. Care Clotilde ad Arianna,

    grazie dei commenti, il fatto che siano un po’ critici va benissimo, per carità. Io non penso di possedere la verità rispetto alla Danimarca ed ai Danesi, io ho raccontato solo la mia esperienza, che è stata sì molto negativa dal punto di vista sociale, ma si tratta appunto della mia esperienza, e non della vostra, e descritta in perfetta buona fede. Certo, ci sono delle cose e delle persone in Danimarca molto positive, e l’ho anche detto e sottoliniato, in vari e numerosi brani del post. Potrei dire che forse la vostra lettura è stata a sua volta un po’ superficiale, e condizionata dalle vostre scelte ed esperienze (per fortuna) positive, ma non voglio assolutamente essere polemico, conosco Italiani che hanno trovato una bellissima vita in Danimarca, ed altri che se la sono rovinata. Tra l’altro la prima descrizione del fatto che alcune ragazze Danesi facessero figli per i sussidi nel senso da me descritto mi è stata fatta dal direttore del mio dipartimento e da sua moglie, entrambi Danesi, e non in un bar… D’altra parte non credo di essere stato affatto tenero sulla società italiana, anzi in un certo senso criticare alcuni aspetti della società danese mi è servito per criticare la mia società, che ora come ora è ben più che marcia. Sulla mancanza di stile nello sputare nel piatto in cui si mangia.. bè, proprio perchè è il MIO piatto, mi sento libero di sputarci, ci devo mangiare io, e non mi permetterei mai di sputare nel piatto di un altro.. ;-)

    Aggiungo anche che molti aspetti del post sono volutamente ironici e surreali, e che grazie a Dio, io ho moltissimi amici in Dk, sia Danesi che non, che stimo e dai quali sono stimato, e pur comunque non amando la struttura solciale danese, non sto certo tutte le sere chiuso in casa a dare capocciate agli spigoli.

    Vi auguro veramente di trascorrere la vita che avete scelto nel modo più felice possibile con la vostra, immagino, bellissima famiglia italo-danese.

  18. Caro Daniele, dopo aver vissuto e lavorato in Olanda per 17 anni (credimi, tra Olanda e Danimarca non c’è tanta differenza) sono tornato a vivere (e non lavorare) in Italia (nella tua Roma, che adesso è un pò anche la mia).
    Le scelte sono due, o ti danimarcheggi (noi dicevamo olandesizzi) oppure campi male. Se posso permettermi di darti un consiglio, rimani lì finchè puoi, pensaci bene prima di tornare.
    Poi, quando ci hai pensato veramente, ma proprio veramente, bene, torna ;-)

  19. Mi hai colpita tantissimo perchè avrei potuto scrivere queste cose anche io (non con la stessa bravura).
    Sono una dottoranda biologa perplessa in Danimarca, a termine (in realtà sono qui per un progetto di sei mesi e il mio dottorato è a Tor Vergata) e credo che pur condividendo al 100% quel che dici al Nord sarò costretta a tornare di nuovo.
    metto il tuo blog tra i preferiti, è bello sapere che qualcuno ti capisce, le mie coinquiline italiane sono completamente danesizzate e mi danno per pazza a non amare visceralmente la Danimarca…

  20. Anch’io vengo spesso scambiatyo per arabo. Personalmente non ho nessun tipo di pregiudizio nei confronti di arabi o di qualsiasi altra razza. Oggi, 2010, lo ritengo una cosa ridicola….comunque, il fatto e’ che l’essere scambiato per arabo attira sguardi e attitudini poco gentili. Come reagisci in questi casi? Lo chiedo perche’ a me e’ venuto proprio un complesso in questo senso!

  21. Dopo 2 anni sono scappato dalla danimarca e sono tornato in Italia. Razzismo, disorganizzazione, chiusura culturale, pressapochismo e alcool, mi hanno letteralmente schifato. Se ci andate non fidatevi nemmeno dei taxisti, bevono, bevono, bevono.
    L’unica cosa positiva che le donne bevono come delle spugne quindi ……

  22. L’alcolismo in Danimarca è un problema molto serio, ed anch’io ne sono spesso infastidito. spesso entrando in un locale mi trovo di fronte situazioni assurde, con risse, fiumi di birra in terra, e quello che avevo scritto 2 anni fa a proposito del mio androne è sempre valido, ormai mi limito a constatare che l’ubriaco svenuto davanti al mio portone respiri e poi me ne vado a letto.
    Ma al di là delle battute, il problema è sociale e culturale, e forse la cosa più grave è che dai Danesi non è visto come un problema, ma come una caratteristica normale della loro cultura. Gia nell’Amleto – da cui ho ovviamente preso il titolo il protagonista si lamenta che il resto del mondo irride i Danesi chiamandoli ubriaconi.
    E’ vero, anche le ragazze, bevono, e molto, ma al di là della facile battuta, io provo un grande imbarazzo nell’imbattermi in queste 20enni ubriache alla mercè di chiunque. Forse sono un po’ all’antica, ma penso ancora che una ragazza vada conquistata con un sorriso, uno sguardo o una parola, e non perchè non si regge letteralmente in piedi.

  23. quante cazzate che hai sparato..
    da un italiano che vive in Danimarca da 2 anni

  24. Grazie del commento utile e costruttivo, Antonio,
    è noto che infatti sono pagato dal servizio segreto norvegese per inventare storie sui danesi

    Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni in danimarca è che non c’è veramente fine alla dietrologia degli italiani, al voler sempre vederci qualcosa dietro.

    da un italiano che vive da 4 anni in Danimarca

  25. Ciao,
    volevo chiederti: cosa mi dici per quanto riguarda il costo della vita in Danimarca? E il costo di una stanza/alloggio?
    Ho letto su alcuni siti di universita’ che il compenso per i dottorandi è tassato. Ho capito bene? Quanto viene tassato annualmente?

    Grazie.

  26. Caro Daniele,

    La tua storia mi ha profondamente colpito e affascinato. Sono uno studente italiano che stanco dell’inarrestabile decadenza dell’università (ma in generale della società) italiana (che di fronte a ciò resta inerte), ha deciso di espatriare forse definitivamente(dopo vari soggiorni all’estero) e per il momento effettuo la magistrale (Master) all’EPFL in Svizzera. Alla ricerca di un dottorato, magari in Danimarca (di cui non sapevo quasi nulla) mi son imbattuto in questa pagina. Davvero molte delle considerazioni che hai fatto mi sono venute in mente in questo periodo (oltre un anno) di residenza. Forse qui la situazione è un pochino meno grave o forse la percepisco così. Riassumendo, la gente è più fredda, chiusa e soprattutto razzista (ma spesso lo sono a modo loro anche gli italiani). Il sistema però funziona molto bene e soprattutto ci sono tanti soldini che attirano tanti stranieri, come noi poveri italiani, avviliti dalla nostra deludente madre patria, tra le altre cose, per niente meritocratica.
    Ho detto che funziona tutto molto bene… almeno è quello che vogliono far credere. Le pecche ci sono anche qui (anche in univ, anche se lì in fin dei conti non ci si può lamentare conoscendo l’Italia) ma sono nascoste prontamente dal sistema che ama dare l’idea di luogo idilliaco. Qui non si deve criticare il sistema che è assiomaticamente perfetto. Pochi elvetici lo faranno, ma in generale sminuiranno o sorvoleranno i problemi reali della loro società. A noi italiani, invece, ho notato che piace molto criticare la nostra, anche se poi alla fine fa abbastanza pena…
    Potrei farla lunga con questa critica delle due società, ma già lo hai fatto tu ed altri commentatori in modo quasi esaustivo. Quello che mi chiedo adesso è una questione che si saranno posti un po’ tutti quelli che hanno letto approfonditamente questa pagina: in quale delle due società è meglio vivere? una (come quella danese, olandese, elvetica etc) in cui ti danno quasi tutto dal punto di vista materialistico (e professionale) ma con deficit emotivi, gastronomici e sociali o nella temperata Italia, terra di storia e sapori, relazioni spesso (ma non sempre) più facili, calorose e disinvolte, ma corrotta, arrangiatrice, politicamente allo sfacelo e che non investe sulla cultura e la ricerca (per dirne solo alcune…)?
    Sono arrivato alla conclusione che questo sta ad ognuno deciderlo, in base alle proprie aspirazioni ed alla propria capacità di adattarsi alle culture diverse. Anch’io all’inizio trovavo la società elvetica alienante ed inospitale, in cui le amicizie son molto difficili a farsi. In fin dei conti però mi son adattato (seppur conservando uno spirito critico) e son soddisfatto delle opportunità che mi danno: borse di studio, progetti interessanti, meritocrazia, opportunità ed una bella natura tutelata da visitare. Inoltre ci son tanti studenti e ricercatori stranieri con i quali è un po’ più facile socializzare. Poi ovviamente non tutti sono degli “orribili mostri” (esagero!), ma c’è gente gentile e disponibile.
    Tornando in vacanza in Italia e vedendo la deprimente situazione dei miei coetanei, in università elemosinanti, oppresse dai baroni, in sciopero perenne, disorganizzate e senza fondi, sfornanti “dottori” (haha con che facilità usiamo questa parola in Italia) spesso senza un degno futuro lavorativo, ignari di quanto sia grave la situazione che pigramente accettano con rassegnazione, mi piange il cuore. Ma al tempo stesso mi dico: in questo amato e odiato paese non ci tornerò più, se non per le vacanze!
    Lungi dall’aver risolto il problema in modo definitivo e in attesa di un tuo (e di altri) commento/i (magari anche al mio indirizzo privato), ti lascio con un’enigma. Perché nei paesi settentrionali in cui si ha tutto e c’è il più elevato tenore di vita, la gente si vuole ammazzare così tanto, mentre in una città povera e senza opportunità come Napoli c’è uno dei più bassi tassi di suicidio in Europa?

  27. Sono una ragazza di origine romena e vivo in Italia da quasi 10 anni. Non sono mai stata nei paesi del Nord Europa ma vorrei esprimere a mia volta l’impressione che ho dell’Italia sugli stessi temi letti qui, espressi da voi “stranieri” nel Nord Europa…
    Ho 30 anni, due lauree di cui una conseguita a Milano in ambito informatico, parlo fluentemente 3 lingue e mi ritengo molto aperta e socievole.
    1. Lavoro in nero (impiego cosidetto intellettuale) a soli 1000 euro svolgendo 4 mansioni contemporaneamente. In verità posso scegliere: 800 euro con contratto a progetto.
    2. Il sussidio…. hm… cos’è? Mai avuto e mai avrò la possibilità di avere alcun aiuto dallo stato visto che il sussidio è strettamente collegato con la durata e la tipologia del contratto.
    3. Punto amicizie: italiani generalmente, sottolineo in generale (ci sono anche eccezioni) razzisti e diffidenti, ipocriti, furbi, menefreghisti, arroganti, superbi, egocentrici, infantili che pensano solo a divertirsi.
    4. Tanti italiani (dico tanti per non generalizzare perché questo non sarebbe giusto) pensano a….. Beh… tette e cu…. donne barbie come stereotipo di donna mostrata dai mas media italiani
    5. Italiani socializzano: forse tra di loro! Con me tanti (non tutti e questo per non offendere qualcuno quando si generalizza) solo per fare i piacioni e sc…. facendo batuttine stupide… ovunque, al lavoro, per strada (maleducati ed arroganti) e questo senza quasi eccezioni: dai poliziotti (strano… pensavo che i ruoli dei poliziotti fosse diverso…), agli uomini sui mezzi pubblici fino ai colleghi SPOSATI con moglie e figli.
    6. Corruzione e mafia.
    7. Mezzi di trasporto sporchi e quasi sempre in ritardo.
    8. Burocrazia e legislatura… lasciano desiderare…
    9. Penso… lo stato mi deve ancora dei soldi per un lavoro svolto 2 anni fa per il tribunale di Milano e non so ancora quando vedrò questi soldi in tasca… se me li danno…
    10. Libertà di espressione dei mass media quasi nullo.
    11. Stato “ditattoriale” camuffato (stato in mani alla mafia e certe persone come Berlusconi).
    12. Non ho mai sentito nel Nord Europa di episodi come politici che vanno nei treni per spruzzare disinfettante là dove ci sono stranieri.
    13. Tanti italiani non hanno rispetto per le regole civili, stradali e per l’ambiente.
    Mi fermo qui però con i commenti, il tempo mi pressa e devo spegnere il computer. Aggiungo soltanto che tutte le mie impressioni (solo alcune di quelle che potrei scrivere) sono state scritte con amarezza in bocca perché ho investito 10 anni della mia vita in questo paese e avrei voluto fermarmi e non ricominciare da capo. Perché sono venuta qui, vi domandate forse… per mio ex marito, italiano che però 2 anni fa è “scappato” in… Germania.
    Un domani andrò di qua via anche io ma prima vorrei visitare il Nord Europa e raccogliere informazioni per poter scegliere, spero, il posto non perfetto ma un posto migliore, civile, sereno, dove il rispetto c’è, le regole vanno rispettate, dove la natura è valorizzata, senza corruzione, con opportunità di crescita ed essere valorizzata quando hai un talento, in un posto dove se diventi mamma non acquisti uno status di handicap.
    Scusate gli eventuali errori, ho scritto di botta.

  28. Dove mi piacerebbe vivere:
    In un posto pulito, con gente calma, serena, semplice, gentile, non invadente, dove ognuno si fa i fatti suoi, gente aperta ma allo stesso tempo riservata e rispettuosa. Vorrei lavorare non più di 6/7 ore al giorno, un lavoro dove il mio talento viene apprezato e le mie competenze valorificate, abitare in una piccola casa con giardino in un posto silenzioso dove si respira aria pulita. Vorrei poter vedere dalla finestra della mia casa un bel panorama e non strade, macchine o palazzi. Vorrei avere dopo che torno dal lavoro tempo per dedicare al mio uomo, preparare senza fretta la cena, godermi una passeggiata in silenzio e tranquilità oppure stare in casa vicino al camino insieme al mio amore per guardarci un film oppure semplicemente chiacchierare. Non amo la vita mondana. Vorrei poter avere tempo e possibilità di leggere un libro in mezzo alla natura ed agli animali, suonare uno strumento musicale e fare sport od altre attività ricreative.
    Vorrei avere la tranquilità di un buon welfare state, flessibilità e tante opportunità del mercato di lavoro meritocratico, buona sanità, educazione e cultura.
    Adoro la neve ma non mi piace molto la pioggia ma per quello prendo l’ombrello e poi a Milano… non mi pare che da settembre in poi ci siano queste giornate soleggianti e non manca nemmeno la pioggia… Per il mare ed il sole… se ho i soldi, in vacanza, ho la libertà di andare dove voglio. Io poi adoro viaggiare. Per la cucina invece… sono una bravissima cuoca, basta avere gli ingredienti… fare la pasta in casa, il pane, il panettone sono le mie passioni.

  29. Ciao,
    da italiano posso dirti che tante cose che hai detto sono vere. Credo però che dovresti cercare di capire anche i motivi di tutto ciò; a volte non è come sembra oppure ci sono motivazioni storiche, sociali ed altro che portano a certe conseguenze. Altri paesi hanno avuto iter differenti. Non voglio entrare in dettagli (anche perche’ tanti non sono chiari neppure a me). Comunque mi fa piacere che ti sia piaciuto qualcosa dell’Italia.
    Leggendo i post qua sopra ho visto che anche in Danimarca c’e’ razzismo (e non lo sapevo). Come mai? Cosa li differenzia da altri paesi meno “razzisti” (anche se dire “meno” razzista non ha molto senso; come si fa a misurare il razzismo?). Forse il motivo è lo stesso che per il razzismo in italia?
    Qualcuno può rispondere alla mia domanda qua sopra sul costo della vita in Danimarca per i Dottorandi ?

  30. Carlo, ti rispondo subito. Volevo rispondere agli ultimi commenti insieme, e stavo rimandando perchè sono un po’ impegnato. Allora diciamo che ora ti rispondo sulle cose pratiche, poi scriverò un commento più generale sugli ultimi interventi che sto meditando ;-)

    Allora, lo stipendio mensile lordo per un dottorato in Dk è di circa 28mila corone, pari a circa 3760 euro. Il dottorato in Dk è a tutti gli effetti un lavoro, quindi con ferie – 6 settimane- contibuti- ti verrano versati su un fondo e potrai al tuo ritorno in Italia congiungerli con l’INPS, ritrovandoti 3 anni in più contributi, e tasse.

    In Dk ci sono solo due aliquote, 39 e 60% dell’imponibile- esiste un 25% per ricercatori stranieri per i primi 3 anni, ma ahimè non vale per il dottorato.

    A conti fatti ti restano circa 2000 euro al mese netti, che ti permettono di vivere bene anche in un paese caro come la Dk. Ovviamente servizi come il medico di famiglia etc. sono gratuiti.

    Stanze in affitto non credo esistano. Devi capire che in Dk i ragazzi sono pagati per andare all’università- se restano diciamo in pari con gli studi, ovvero hanno un appartamento gratuito nei dormitori + 800 euro al mese per vivere fuori da casa. Quindi l’idea dfi stanze in affitto sarebbe incomprensibile per loro.

    Ci sono due possibilità:la prima, i dormitori dell’Università. A dispetto del nome sono strutture residenziali in genere in periferia dove si può affittare un appartamento a prezzi molto modici- prob molto meno di una stanza a Roma. Sono puliti, carini, e molto dignitosi, ci vivono anche famiglie.

    Io ho scelto la seconda opzione, affitto di un piccolo appartamento privato. Diciamo che volevo vivere al centro- non avendo la macchina ma solo la bici- e non in periferia, anche per comodità (per questo vedi la mia ultima frase).

    Io vivevo nella via centrale di Sonderborg, un appartamento di 60 mq, molto carino con due stanze, angolo cottura e bagno, spazioso e luminiso. e spendevo 450 euro senza spese. Con le spese del riscaldamento, acqua, internet, telefono luce, diciamo sui 700-800 euro, quindi questo aspetto è piuttosto economico, rispetto agli stipendi. Il discorso vale per tutta la Dk, con l’eccezione di Copenhagen, che è molto più cara. Ma nel caso tu dovessi andare a Copenhagen puoi facilmente trovare un alloggio nei sobborghi e nelle cittadine vicine, che sono collegate magnificamente con treni urbani – altro che le nostre metro- con la città.

    Scordati – tranne forse nei dormitori- un appartamento ammobiliato, quando l’ho chiesto mi hanno guardato come se gli avessi chiesto in mano la figlia.. Gli appartamenti sono nudi e crudi, -forse a Copenhagen cì sono, ma non lo so- i mobili te li devi cercare e comprare tu.. Ma io me la sono cavata con la Croce Rossa – i danesi buttano mobili seminuovi e li danno alla croce rossa che li rivende a prezzi stracciati- e con gli amici della comunità italiana- alla fine non sapevo dove mettere i TV.

    La vita è cara, ma non troppo. Ovvero ci sono ottimi supermercati, e la spesa è abbordabile – la carne costa meno che da noi, le patate te le regalano, il latte pure, ma le frutta e la verdura sono piuttosto care. Fare sport costa poco, ma non si trovano molte strutture per gli adulti, lo sport è una cosa per i giovani.

    Io amo cucinare, quindi mi sono trovato bene, i ristoranti sono piuttosto cari, anche se in genere di buon livello, e i Danesi non hanno l’abitudine di cenare fuori. Ci sono delle pizzerie ed altro tipo fast food, ma sono immangiabili, almeno per uno che ha un’idea di cibo (e i Danesi, e su qusto non cambio idea, non ce l’hanno). Una birra costa in media 7 euro, gli altri alcolici sono piuttosto cari.

    Ricorda che i negozi sono aperti solo dalle 10 alle 17, e dopo quest’ora- a parte i supermercati- scordati qualsisi tipo di servizio pubblico – tranne i mezzi pubblici- o privato.

    Spero di essere stato esaustivo, in caso fammi sapere se hai altri dubbi.

    • Ciao e grazie. Puoi chiarirmi e confermarmi qlacuni punti? Sull’Uni di AArhus ho trovato 25,400 Corone (ma credo sia variabile)
      Mi dici 2 aliquote, quindi immagino che almeno fino a 28,000 si applica quella da 39%.
      Se ho capito bene gli studenti Danesi non condividono gli appartamenti: è facile/possibile “trovare” studenti (anche stranieri) per condividere un appartamento? E’ secondo te una cosa realizzabile senza diventarci matto?
      Poi, rimangono 2000 euro netti ma vanno tolte le spese si affitto comunque che sono (comprese spese) 800 euro; quindi 2000-800 = 1200 con i quali bisogna mangiare. E’ giusto? E comunque il paese è caro…quindi alla fine mi sorgono dubbi su quanto si riesca a vivere bene.
      Ma cosa vuol dire il latte è gratis? (non ne bevo!). Sai se la situazione in scandinavia sia equivalente o cosa?
      Grazie.

  31. Allora…
    lo stipendio può variare un po’, ma diciamo che tolti i contributi e le tasse – sì, ovviamente sono il 39% per il PhD, ma non sono sul totale, devi sottrarre un non-imponibile- cmq ti restano circa 2000 euro in ogni caso, e vengono rivalutati ogni anno- ovvero il secondo anno prendi più del primo.

    Su dividere l’appartamento non so che dirti.. non credo sia consuetudine, ma Arhus è una città universitaria, quindi può darsi che la situazione sia divera.

    Sui costi: ti restano 1200 euro, e non mi sembrano pochi ;-)
    Considera che io spendevo 500 corone a settimana per la spesa al supermercato – circa 80 euro. Ci sono cose care – frutta e verdura- e cose molto economiche – carne, latte, uova, patate. (Non è che te lo regalano il latte… diciamo che era un iperbole per dire che costa pochissimo..). Io onestamente ho vissuto benissimo anche in un appartamento da solo.. con i 1200 euro ci facevo la spesa, ci andavo pure al ristorante quando mi andava, ci tornavo a Roma circa ogni 45 giorni, quando avevo bisogno di respirare un po’, e mettevo anche soldi da parte.. NOn avevo una macchina, andavo in bici, ma in Dk è abbastanza inutile, le distanze sono minime, e le ciclabili ovunque.

    Ti assicuro, io ho vissuto senza stenti, con un tenore di vita più che dignitoso, e ho messo da parte dei soldi per il futuro. Se si ha un lavoro- e il dottorato in Dk a tutti gli effetti lo è- in Danimarca da questo punto di vista si vive benissimo. Come scrissi nel post, i problemi ci sono, lo pensavo e lo penso ancora, ma certamente non sono economici.

    Sul resto della scandinavia – a proposito, anche i Danesi si considerano scandinavi- non so moltissimo, ma so che più vai a nord, più gli stipendi si alzano, come il costo della vita, più gli inverni si allungano e più le persone sono chiuse.. i Danesi sono soliti dire che i Norvegesi sono gente chiusa ed un po’ asociale… intelligenti pauca..

  32. Ciao e grazie; vorrei altre informazioni se possibile. Pane e pasta ci sono? Prezzi?
    Per quanto riguarda i dottorati: io avevo pensato di cercare ovviamente l’Uni con il gruppo di ricerca più consone ai miei interessi e fare domanda. Mi chiedo se questo sia l’approccio migliore; infatti, selezionare l’Uni in base allo stipendio che offrono mi sembrerebbe una linea censurabile a priori; altri parametri per valutare? Ad esempio, starei gia’ pensando di escludere la capitale per il costo della vita ( ma forse anche questo è sbagliato); poi mi chiedo anche quali possibilità possa avere uno straniero di essere assunto; tutti i dottorandi hanno lo stipendio? Quante sono le domande e i posti disponibili? A me tutta sta storia pare il paradiso ma ho impressione che la porta non sia molto facile da aprire. Farebbe poi comodo avere pareri diversi dal tuo e confrontarli ma non è che abbia trovato molto riguardo ad altre esperienze nella scandinavia.
    Grazie di nuovo

  33. Se avessi saputo avrei scritto una guida… tutto quello che avreste voluto sapere di un dottorato in Dk e non avete mai osato chiedere ;-)

    Il pane è ottimo, e costa poco, fanno anche le ciabatte (che loro chiamano kiabate..sigh..). La pasta si trova, anche se magari non c’è molta scelta.. io risolvevo portandomi qualche pacco dall’italia (meglio portarsi anche una moka e del caffè), oppure la ordinavo agli amici del ristorante italiano quando andavano a fare la spesa in germania. Cmq tranquillizzati, al supermercato trovi tutto, ma tutto tutto, pure il galbanino se ti piace :-)

    Per la scelta del dottorato, l’argomento è serio ed importante. Devi assolutamente scegliere una cosa che ti piace, vicina il più possibile ai tuoi interessi. Sarà il centro della tua vita per 3 anni, specie se decidi di andare all’estero, dove i primi tempi dovrai arrangiarti da solo. Compromessi se ne possono fare, ma non oltre certi limiti. Scrivi ai gruppi che conosci, che fanno cose che ti interessano, fatti conoscere, chiedi. Non avere timidezze. In questo lavoro imparerai che le conoscenze personali, il sapere interagire, contano (quasi) come il talento di ricercatore, e di questo sono sicuro per esperienza personale. All’estero, specie al nord, dove gli studenti universitari non abbondano, c’è molta richiesta di laureati in materie tecniche, e non c’è (quasi) preferenza fra un laureato locale ed uno straniero, avrai le stesse possibilità. Per leggere di altre esperienze, puoi vedere l’inchiesta di Repubblica, http://racconta.repubblica.it/italiani-estero/risultatitotali2.php , basta che indichi un paese, un età e puoi leggere alcune storie, simili o a volte diverse dalla mia.. il mondo è bello perché è vario…

  34. Sono “incappato” in questo blog mentre cercavo informazioni sulla Danimarca, infatti la prossima settimana avrò un colloquio all’Università di Aarhus per un postdoc (chimica ambientale), all’inizio ero molto entusiasta sia per il progetto a cui lavorerò (sarebbela continuazione/espansione di 8 anni di lavoro di ricerca), mi sono già informato da persone che vivono già la, ma essendo danimarca-entusiasti non sono quanto affidabili siano e dopo aver letto il tuo post l’entusiasmo è po’ scemato…
    In particolare non sono riuscito a trovare una fonte affidabile per lo stipendio -netto- per un postdoc (so la faccenda delle agevolazioni fiscali per i primi 2-3 anni), da quello che ho capito il costo della vita è molto alto: vorrei vivere in un appartamentino da solo e portare con me l’auto, non che abbia grandi necessità ma vorrei risparmiare un po’ di soldini senza rinunciare a teatro ecc ecc
    Visto la non mia più molto giovane età (36 anni) vorrei evitare di prendere uan cantonata ed in Italia mi hanno già offerto un posto a tempo indeterminato nel settore privato (niente di esaltante cmq, no ricerca: laboratorio chimico-ambientale) i tuoi consigli sono bene accetti…
    P.S. Sono friulano ma vivo a Trieste!

  35. Non ti conosco nè mai probabilmente ti incontrerò ma ti voglio bene..

  36. Federico, tu il colloquio fallo comunque, e poi valuta. Una cosa positiva indubbiamente della Dk sono le condizioni e l’ambiente di lavoro. Poi se anche decidessi di accettare e poi dovessi pentirti, non sei legato con le catene. Per quanto riguarda lo stipendio, credo che con la tua esperienza non dovresti avere porbelmi ad averlo intorno ai 3000 euro netti – questo con un’aliquota di tasse al 39%. Ma se riesci, come credo, a rientrare nelle agevolazioni per ricercatori stranieri pagheresti solo il 25% per i primi 3 anni di permanenza, il che ti porterebbe a 3700 circa, che ti assicuro che è un ottimo stipendio anche in Dk. Non avresti problemi ad avere un appartamento tuo. Per la macchina fa’attenzione, perchè anche se ti porti la tua dopo sei mesi lòa decvi registrare, e le tasse sono spaventose- in pratica la ricompri…- io andavo in bici, ma AArhus è più grande e più fredda di Sonderborg. Per il resto non so, io ho raccontato la mia esperienza, ma non pretendo che sia un paradigma per tutti. Certo Trieste d’estate è meravigliosa (è una delle città italiane che conosco meglio ed ho magnifici ricordi e molti amici), ed sicuramente vieni da un’epserienza di socializzazione diversa da quella danese, ma devi valutare tu. Io con il mio post ho solo cercato di evidenziare- ironicamente- che la Dk non è il paradiso, è una nazione di grandi opportunità ma anche con profondi buchi neri, e questo va sempre tenuto a mente.

    Simone, grazie dell’affetto sulla fiducia, anche se sarei curioso di sapere i motivi del tuo commento ;-)

    Fra poco prometto un commento finale (più o meno) anche con risposta a Dario e Oana…(sono mediterraneamente pigro..e perfezionista allo stesso tempo..).

    • Ho fatto il colloquio e mi hanno preso! L’esperienza colloquio è stata simile alla tua: trattato con i guanti bianchi!!! Per lo stipendio mi hanno offerto 5000€ ca lordi al mese e dunque con l’aliquota agevolata sarei sulla cifra da te indicata…
      Alla fine penso che accetterò, è come dici tu non è che ti incatenano ai remi ;-)
      Grazie mille per i tuoi consigli e anche per gli altri tuoi post, fai bene a coltivare la scrittura e a mantenere pareri “eretici”!
      P.S. Magari dopo il trasferimento passo a trovarti cosi prendiamo in giro gli autoctoni…

  37. Ottimo! Sono contento, sarà cmq un’esperienza da cui imparerai molto, anche in termini di comprensione dell’Italia…

    Io ora in realtà sono a Roma, dovrei seguire per alcuni mesi un progetto a TorVergata. Ho terminato il contratto a Sonderborg, anche se sto ancora lavorando per loro come consulente.. e vorrebbero che tornassi.. ma questa è un’altra storia.. al prossimo commento racconterò..

    Ti aspetto su queste pagine per futurei commenti! In bocca al lupo!!

  38. Ciao Daniele, e tutti coloro che hanno postato sul blog…

    Sono un ragazzo di 26 anni e stò iniziando ora il mio dottorato PhD all’università di Copenhagen, sono un biotecnologo e lavoro nell’ambito della produzione di bioetanolo e biocarburanti in generale da legno di piante nordiche.Tradotto una ficata che a Roma da dove provengo è quasi fantascienza relegata a qualche laboratorio universitario “ribelle” ( ovvero che vuol darsi da fare davvero ), mentre qui il prodotto finale è già alla pompa di benzina…

    Cmq tornando a noi, questo blog è molto particolare ci sono pareri contrastanti ed è un bene per chi come me deve farsi un idea di cosa gli aspetterà sui prossimi 3 anni. Per ora non scrivo nulla sul tema principale e mi limito solo a procrastinare le idee ed impressioni che fra qualche mese mi sarò fatto sulla gens vichinga. Tanto ho visto che il blog vive da 2 anni quindi mese più..

    Una cosa la vorrei anticippare è che ho trovato un pò di discrepanze con la realtà in termini di costi esagerati, nel senso che lo stile di vita ed il prezzo lo decidi te anche se il livello medio è alto puoi sempre trovare il modo di spendere meno in tutto, basta cercare…

    Per la macchina di federico ti sconsiglio di portarla, ci avevo pensato anche io ma mi è stato detto che se avessi superato i 3 mesi avrei dovuto pagare una tassa per girare con la macchina ed il costo è assurdo circa 3000-5000 euro subito più il fisso annuo ( una specie di bollo) di circa 250-300 euro!! informati però questo è vox populi.

    a presto semmai ci becchiamo tutti insieme!!

  39. Caro Daniele,
    In attesa di un tuo commento su quanto scritto vorrei aggiungerti qualcosa e poi farti qualche altra domanda. Il tuo messaggio s’intitola “c’è del marcio in Danimarca” e fin qui ne sono convinto. Ho apprezzato molto la tua analisi sulla società Danese e probabilmente influenzerà in parte la mia scelta futura. Tuttavia ogni giorno di più mi rendo conto che bisognerebbe instaurare una discussione sul “marcio che c’è in Italia”. La situazione è davvero grave e inquietante. A livello internazionale stiamo perdendo sempre più credibilità e se gli italiani si avventurassero a leggere i giornali esteri si renderebbero conto di quanto poco siamo menzionati nelle decisioni internazionali e quando lo siamo quasi sempre per gli scandali di questa ignobile situazione politica. A parte la politica scellerata, la nostra società ha tantissimi altri mali: la corruzione, omertà, rassegnazione al fatto che le cose non funzionino, clientelismo, misconoscimento della propria storia, mafia, furbizia non mirata al bene comune etc etc etc. A proposito del razzismo ti dico che è molto più forte di quello che (forse) pensi. La cosa incredibile è che ciò si verifica sia contro gli immigrati che contro gli italiani di altre parti d’Italia. Nel settentrione la situazione è molto evidente (detto da un meridionale che ci ha vissuto), ma anche qualche parallelo più in giù le cose non vanno meglio. Se a Napoli ti fai un giro e hai un accento milanese ti dico proprio che non sarai accolto molto bene (non da tutti ovviamente). Lo stesso se sei un francese o tedesco. Fidati che cercheranno di fregarti in tutti i modi e non ti tratteranno da pari.
    Questa piccola parentesi solo per mettere in chiaro che i problemi anche da noi sono veramente tanti e gravi, forse più che in altri paesi. Con rammarico constato che il 90% delle volte che ho qualche notizia dall’Italia e sull’Italia è un qualcosa di negativo e di cui vergognarsi. Poi non pensare neanche che gli italiani siano tutti simpatici e calorosi e pronti a fare amicizia con tutti, questo è un mito da sfatare. Nel corso di vari soggiorni all’estero mi sono accorto che non è sempre vero (… neanche sempre falso). Magari un danese ti dirà che sono invadenti, arroganti, scrocconi, disonesti, chiusi tra italiani o al contrario pronti a dimenticarsi in un batter d’occhio delle loro origini etc.
    Dunque, tutto ciò nel tentativo di fornire un punto di vista più equilibrato nella discussione e di mostrare come (anche) la nostra società è tutt’altro che immacolata. Ciò detto da un italiano che ci soffre nel vedere il suo paese andare a rotoli.
    Tornano al dottorato ti vorrei fare anche qualche domanda, giacché come guida su questo tema non sembri niente male. Cosa ne pensi della DTU e di Copenhagen? Sai qualcosa della qualità e del fatto se investono o meno nella ricerca? E che ne pensi della vita nella città?
    Stavo cercando (in realtà in varie parti di Europa) qualche gruppo interessante in ingegneria ambientale e mi ponevo altre domande del tipo: quanti esami/crediti si devono fare durante il dottorato? C’è un ambiente internazionale o chiuso (come in Italia)? Quanto tempo dura? Ci sono esami di ammissione?
    Inoltre, ma questa è una domanda un po’ difficile da rispondere, come fai a sapere che si tratta del giusto supervisore? Tu chiederesti prima ai dottorandi che gli sono attorno o è rischioso?E infine hai qualche consiglio in generale sulla scelta del dottorato (oltre ovviamente a trovare qualcosa che appassioni)?
    Ti ringrazio per un tuo venturo commento e ti mando un saluto.

  40. La cosa che colpisce della danimarca è che sono pochi ma si ubriacano tutti.
    Ci sono anche persone per bene, ma per dimenticare il vuoto assoluto in cui vivono si ubriacano con assoluta regolarità.
    Non stimo i danesi e non stimo nemmeno coloro che ne parlano bene in quanto credo che non abbiano alcuna esperienza se non quella del turista. Chi come me ha lavorato in danimarca sa di che cosa sto parlando, è vero, mi sono trovata bene sul lavoro e personalmente non ho avuto grandi problemi, ma se ti guardi intorno …
    il razzismo, la mancanza di humor, la mancanza assoluta del “bello”, dell’eleganza, dello stile, della creatività e della obiettività uccide chiunque non sia nato in danimarca.
    Sono tornata in Italia e finalmente sono tornata a vivere. Non tornerò mai più in danimarca.

    • ciao ester il tuo post mi è sembrato molto vicino al tipo di dubbi che nutro io rispetto alla danimarca, potresti raccontarci qualcosa di più della tua esperienza e delle ragioni del tuo rientro in italia con tale decisione?….
      io sono veramente bloccato nel dubbio se andare a tentare o restare in italia…ma le considerazione che state facendo danno credito ad alcune sensazioni che ho avuto facendo un giro veloce del paese l’estate scorsa….. la rigidità e la mancanza di creatività e di gusto per il bello…. aiutoooo!:-)

  41. Ehm.. veramente il post è mio ;-)

    Ma non c’è problema, la discussione e i contributi di tutti sono oltremodo beneaccetti, e non prendo diritti sul post.. ;-)
    Sto scrivendo una piccola appendice al post, per chiarire alcuni punti, solo che in queti giorni sono super – impegnato, avendo cominciato un nuovo progetto a Roma. Ma non dispero di finirlo per la prossima settimana.

    Ma molto in parole povere, resto dell’idea che in Dk si lavora molto bene, ma si deve essere consci delle differenze culturali che si andranno inevitabilmente a fronteggiare. E’ un esperienza fattibile, e per molto versi molto formativa, ma le difficoltà non mancheranno.

  42. Ciao Danie’!!
    Ho scritto un po’ di tempo fa’ su questo blog, ora sono a copenhagen, ed anche io sono di Roma…Ci torni allora?? Salutami la mia bella Rometta:-( mi manca veramente troppo!!

    Quanto sie stato qui in DK, tu? anni? Vuoi scommettere che dopo qualche mese vuoi scappartene dall’ Italia, dopo essere stato qui… Non dico che torneresti in DK ma penso che avrai la voglia di espatriare di nuovo!!!

    Magari ci si incontra!!!
    Un saluto
    David

  43. Sono stato 4 anni in Dk..
    Per adesso mi trovo bene nella “nostra” Roma, vediamo come andrà il lavoro. Cmq sto ancora lavorando a distanza anche per il mio gruppo danese, ed in realtà sto cercando di far partire un progetto europeo di collaborazione fra il mio gruppo di Roma e quello in Dk..
    Vedremo..

  44. Ciao Daniele,
    sono un chimico farmaceutico con dottorato in chimica d sintesi ed un’esperienza di 4 anni nel settore. Molto probabilmente sosterrò un colloquio per un posto da chimico sintetico in un’azienda privata a copenaghen. Mi è stato detto (e come ho letto da questi post) che mi verrà chiesto quanto mi aspetti di stipendio….hai un suggerimento personalizzato per me? Grazie

  45. Ciao Alessio,

    realisticamente ti direi di non chiedere meno del doppio di quanto ti aspetteresti in Italia.
    Non conosco bene il settore privato, ma suppongo che con quattro anni di esperienza dopo il dottorato partirei almeno dalle 28mila corone NETTE (fondamentale nette, le tasse sono alte, sono circa 3800 euro).

    Vedrò di informarmi meglio, nel caso ti faccio sapere.

  46. grazie mille!! cmq i 4/5 anni erano comprensivi del dottorato! è un’esperienza lavorativa anche quella no? poi nell’azienda andrei a fare quello che facevo nel lab accademico.
    Grazie ancora

  47. Ciao di nuovo, avevo capito dopo il PhD, che cmq vale sicuramente, ovvero che avevi 3+4. Diciamo allora qualcosina di meno – in genere in Dk gli anni di esperienza sono abbastanza fondamentali per determinare il salario – qualcosa fra le 21-25mila corone nette.

  48. Ciao Daniele ciao Alessio,
    Scusate se mi intrometto nel vostro scambio di post.-)

    ho incontrato qui un ragazzo che lavora da poco in un impianto di produzione di biogas da rifiuti urbani,lui ha risposto ad un annuncio in cui cercavano un qualificato PhD.
    E’ stato preso e senza esperienza dopo il PhD gli danno 24,300 Kr nette ( che sarebbe lo stesso stipendio di un post-doc generalmente ) con incremento annuo di 1,200 kr. E mi ha detto che quando superi ila soglia dei 20,000 mensili ti assegnano una aliquota delle tasse intorno al 40%….
    Vero?cmq anche a lui gli hanno fatto la classica domanda quanto ti aspetti come stipendio:-)

    Per Alessio, considera che un PhD senza esperienza qui a cph prende 16,400 nette al 1′ anno con incremento di 1000 ( + o – ) kr al 2′ e 3′ anno, con la soglia piu bassa di tasse che e’ del 35%.

    Cmoe dice Daniele specifica tantissimo il NETTO mensile perche la aliquota minima e’ del 35% ( a meno di speciali categorie che e’ del 25% ), quella piu comune del 40/42%…..fino poi alla 60% se nn dichiari nulla!!!!!!

    Ciao!

  49. 16,400 kr nette (ca 2200 euro)? non so ma a me sembrano un po’ pochini visto che in dk la vita costa molto…i postdoc che avevo sentito pagano meglio:-) spero di non sbagliarmi!

  50. Io ho un contratto da postdoc e prendo circa 3200€ al mese netti…

  51. Ciao alessio, forse mi sono espresso male…
    16,400 kr e’ lo stipendio durante il PhD!!!! no dopo!!!
    ok?? per dopo il PhD lo stipendio e’ circa 24000kr

  52. Forse David intendeva un dottorando – uno studente Phd – che in genere prende sulle 16mila. Un postdoc al primo anno prende ALMENO 20mila. Io credo che con 2 anni di esperiena dopo il dottorato puoi tranquillamente chiedere 25mila – cmq è meglio tenersi leggermente più alti, poi loro potranno sempre giocare al ribasso.. se chiedi poco difficilmente ti offriranno di più ;-)

  53. Un PhD senza esperienza lo intendevo come appena dottorato! Scusami tu! Ora lo stipendio che indichi è in linea con quanto detto finora!

  54. Sono italiano, come te, e sempre come te vivo nel sud dello jutland, ad Esbjerg! Ti confesso che sono d’accordo con te sul fatto del centro città fantasma dopo le 17 e sulla passione per le sbronze dei danesi. Ma non sono assolutamente d’accordo con te con tutto il resto che hai scritto! E, se non conosci danesi dovresti chiederti perchè. La Danimarca secondo me è e sarà il Paese migliore dove vivere, io tra 5 mesi mi trasferirò a Copenhagen dove andrò a scrivere la mia tesi di laurea (master) e dove spero di rimanerci il più a lungo possibile! Come ho detto, io ho molti amici e soprattutto amiche danesi, l’univesità è un sogno e i professori mi aiutano in tutto e sono sempre disponibili. Forse, posso solo ringraziarti per questo articolo, perchè spero possa tenere molti italiani fuori da questo Paese meraviglioso! Se la Danimarca non ti piace tornatene nella tua amata Roma, a farti prendere in giro dai grigi dinosauri che comandano le università italiane. Forse, si c’è del marcio in Danimarca, ma l’Italia è completamente marcia da diversi decenni!

  55. Caro Marcello,
    rimango sempre un po’ perplesso nel leggere i commenti come i tuoi. Per due motivi. Il primo è che non comprendo gli assolutismi, di chi SA la vverità, ed il secondo è che evidentemente le persone leggono quello che vogliono leggere. Senza entrare nei dettagli, il senso di c’è del marcio in dk è quello che hai in parte detto anche te… ovvero, 1 c’è del marcio ovunque, anche nel posto migliore del mondo, e 2 se c’è del marcio ind Dk figuriamoci in Italia… tutto ciò era per me abbastanza chiaro nel post, che è e resta un post ironico.. Che non voleva scoraggiare nessuno, anzi, voleva solo dire che il paradiso in terra non esiste, e che ci possiamo costruire la nostra strada se ne prendiamo coscienza. Se leggerai i commenti precendenti noterai quante persone questo post ha spinto ad andare, non certo a restare, e quanti consigli ho dato nel tempo.
    Io ho fatto un’ottima esperienza di lavoro in Dk, ed ho conosciuto gente eccezionale. In questo momento sono a Roma, dove sono tornato da un anno, lavoro in un ottimo gruppo a Tovergata, dove il “grigio dinosauro” che mi comanda è un prof di 45 anni, capace, preparato e dinamico. Non ho avuto nessuna raccomandazione per il posto da postdoc, solo il mio curriculum. Sono responsabile di un progetto di collaborazione con il mio vecchio gruppo danese presso la SDU, ed esattamente in questo momento che ti rispondo il mio amico nonchè ek capo in Dk Morten è nel mio soggiorno- è qui a Roma per una settimana di vacanza nonchè ottimo lavoro con il mio gruppo – adora Roma e tornerà in Settembre, ed io stesso, come loro consulente, mi recherò spesso a trovarli su, con la gioia di rivedere i miei amici. Tutto questo non sarebbe mai accaduto se non fossi andato in Dk, ed infatti non rinnego nulla. Ma questo non vuol dire chiudere gli occhi, non avere senso critico o vivere la propria libertà quando qualcosa non va bene. E guarda che questo vale sia per quello che accade in Italia che per quello che accade in Danimarca. La mia esperienza lì è stata valida e credo di aver dato molto a quel paese e alle persone che ho conosciuto. Quello che ho imparato l’ho portato qui, per migliorare questo altro paese, che incidentalmente è il mio, e che con tutti i suoi enormi, mostruosi, terribili, imperdonabili difetti credo sia ancora il luogo più bello del mondo.
    Io ti aguro veramente, senza alcuna ironia, la migliore delle vite in Danimarca, felice e piena di soddisfazioni umane e lavorative. Ti auguro anche, con l’età – ho passato i 40 e spero di potermelo permettere- di addolcire le tue opinioni. Per me ogni credo assoluto è un credo sbagliato. Ti saluto, vado a preparmi chè Morten vuole andare a cena al vecchio ghetto di Roma ;-)

  56. Ciao Daniele!
    Innanzitutto ti ringrazio per questo post, molto illuminante anche in collegamento coi suoi commenti.
    Pensavo di tentare l’ammissione ad un master a Copenhagen, e in definitiva ora ne sono più convinto. Avrei un paio di domande.

    Avevo già letto che dividere l’affitto con altri studenti non è una cosa comune. Ma se si va in gruppo? Immagino che in tre-quattro persone si possa affittare un appartamento e condividerlo, no? Al limite anche affittandolo a nome di una sola persona che subaffitta agli altri [studio diritto =D].

    Mi potresti dire di più su questa cosiddetta sottooccupazione? Possibile mai che ci sia tanta offerta di lavoro qualificato e non? Stando a questa pagina sembrerebbe di sì, ma capirai che per un italiano di oggi è difficile da credere. Dato che da studente straniero di master non avrei ovviamente diritto alla SU né uno stipendio dovrei mantenermi autonomamente. Per quello che hai avuto modo di vedere è veramente semplice come pare trovare lavori part-time? Anche diversi commenti qui suggerirebbero in pratica di non preoccuparsi…

    Poi, quando dici «Ricorda che i negozi sono aperti solo dalle 10 alle 17, e dopo quest’ora- a parte i supermercati- scordati qualsiasi tipo di servizio pubblico – tranne i mezzi pubblici- o privato» intendi anche servizi privati come palestre e piscine? Com’è possibile? I danesi sport non ne fanno proprio, o lo fanno prima delle 17 [che sarebbe ancora più strano... quanto poco si lavora?]? Peraltro non so nello Jutland, ma immagino che a Copenhagen di stranieri che sanno come si passa un pomeriggio o una serata tra amici, ad un bowling, giocando a calcio o ad altro, praticando arti marziali, nuotando, e chi più ne ha più ne metta, senza bisogno di ubriacarsi ce ne siano tanti, no?
    Ti ringrazio in anticipo!

  57. Ciao Carlo,
    ti rispondo al volo. Ovviamente se parti già in gruppo nessuno ti impedisce di affittare una casa da dividere, quello ovviamente non è un problema, poi puoi trovare la formula che preferisci ;-)

    Il discorso della sottoccupazione è purtroppo un po’ datato. Io sono andato in Dk nel 2006, ed allora la situazione era così. Dopo la crisi le cose sono cambiate molto in peggio, anche se la situazione sta rapidamente migliorando. Di fatto anche per i danesi dal 2009 è stato difficile trovare lavoro o anche solo mantenerlo, e forse solo lavori molto tecnici – come ad esempio per un ingegnere- hanno mantenuto un buon livello di occupazione. Per i laureati in economia ad esempio la situazione è stata dura come in Italia. Conosso molte persone che erano ad esempio nel marketing che si sono ritrovate disoccupate da un giorno all’altro. E’ pur sempre vero che trovare lavoretti part-time – cameriere, commeso etc – resta abbastanza facile.

    Sugli orari serali, ovviamente a Copenhagen è meglio – io ero in provincia- però non è sempre facilissimo trovare attività aperte la sera. Ad esempio a Sonderborg la paletra era aperta fino alle 22, ma il sabato chiudeva all’ora di pranzo, e non c’era modo di fare nulla.. la domenica poi non ricordo nulla di aperto..
    Il fatto, e ne parlavo proprio ieri con il mio ex capo, è che – e sono parole testuali sue di un danese, prima che qualcuno mi dica chissà cosa ;-) – ai Danesi dopo una certa ora, probabilmente per vecchie abitudini legate al clima- viene spontaneo chiudersi nel loro nido familiare, e quindi andare a casa..
    Ma sicuramente a Copenhagen la situazione è migliore che in provincia- per quanto certe sere io ho visto il deserto anche lì, visto che ci andavo spesso per lavoro.
    Spero di esserti stato di aiuto, in caso contattami via email.

    • Via mail… dove? Molto d’aiuto comunque =)
      Non pretendo che siano aperti a tutte le ore, mi basta sapere che non c’è il deserto proprio tutti i giorni; non che io sia un tipo troppo mondano del resto.
      Ma fammi capire meglio: naturalmente la crisi ha influito negativamente anche sulla Danimarca, ma lo standard di vita rimane molto al di sopra di quello italiano? Pressoché tutti i resoconti sull’argomento sono talmente positivi che viene da pensare che non può essere cambiato tanto in così poco tempo. Mi confermi?
      Uno dei motivi che più mi spingerebbero a partire sarebbe la diversa considerazione del lavoro e della persona. Per usare senza pietà due frasi fatte: non vorrei rimanere a fare la carne da macello in Italia, vorrei senza mezzi termini fare il cervello in fuga. Dici che è ancora possibile?
      Ma soprattutto vorrei andare al lavoro prendendo un treno uscendo dal quale non debba farmi di nuovo una doccia e vedere degrado a perdita d’occhio. Poco importa se i danesi “non sanno vivere”, un piccolo gruppetto al quale glielo si può insegnare si troverà, e poi non è che noi italiani siamo tanto maestri in questo comunque, e parlo per la mia generazione e le seguenti.

  58. Ciao Carlo e Daniele….

    …come al solito seguo le botte e risposte sul tuo blog ed ogni tanto mi intrometto, visto che in tanti passano di qui!!!:-) e’ un buon modo di fare conoscenza con persone che poi verranno su’ e che magari poi incontro di persona!!

    Per Carlo, mi chiamo David e faccio il PhD a Copenhagen University in produzione di bioenergie, ora sono circa 8 mesi che vivo qui e dovro’ starci altri 3 anni piu o meno…Te e i tuoi amici in cosa volete fare il master???

    Non preoccuparti per gli orari sono drasticamente cambiati per i servizi per la persona…ci sono catene di palestre aperte dalle 7 fino alle 22, pub fino alle 2 di notte, il fine settimana ( venerdi e sabato) ci cacciano dalle disco alle 7 di mattina:-)

    La gente qui ha voglia di vivere..lo usano per combattere un po’ di stress da clima rigido…pero’ come dice Daniele e’ piu frequente trovare gente straniera da una certa in poi dal lunedi al giovedi, e’ vero che i danesi alle sette in inverno cenano e poi a ninna…invece per il weekend e’ tutta un’altra storia: e’ la compagine danese che spicca di piu’..e facile da riconoscere ( certe gnocche!!!):-)

    Per la casa l’idea che hai di partire in gruppo e poi dividere e’ la migliore e piu facile, se vuoi posso girarti i siti di cerca casa ( che quissu e’ solo online le agenzie quasi inesistenti ).

    Fammi sapere se ti interessa tenerci in contatto, questa e’ la mia mail: dac@life.ku.dk
    Magari ci becchiamo quissu’ a Cph!

  59. Ciao di nuovo Carlo,
    concordo con quello che dice David, come avevo già scritto Copenhagen è una città grande è viva, anche se nordica. Il discorso della provincia è un po’ universale, in tutti le nazioni le proncie più lontane hanno delle difficoltà.

    Io credo sia assolutamente ancora possibile trasferirsi e lavorare bene in Dk, lì la situazione – pur se ancora difficile – sta decisamente evolvendo verso una definitiva uscita dalla crisi. Non credo avrai problemi nel fare il tuo master e trovare una valida collocazione professionale.

    Come ho scritto, per ora io sto bene a Roma, ho avuto la fortuna e, senza modestia, l’abilità di crearmi una fitta rete di contatti e collaborazioni nel mio lavoro in cui credo di essere molto stimato, quindi ora ho la possibilità di “fare ricerca” senza grandi stress, lavorando sia per il mio gruppo di Roma che contemporaneamente per due gruppi Danesi (ed infatti sto per pubblicare 4 articoli in 4 tematiche diverse con i 3 gruppi), perciò penso che passerò i prossimi due/tre anni a sviluppare da qui le linee di ricerca che ho iniziato, viaggiando ogni tanto in Dk. Il mio lavoro è stato sempre molto apprezzato dai Danesi, a loro va bene che io lavori da qui in questa fase, e io sono contento di stare “a casa”. Spesso mi dicono che potrei facilmente tornare se volessi, ma per ora, per motivi personali, preferisco lavorare di base a TorVergata. Aggiungo tra l’altro che qui a Roma sono in un ottimo gruppo di persone valide professionalmente ed umanamente, quindi non ho niente da lamentarmi.
    Inoltre ho ancora l’idea forse un po’ romantica che qui si possa ancora fare qualcosa per cambiare la situazione.
    So – perchè lo so già – che probabilmente fra qualche anno mi verrà chiesto di tornare, il mio ex capo e supervisore mi dice sempre che un giorno ci potrà essere una cattedra per me presso la SDU… bè, allora, se e quando sarà, mi guarderò intorno e deciderò sul da farsi, valutando pro e contro.. ma per allora chissà cosa sarà accaduto.. come diceva qualcuno, la vita è quella cosa che ti capita mentre stai programmando tutt’altro…

    Se vuoi scrivermi, basta che metti il mio nome e cognome in google, non ho omonimi, e trovi sia il mio gmail che credo il mio indirizzo email presso il Mads Clausen Institute.

  60. Ciao Daniele,
    avevo letto il tuo blog qualche tempo fa e solo ora mi sono deciso a scrivere. Il motivo è semplice: ho da poco avuto la conferma che a febbraio partiro’ anche io per Copenhagen
    dove per 8 mesi saro’ ricercatore presso la facolta’ di architettura della Royal Danish Academy.
    Innanzitutto volevo davvero farti i miei complimenti per il blog..davvero molto ben scritto..e ho apprezzato davvero il tuo sforzo nell’essere cosi’ oggettivo
    (credo che l’essere oggettivi comporti sempre un piccolo sforzo mentale..!)
    Diciamo che io mi trovo in quella fase tra l’essere ancora studente (mi sono laureato lo scorso anno) e l’essere un giovane lavoratore..ma dopo poco piu’ di 6 mesi
    di lavoro presso uno studio di ingegneria (ora lavoro in Svizzera) ho saputo di questa opportunita’ e il mio istinto mi dice semplicemente di andare!
    Un po’ perchè Copenhagen e’ sempre stato un sogno nel cassetto fin da quando ero bambino (non ho mai capito perchè proprio CPH ma è cosi’), un po’ perchè mi
    manca l’ambiente universitario e andare in Danimarca a fare ricerca sarebbe comunque un ottimo plus per il curriculum e per la mia vita professionale,
    e perchè no..lo devo ammettere..le bionde mi sono sempre piaciute ;) !
    Ma ora avrei qualche domanda pratica..anche se è presto sto gia’ cominciando a dare un’occhiata ai prezzi delle camere..
    leggevo che la formula dello shared flat non è molto utilizzata..o pensi che a Copenhagen la situazione sia un po’ diversa?
    Altra domanda..pensi che studiare il danese sia importante? Per chi immagina magari un giorno di trovare un lavoro in Danimarca pensi che ne valga la pena? Io non so ancora se poi
    rimarro’ nel mondo accademico (magari un Phd in futuro non sarebbe male) o nel privato ma mi piacerebbe una tua opinione a riguardo!
    Ultima cosa..quanto lavora in media un dottorando? Ci sono degli orari prestabiliti o tutto varia un funziona del tuo supervisore? E le vacanze?
    Grazie, a presto

    Ale

  61. Ciao Ale,
    grazie per la stima.. per un po’ mi era anche venuto il dubbio di aver scritto una sorta di papello neonazista contro i danesi (ma su questo magari ci torno un’altra volta).

    Allora, veniamo alle risposte.
    Per quello che ne so io lo shared flat non è molto diffuso, non credo sia facile, ma forse a Cop. la situazione è più varia.. credo ci siano delle residenze universitarie con appartamenti immobiliati (cosa rara in Dk) dove magari si può dividere la casa.
    Studiare il danese non è fondamentale nel breve periodo, nel senso che tutti parlano perfettamente inglese, ed in genere nelle università si usa comunque l’inglese, anzi nelle piccole università, per attrarre studenti stranieri, visto che i danesi sono pochi, tutte le lezioni sono cumunque in inglese.. io durante il mio dottorato, pur frequentando dei corsi, avevo pochissimo tempo per studiarlo, nel senso che lavorando sempre in inglese non avevo tempo per praticarlo. Ti dirò che il problema del danese è soprattutto pratico, nel senso che la lingua come sintassi e grammatica è facilissima – è una specie di inglese arcaico, nella vecchia radice sassone- ma la pronuncia è devastante, e quindi io spesso non riconoscevo nemmeno le parole che conoscevo dette da un danese…
    Un dottorando in Dk è considerato a tutti gli effetti un lavoratore come gli altri, quindi lavora 37 ore la settimana, ha i contributi, e 6 settimane di ferie (30 giorni effettivi esclusi sabati domeniche). Ovviamente, trattandosi di un lavoro di ricerca, le ore effettive dipendono dalle scadenze.. in genere non si timbra un cartellino, può capitare di avere settimane leggere fra unna scadenza e l’altra in cui si ha più tempo libero, o altre in cui magari stai sotto a lavorare anche durante il finesettimana.. in genere tutto dipende dalle scadenze e dal supervisor..

    Spero di aver risposto a tutto, fammi sapere se hai altre domande e poi aggiornami rispetto a come ti trovi, ormai questa pagina è diventata una sorta di pronto intervento Dk per Italiani ;-)

  62. Ciao Daniele,
    grazie mille per la celere ed esauriente risposta! Già..magari con il tempo questo blog potrà davvero diventare un piccolo punto di riferimento per avere consigli e informazioni per chi sta accarezzando l’idea di trasferirsi in Dk. Ti faro’ sicuramente sapere qualcosa, credo comunque che prima di partire mi verranno altri dubbi e curiosità e mi faro’ vivo prima di allora ;) !
    A presto,
    Ale

  63. Ciao Daniele, bellissimo articolo

    e pensare che uno dei miei sogni è andare a vivere in Danimarca, sono ancora minorenne e direi che è abbastanza proibitivo come cosa ma non si sa mai.

    Certo se l’Italia in quanto onestà, fosse almeno a metà della Danimarca, in quanto a gioia di vivere qua saremo tutti molto più felici e accadrebbe il contrario, ma la politica sta diventando veramente insopportabile e penso che sopportare due ubriaconi e dei musi lunghi sia molto più benefico che restare a sospirare che le cose cambino qui in Italia.

  64. Caro Mirco,
    grazie dei complimenti, sono ancora più apprezzati preveniendo da un ragazzo che sembra pensarla con la propria testa ;-)

    Che ti devo dire, io sono tornato in Italia con l’idea di cambiarla un po’, magari portando un po’ della onestà (anche intellettuale) danese.

    - veramente ora sono a San Pietroburgo da circa un mese per una collaborazione, e per un’altra settimana, città stupenda, colta, e persone ospitali e calde pur se nordiche-

    Io ho 41 anni ora, e penso che sia arrivato il momento che quelli della mia generazione si prendano le loro responsabilità, anche in un piccolo ambito come può essere un dipartimento di fisica, e agiscano in prima persona, per ccambiarla questa meravigliosa Italia. Potremo essere il paese più bello e felice del mondo, lo penso veramente, ma ci vuole impegno e pazienza.

    Ma tu prendi ogni occasione che ti capiterà, segui la tua ispirazione. Io ho fatto così, non ho mai rinunciato al sogno, e non me ne pento affatto, andare in Dk è stato il primo passo di un percorso che sta cominciando a dare i suoi frutti. Come diceva Battiato, le occasioni perdute non ritornano (quasi) mai, quindi vivitela tutta e vivitela bene ;-)

  65. Ciao.
    Ho letto il tuo “romanzo” con molta attenzione e mi sono fatto pure qualche risata. :)
    Devo comunque dirti che è troppo lungo, e mi è venuto il latte alle ginocchia. La prossima volta… accorcia! ;)
    Tornando a noi, confermo più o meno tutto. Io ho vissuto un po’ a Copenaghen e un po’ a Lyngby (periferia nord) e devo dire che, a grandi linee, le cose stanno come hai detto tu.
    Però, mio caro, il paradiso non esiste da nessuna parte, purtroppo.
    Dovunque andrai, avrai sempre gioie e dolori. Io alla fine, valutando pro e contro, ho deciso di tornare in Sardegna. Per ora non credo di essermene pentito, però molte cose della Danimarca mi mancano da morire; credo che una parte di cuore sia rimasta lì.
    E riguardo il razzismo, l’ho vissuto anche io sulla mia pelle. E’ molto difficile farsi accettare, e finché non parlerai bene la lingua non verrai mai visto come “uno di loro”. Lo so, è un discorso cattivo, ma prova a metterti nei loro panni per capire. Sono molto orgogliosi della loro terra e del loro welfare, e vedono gli stranieri come possibili minacce.
    E va be’. Certo che là in inverno è veramente triste, però è ancora più triste rimanere senza lavoro (e senza un futuro).
    Ciao.

  66. Ciao!
    bè, diciamo che avevo molte cose da dire ;-)

    Quello che dici del paradiso è vero, e infatti l’ho scritto nei commenti successivi negli anni a venire (questo post ha 3 anni ormai), ed era proprio il messaggio fondamentale che volevo dare, ovunque c’è qualcosa di bello e di terribile.. diciamo che allora volevo pormi in maniera polemica rispetto a chi descriveva la Dk come un posto perfetto e l’Italia come l’inferno..

    grazie per il commento, ti auguro il migliore dei futuri nella tua bellissima Sardegna.

    • Grazie, gentilissimo. :)

      Nel frattempo stavo leggendo un po’ di commenti di vari lettori.
      Diciamo questo: tra Sardegna e Danimarca preferisco la Sardegna, ma giusto perché qui da noi non trovi (per fortuna) il puttanaio che c’è nella penisola. Si respira un’aria diversa. Tutto sommato, comunque, per me l’esperienza danese è stata positiva. E dico a coloro che si sono scoraggiati leggendo il tuo post di provare, perché per ogni persona è diverso.
      Riguardo l’altro sesso posso dirti (e non credo di scoprire l’acqua calda) che le ragazze “facili” si trovano dapertutto, non solo in Danimarca. Per quello tutto il mondo è paese. Confermo che siamo molto più “vivi” di loro (in generale), questo sì, ma… ragazzi, là c’è freddo, e il clima condiziona parecchio! Loro stessi lamentano questo fatto e riconoscono di essere un po’ freddini. Ti saluto.

  67. Tu sei un fottuto mito! Penso che passerò il resto della vita a leggere questo blog…scrivi bene, intrattieni, rendi tutto interessante! Alterni stronzate ironiche (in senso buono) a concetti con le palle ottagonali. Sei preparato, hai una visione delle cose, uno spirito critico e una serie di altre caratteristiche che ti rendono simile a me.
    Sono un ingegnere delle telecomunicazioni con una particolare attitudine e predisposizione per la scienza (principalmente matematica), mi sono imbattuto su questo blog perchè ero alla ricerca di un dottorato in danimarca in materia di sicurezza. A tal proposito cerco informazioni sulla danimarca (per carità, le tue sono da applauso a tre mani), principalmente sul sistema scolastico =)

    • Caro Mario,
      ti ringrazio per i complimenti.. anche tu hai un certo stile, devo dire ;-)

      Due precisazioni.. il blog è comunitario di un gruppo di fisici.. ed io ultimamente non sto scrivendo molto, anche sè ho due post in cantiere sempre di respiro internazionele. E comunque rispondo sempre a chi mi scrive, sia complimenti sia critiche.

      Inoltre, come si capisce dalle mie ultime risposte, io sono tornato da più di un anno a Roma, dove per ora mi trovo benisssimo.. poi in futuro si vedrà..

      Se hai bisogno di informazioni particolari scrivi pure, anche in mail privatamente se preferisci (trovi facilmente quella di google). Io sono rimasto comunque a stretto contato con i miei amici/colleghi danesi (che pure conoscono il post…) ed anzi credo di andare in Dk molto presto per un breve periodo di lavoro.

  68. [...] “social meeting” – come lo chiamerebbero nella mia correttissima Danimarca, vedi post relativo – per farci incontrare le eminenze grigie locali viene fatto a suon di vodka e whiskey.. alle [...]

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