L’ultima frontiera del low cost

Dopo i last minutes, le tariffe scontate, il paghi due, prendi tre, siamo finalmente arrivati al ricercatore low cost.

Devo dire che passando qualche mese in america in un gruppo di 30 persone senza ricercatori americani (ma solo cinesi e indiani) un po’ il dubbio mi era venuto… ma pensavo che ci saremmo limitati ad importare ricercatori in occidente, non ad impiantare la ricerca lì.

Sto aggiornando il curriculum, oltre ai paper, esperienze, etc etc metterò anche le offerte speciali ed i saldi…

~ di danielebarettin su Agosto 11, 2009.

2 Risposte to “L’ultima frontiera del low cost”

  1. Devo dire che il passaggio al ricercatore low-cost mi sembra scontato, ragionando con le mentalità delle multinazionali. Qualcuno di mia conoscenza, fisico con dottorato ed esperienza postdoc, aveva intrapreso il lavoro nell’industria nel settore della ricerca, per una paga -con contratto a progetto of course- inferiore ai 1000 euro. L’imprenditore sottolineava che in “oriente” un ricercatore come lui gli sarebbe costato 100 euro al mese.
    Il problema comunque non sono solo le industrie “straniere” che portano il settore della ricerca “a casa” (Finlandia, Svezia, Svizzera, Germania, etc. etc) o dove costa di meno. Il problema maggiore è l’industria italiana che non vuole investire niente in ricerca! Mi chiedo perchè i mass-media non hanno dato alcuna rilevanza al fatto che i recenti successi della FIAT sono legati ai suoi investimenti nel campo della ricerca. Investimenti fra l’altro ragionevoli, se consideriamo che un fisico o un ingegnere ricevono uno stipendio appena superiore a quello di un operaio..!
    mah.
    Ciao!

  2. L’idea di molti imprenditori è che un eventuale dipendente del settore ricerca e sviluppo debba costare meno di un lavoratore del settore bendite o produzione. Infatti l’idea è che il primo mediamente non produca e, ancor più grave, non contribuisca ad un aumento del fatturato ma dei costi. Da qui la necessità, legata anche ai suggerimenti di chi ha un MBA, di diminuire i costi del settore ricerca e sviluppo così come i costi della logistica o della connessione veloce cambiando spesso operatore passando da un’offerta all’altra.

Lascia un commento