fisica, ssis e scuola

Posted on aprile 27, 2008 di

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Lessico e nuvole

Ciao a tutti! Con il nome gensil parla un mostro a due anime, che ha un occhio nero e un occhio blu. Ora parla l’anima femminile, quella dall’occhio nero.

Scrivo un post per cercare di chiudere il cerchio fisica, ssis e scuola... Ehm ehm.. io purtoppo mi sono fatta trascinare a gran carriera dal flusso del titolismo e dal girone infernale ssis.. Ebbene sì, io sono proprio dell’esercito dei fortunati di quest’anno che non entreranno nemmeno in graduatoria, di coloro che sono sospesi nel limbo del limbo del limbo.. E, come succede con gli immigrati che hanno già il permesso di soggiorno, coloro che l’abilitazione ce l’hanno già, e pure il loro bel posto in graduatoria, storcono il naso e dicono che, in fondo, a questa graduatoria non dovrebbero accedere tutti, che ci vuole un controllo degli ingressi.. La solita guerra fra poveri.. E chi sa se con la Lega e il nuovo governo, chiuderanno la frontiera pure a noi..

Morale della favola: dopo una laurea in fisica, dottorato in fisica e quant’altro, ora mi ritrovo a passare il mio tempo fuori dal laboratorio a navigare in un mondo di parole come metacognizione, obiettivi formativi, POF, PON, POR, epistemologia e soprattutto DOCIMOLOGIA.. Non nego che fino a due mesi fa non sapevo nemmeno cosa significasse questo strano termine e, anzi, il suono della parola me la faceva sembrare pure una cosa simpatica. Il corso è finito e io ancora non ho capito di cosa si tratta. All’ultima lezione (frequenza obbligatoria, un cappio al collo che ti fa mancare il respiro e ti fa sentire come una marionetta che si muove diretta dalle mani di un sistema folle e macinasoldi) ho capito che non stavamo più nella fase della premessa.. e che soprattutto avrei dovuto concentrare tutti i miei pochi neuroni rimasti per capirci qualcosa di più, visto che questi pretendono pure di esaminarti… E quindi, io, che dovrei insegnare matematica e fisica alle superiori, sto imparando bene come correggere un tema, un riassunto o un saggio breve, come conoscere gli eventi storici collegandoli al loro contesto sociale, culturale, antropologico, geografico (un’altra cosa che ho imparato alla ssis è che conviene aggiungere quanti più termini è possibile per un concetto.. la cosa che stiamo veramente imparando è l’antisintesi, la dilatazione a palloncino dei concetti). Tutto in un clima delirante di ssisini impazziti come nella casa del Grande Fratello. Il nostro mondo sembra sia tutto lì, i punti, i voti, gli esami. Forse è proprio di questo che abbiamo bisogno, di un sistema che ci faccia sembrare di star facendo qualcosa, di un efficientismo allo stato puro che ci dia l’illusione di stare costruendo veramente un paracadute, così da non farci troppo male al momento della caduta.

L’unico lato positivo in questa storia, ma è una considerazione del tutto personale che prescinde da valutazioni oggettive, è che la convivenza forzata, anche con persone di formazione diversa, può aprire mondi nuovi e inaspettatamente straordinari.

Io non credo, quindi, che la ssis prepari a insegnare meglio la fisica e soprattutto a farla amare di più. In questo sono gentiliana (dopo 2 mesi di ssis, mi concedo un riferimento pedagogico). Credo che sia solo la nostra passione a doverci animare, la capacità che ancora ci resta di godere della fisica e soprattutto di divertirci con la fisica. Ed è per questo che credo ancora più folle sottoporre questo strazio della ssis, senza nessuna reale forma di agevolazione, anche a persone che hanno fatto e continuano a fare ricerca, che hanno un dottorato e hanno vissuto in contesti di ricerca internazionali. La scuola trarrebbe grande giovamento da questo intenso patrimonio umano e scientifico.

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