La Francia

Posted on maggio 17, 2008 di

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Salve a tutti
allora visto che dobbiamo un po’ conoscerci e parlare delle nostre esperienze mi sembra ora di cominciare.
Io comincio con raccontare la mia esperienza di quasi due anni di postdoc in Francia, a Lille, quello che mi è piaciuto e quello che non mi è piaciuto.

Lati positivi:

1) Posizioni Permanenti.
La cosa più bella della Francia per un fisico è il fatto che la Francia è lo stato in cui è più facile
ottenere una posizione permanente. Ogni anno vengono banditi un numero di posti da ricercatore
a vari livelli dal CNRS in differenti discipline. Il concorso consiste nel presentare un progetto, una presentazione di 15 minuti dove nella prima metà bisogna far vedere quello che si è fatto nel passato
e nella seconda il progetto proposto al CNRS. Il tutto può anche essere fatto in inglese, e l’application si fa online. E’ importante però avere un gruppo che sia interessato a noi e voglia prenderci, che è quello per cui applicheremo.
Ci sono poi molte altre possibilità come il CEA o le posizioni all’univerità il “Maitre de Conferences” dove però è richiesta un ottima conoscenza del francese ed le ore di insegnamento sono molte.

2) Qualità di Vita
La qualità della vita nel mondo della ricerca devo dire è molto più alta di quella che ho trovato altrove, in special modo perché la maggior parte della gente ha un posto fisso, e quindi sono molto più rilassati. Per esempio la Francia è il paese in cui i ricercatori hanno il maggior numero di figli, e si possono permettere l’acquisto di una casa molto prima che in altri paesi. Tutti effetti positivi dovuti alla maggiore stabilità.

Lati negativi

1) Qualità della Ricerca
Il lato più negativo nella ricerca in Francia è la sua bassa qualità. Il fatto che la maggior parte del personale che fa ricerca abbia un posto permanente conquistato anche senza grandi difficoltà ha creato dei risvolti negativi sulla ricerca. Infatti da una parte i ricercatori francesi hanno poca esperienza e spesso in un ambito ristretto visto che hanno al massimo fatto un postdoc di un anno o due. Capita spesso di vedere anche professori che continuino a lavorare su cose vecchie e dimenticate quasi da tutti solo perchè è l’unica cosa che hanno imparato. C’è poi da aggiungere che la scarsa pressione che viene effettuata sui giovani, ormai già sistemati anche a partire dai 28 anni, fa sì che la maggior parte non si sforzi molto per produrre risultati di grande qualità. Logicamente ci sono differenti eccezioni positive a questo discorso.
Negli ultimi anni comunque la situazioni sta molto migliorando visto l’entrata di molti ricercatori stranieri, ed il fatto che ad esempio il CNRS richieda almeno un postdoc all’estero per ottenere una posizione da ricercatore.

2) Pochi PostDocs
Questo non so se sia negativo o positivo comunque visto il fatto che buona parte dei soldi vengono spesi per posizioni permanenti il numero di postdocs position in Francia è più basso rispetto ai suoi vicini.

3) Nazionalismo alla Francese
Non poteva mancare un commento sul nazionalismo francese, non tanto perchè voglio proteggere il loro paese, la loro lingua e cultura, ma quanto per le ridicole conferenze interne che vengono realizzate in francese, in maniera direi un po’ provinciale.

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