Detassatemi: faccio un lavoro straordinario

Posted on maggio 21, 2008 di

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Il governo Berlusconi vuole mantenere le promesse: niente ICI per la prima casa e detassazione degli straordinari, ad eccezione dei dipendenti statali. A dispetto dell’eccezione, vorrei fare un colpaccio e farmi detassare tutto, perchè faccio un lavoro straordinario.
Faccio un lavoro straordinario, perchè non timbro cartellini, non ho un orario minimo e non uno limite. Posso lavorare 1-2-4-8-16 ore al giorno. Posso lavorare in un’università, in un centro di ricerca, passeggiando sulla riva del mare ed elaborando una nuova teoria delle stringhe, esercitandomi in arrampicata e meditando un originale set-up sperimentale: faccio un lavoro straordinario. Posso lavorare la vigilia di Natale o a capodanno, durante i week-end ed in notturno, alla romantica luce di un sincrotrone: faccio un lavoro straordinario. Lavoro sotto contratto, cococo, cocopro, sotto assegno di ricerca, sotto borsa di studio…ma lavoro anche gratis, per piacere e passione, perchè non riesco a fare a meno di tenere a bada la mia curiosità, e ditemi se questo non è un lavoro straordinario. Vado a fare esperimenti in giro per il mondo, ma questo non è considerato straordinario, perchè la diaria per missioni in Italia (di 10 euro al giorno) non ce la passano più, la diaria di ben 20 euro che ci spetterebbe per missioni all’estero la segretaria non ce la vuole dare perchè “Sei già rimborsato dall’ente estero, vuoi pure la diaria?!”. Eppure pianificare un esperimento, preparare “a casa” i campioni da misurare, partire, effettuare le misure nel breve tempo che hai a disposizione lavorando anche 30 ore di seguito, ve lo assicuro…è un lavoro straordinario. Non ho ferie, ufficialmente. Posso farne per una settimana, dieci giorni, un mese, chissà. Tutto dipende dal mio datore di lavoro, il che è comunque straordinario. Posso ammalarmi, rimanere incinta e decidere di continuare a lavorare, oppure di smettere e farmi sospendere lo stipendio: non ditemi che questo è qualcosa di ordinario. Posso lavorare su un argomento su cui lavorano tanti altri gruppi sparsi per il mondo, e tenerli costantemente d’occhio tramite le loro pubblicazioni e comunicazioni a congressi. I miei competitori, così come i miei collaboratori, non sono dietro l’angolo, ma magari in un altro continente, ma è esattamente come se fossero al mio fianco perchè quello che conta è arrivare al risultato e pubblicarlo, non conquistarsi un certo mercato, in una certa zona del mondo. Questo non è straordinario?! Nel mio lavoro, non ho regole da infrangere. La costruzione di un modello, la sua verifica sperimentale, la sua conferma o il suo fallimento, sono processi che avvengono secondo logica e la logica ha le sue regole. Se poi scopro sperimentalmente che una regola, una legge teorica non è verificata, allora non s’è verificata “l’eccezione che conferma la regola”, ma è la regola a non essere universalmente valida, e quindi va cambiata. Insomma le regole si possono cambiare, ma non infrangere: non è un lavoro straordinario?

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