curriculum di fisico da urlo

Posted on luglio 2, 2009 di

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Se non ha la prestanza e la massa muscolare sufficiente, il nostro “fisico da urlo” avrà molto altro da inserire nel proprio curriculum…
Alla conquista della laurea in fisica segue quasi irrimediabilmente il panico di quale strada intraprendere e di come presentarsi a scopo lavorativo ad una società che non ha affatto chiare le potenzialità e le competenze di un fisico. Abbozziamo lo schema di 3 strade principali che un fisico può intraprendere una volta laureato:
1. insegnamento;
2. ricerca;
3. industria e libera professione.

1. La prima strada è quella probabilmente più lineare: dopo la laurea occorre ottenere un’abilitazione (con la SSIS o con un eventuale concorso), quindi ci si inserisce in una graduatoria e si inizia ad insegnare per periodi più o meno lunghi di supplenza. A secondo dei tempi e dei luoghi, in qualche anno si ottiene una cattedra in un istituto scolastico pubblico ed un lavoro a tempo indeterminato.
In questo caso, per ottenere una cattedra in breve tempo, è importante avere nel curriculum vari periodi di supplenza e magari un titolo post laurea per incrementare il proprio punteggio.

2. Per fare ricerca, il primo passo da fare dopo la laurea è frequentare un corso di dottorato di ricerca. In Italia per accedere ai dottorati ci sono concorsi pubblici con diversi criteri di selezione: scritto con esercizi, scritto con temi, orale, valutazione dei titoli o la compresenza di più prove. All’estero invece si accede ad un corso di dottorato semplicemente dopo un colloquio e la discussione dei propri titoli, e quasi sempre il viaggio del candidato per il colloquio è a spese dell’ente di ricerca estero. In Italia si può frequentare un corso di dottorato usufruendo della borsa di studio di 1000 euro -per i più meritevoli- oppure gratuitamente. All’estero la retribuzione del dottorato è assai variabile in funzione dell’ente di ricerca e delle competenze del dottorando, ma è comunque generalmente superiore ai 1000 euro italiani (ovviamente escludendo i paesi in via di sviluppo).
Una volta concluso il dottorato (da 3 a 5 anni), si può accedere a varie tipologie di contratti con università o enti di ricerca: borse di studio postdoc, assegni di ricerca, contratti da ricercatore a tempo determinato, collaborazioni a progetto, etc. Avendo in mano il titolo di dottore di ricerca si può partecipare a concorsi da ricercatore (fino a proseguire nella carriera di professore associato e ordinario). In questo iter è assai importante costruirsi un curriculum di “fisico da urlo”! Il fattore più rilevante è il numero di pubblicazioni, quindi la loro qualità, il che significa pubblicare su riviste internazionali e di alto impact factor. In ogni pubblicazione, l’autore che ha lavorato di più al manoscritto è il primo nome fra gli autori, mentre l’ultimo nome è di solito il capo del team, colui che ha presieduto a tutto il lavoro. Ne segue che essere nel mucchio di una serie di autori, oppure essere primo o ultimo nome, dovrebbe avere un valore diverso ai fini della valutazione del curriculum. Per essere “fisico da urlo” occorrerebbe poter inserire nel curriculum una certa varietà di esperienze di ricerca, sia per quel che riguarda le tematiche affrontate, sia per gli istituti ed i gruppi di ricerca frequentati negli anni. Questo fattore viene valutato in maniera esplicita in diversi paesi europei, ma non in Italia. Fiore all’occhiello del curriculum sono i premi ricevuti per tesi, poster e presentazioni orali, meglio ancora avere ottenuto degli inviti a fare presentazioni orali a conferenze internazionali.

3. Inserirsi nell’industria o fare libera professione, forse è la strada che richiede una più difficile costruzione del curriculum. Generalmente non interessano gli esami fatti, nè pubblicazioni o ricerche appassionanti. Il privato in genere richiede competenze immediatamente spendibili. Quindi poco importante è la flessibilità con cui generalmente i fisici si adoperano in campi diversi, mentre è accattivante inserire un elenco di competenze, soprattutto informatiche, di cui si è padroni. Abbastanza rilevante è anche la conoscenza di varie lingue e la capacità di lavorare in team.

Inoltre un fisico può specializzarsi in discipline sanitarie e lavorare negli ospedali, occuparsi di radioprotezione o di divulgazione scientifica…insomma le strade da percorrere sono molteplici, ma occorre sempre costruirsi un curriculum…da urlo!

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