8 Marzo

Posted on marzo 8, 2010 di

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Oggi è la GIORNATA della donna. Non la FESTA, ma purtroppo in tanti sembrano esserselo dimenticato. E’ diventata un po’ come un San Valentino solo per donne, in cui si sprecano mimose e cioccolatini e si va a cena fuori con le amiche. Per carità, niente di male, se non fosse che negli ultimi anni tutte le lotte compiute dalle nostre mamme  negli anni ’70 si stiano vanificando, e per quanto riguarda le pari opportunità si stanno facendo dei passi indietro piuttosto che avanti: con i contratti precari, a breve scadenza e con tutela praticamente nulla, che per le donne ‘giovani’ – specie quelle con un elevato titolo di studio – sono i più frequenti (chissà perchè!) e che rendono quelli che dovrebbero essere semplici e normali diritti, dei privilegi per poche… avere figli in Italia è visto non come diritto e soprattutto un bene per la società ma uno ‘sfizio’ che solo in poche possiamo permetterci (e non certo grazie al nostro lavoro) e che ci costa molto, molto caro.

Visto che nella Fisica le donne sono molto ben rappresentate e che, come mi faceva notare un’amica ;-), FISICA è una parola FEMMINILE SINGOLARE, sarebbe bello oggi raccontarsi le proprie esperienze lavorative e le proprie impressioni, e magari venire a sapere che forse la mia visione delle cose è solo parziale, forse sono io che sono stata sfortunata, forse non è vero che siamo poi così lontani dall’avere pari opportunità… o forse la situazione è davvero così drammatica?

Vi racconto la mia esperienza. Dopo la laurea – in Fisica ovviamente – mi sono iscritta alla scuola di specializzazione in Fisica Sanitaria: 4 anni di borsa di studio (e mi è andata anche bene!) che non poteva essere cumulata ad altra forma di reddito, senza il versamento di alcun contributo. Chiaramente non mi sono sognata di avere un bambino durante questo periodo, avrei rischiato di non superare gli esami nei tempi previsti, di non poter fare tirocinio (essendo necessariamente esposta a radiazioni avere una gravidanza mi avrebbe impedito di frequentare certi reparti), di non discutere la tesi allo scadere del 4° anno e tutto ciò oltre che un ritardo (e in una scuola di 4 anni anche un mese in più diventa davvero insopportabile!) avrebbe comportato non solo la perdita della borsa di studio, ma anche la restituzione di quanto di quella borsa mi era stato già versato. Ma si sa, è un investimento per il futuro e quindi ho accettato la cosa con pazienza. Una volta specializzata ho avuto un contratto annuale di collaborazione (co. co. pro.), e durante quel periodo sono rimasta (finalmente) incinta, pensando anche che con il governo Prodi tutto sommato erano stati fatti grossi progressi, la maternità era stata resa obbligatoria, si aveva diritto ad un’indennità anche se dell’80% dello stipendio ma pur sempre un’indennità, e ad una proroga di 6 mesi sul contratto. Peccato che non avevo tenuto conto del fatto che l’indennità non la paga, come per i contratti a tempo indeterminato, il datore di lavoro che a sua volta è rimborsato dall’INPS, ma la paga direttamente l’INPS. Risultato: sono stata 5 mesi senza stipendio, mio figlio ha 1 anno e mezzo e io ancora non ho visto una lira. Ci sono stati dei problemi, qualcosa che all’INPS non risultava, fatto sta che un anno fa ho presentato ricorso e ad oggi ancora non ho avuto risposta. Probabilmente dovrò fargli causa. Una volta scaduto il contratto non è stato possibile rinnovarlo. Sono stata 6 mesi a casa, mi sono goduta il mio bimbo, l’ho inserito all’asilo senza il problema di chiedere permessi, ecc. quindi non mi è poi pesato più di tanto. Però sono stati 6 mesi senza stipendio! Ho provato a fare domanda per il bonus una tantum dei precari, ma non ci sono rientrata, perché nel 2008 avevo guadagnato troppo… con 8 mesi di stipendio e diciamo neanche uno stipendio di lusso!!! E diciamo anche che con un bambino piccolo non è che si possa cercare lavoro dappertutto, considerato poi che viviamo lontani dalle nostre famiglie di origine e dobbiamo cavarcela con le nostre forze (asilo – baby sitter), oltre al fatto che una volta fatta la scelta di mettere su famiglia, la famiglia deve poi vivere sotto lo stesso tetto e cioè nella città dove almeno uno dei due genitori ha un lavoro sicuro, almeno finchè ce l’ha. Quindi già la ricerca è ristretta alla provincia di residenza…

Comunque, dopo qualche mese vinco una Borsa di formazione per 6 mesi. A parte che con un contratto di 6 mesi la maternità te la scordi, anche perché una gravidanza che abbia esito positivo dura più di 6 mesi, ma alla firma del contratto scopro anche che non è previsto il versamento di alcun contributo (ma le tasse però le devo pagare!!!), in pratica è come se lavorassi in nero!!! Quindi per il momento un secondo bambino me lo posso scordare, a meno di non voler fare la casalinga per il resto della mia vita… quando scadrà questa borsa sarò punto e daccapo e dovrò cercare un nuovo lavoro, e una donna incinta non la assumerebbe nessuno.

Questa è la mia storia, non aggiungo altro.

Ragazze, aspetto le vostre.

Buon 8 marzo a tutte!

PS: Su Repubblica ho letto che quest’anno è il centenario dell’8marzo.

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