e se da grande volesse fare la scienziata?!

Posted on luglio 24, 2010 di

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Ieri sera, nella foga dell’inizio del finesettimana e nell’incrocio di vari appuntamenti, mi sono inspiegabilmente trovata in un centro commerciale con mia figlia diciottomesenne che sbraitava davanti ad un bancone di libri in offerta. Ovviamente a 18 mesi la piccola non sa leggere, non calcola a mente la radice quadrata di 175, ma indossa i pampers e si ciuccia la mano sinistra, insomma è una bimba normalissima (a parte certi piccoli esperimenti con giocattoli appesi ai palloncini pieni di elio alla ricerca dell’equilibrio…), incuriosita dai libri quali oggetti colorati e sfogliabili, quindi in un certo senso “componibili”.
Convinta che i libri fossero a disposizione gratuita di tutti, ne afferra vari ed è particolarmente incuriosita da un cartonato intitolato “cosa farai da grande Hello Kitty?”. Il mio primo pensiero è stato “cosa potrà mai voler fare da grande Hello Kitty? La modella? La velina (quindi la ministra…)? La tronista? L’estetista?” ed invece già nella copertina Hello Kitty era in tenuta da medico (medico, badate, non infermiera! Forse Hello Kitty è femminista…). Inoltre sfogliando il cartonato, mi sono accorta che Hello Kitty pensa anche all’utile mestiere di pompiere e, proprio nella prima pagina, dichiara addirittura di voler fare la scienziata! Questa pagina ovviamente mi convince all’acquisto immediato (quantomeno per ricompensare la controtendenza degli autori) e d’altro canto mi riporta immediatamente ad un frammento del discorso di Barack Obama tenuto alla comunità afroamericana in occasione del centenario della Naacp (Associazione nazionale per il progresso della gente di colore): “Anche se avete un buon tiro o ballate bene, non puntate solo a diventare campioni di basket come Le Bron o rapper come Lil Wayne. Mi piacerebbe che le vostre aspirazioni siano altre, diventare scienziati, medici, insegnanti, giudici della Corte Suprema…”. Ecco, dopo aver ascoltato il presidente del consiglio del mio Paese aver invitato una precaria a sposare un uomo ricco, per migliorare la sua situazione, le parole di Barack Obama non appaiono semplicemente ragionevoli, ma -quasi- mi commuovono.
Penso comunque che ci sarebbe da riflettere, se i nostri figli ci comunicassero di voler fare gli scienziati, su quanto stiamo facendo oggi perchè il loro desiderio si possa avverare. Stiamo assistendo ad uno smantellamento del mondo della ricerca e di quello universitario probabilmente senza precedenti nel nostro Paese. Nonostante i laureati italiani siano ancora di buon livello (così deve essere se sono accolti a braccia aperte all’estero!), si decide di tagliare all’alta formazione non con forbici da potatura, ma con la ruspa. Auspico che chi ha il potere di protestare, di mettersi davanti alla ruspa, di mostrare i dati reali di chi all’università lavora, seriamente e tanto, lo faccia al più presto. Non per sè, ma per quei bambini che hanno solo sfogliato il libro sbagliato, in un momento sbagliato, nel Paese sbagliato.

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