Addio a Nicola Cabibbo

Posted on agosto 17, 2010 di

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Si è spento ieri sera Nicola Cabibbo, conosciuto alla quasi totalità degli studenti di fisica sparsi per il mondo per la matrice Cabibbo-Kobayachi-Maskawa. Nicola Cabibbo ha dato un enorme contributo allo studio dell’interazione debole e in generale alla fisica subnucleare. La commissione per il Nobel nel 2008 decise di premiare solo Kobayachi e Maskawa, lasciando il nostro a bocca asciutta. Mentre si sollevarono le proteste dei colleghi italiani, il Prof. Cabibbo rimaneva in silenzio di fronte a questo avvenimento, come si confaceva a persone di un certo spessore. Appena l’8 agosto era stato insignito di un premio prestigiosissimo per la fisica, la medaglia Dirac.
Mi viene alla mente un episodio legato al Professor Cabibbo avvenuto in un’aula fresca dell’edificio Marconi, all’università La Sapienza. Era una mattinata estiva e stavo ripetendo per un esame assieme ad un collega. Saremmo stati al massimo una decina di studenti, sparsi nell’aula a scribacchiare fogli bianchi, riempendoli di dimostrazioni atte a testare le nostre abilità, il nostro studio e, sostanzialmente, la possibilità di superare l’esame in questione. L’aula non poteva dirsi silente, ma era altrettanto lontana dal potersi dire rumorosa. Diciamo che un vocio sottile incorniciava piacevolmente l’atmosfera ombrosa della mattinata. Ad un tratto arriva il prof. Cabibbo, seguito da un paio di studenti, e si dirige verso la cattedra. Capiamo al volo che ci sarebbe stata una lezione o un esame, quindi affastelliamo fogli, libri e zaini in maniera sgraziata e frettolosa, facendo per andarcene. Il professore però non pronuncia parola, ci guarda un po’ perplesso, al che noi cerchiamo di affrettarci a portar via le nostre cose e la nostra presenza, probabilmente fastidiosa ad un luminare che non ha tempo da perdere. Ad un tratto però ci si avvicina ed interrompe “Eh, io qui dovrei fare un esame…”. Ecco, sebbene non siamo tanto luminari, avevamo intuito ci fosse qualcosa del genere in programma! “…ma come si fa, noi siamo in 3 e voi siete una decina, qui a studiare. E poi, state a studiare così bene, mica per noi 3 ve ne potete andare…mi dispiace avervi disturbato. Facciamo così, gli esami li faccio nel mio studio così voi potete rimanere qui, e se qualcuno viene a cercarmi, per cortesia, mandatelo nel mio studio”. Un po’ basiti e perplessi lasciamo ricadere fogli, libri e quanto altro sui banchi. Ci guardiamo sorridenti, sorpresi da un gesto gentile inaspettato, assolutamente raro fra i nostri docenti.

Sarà una sciocchezza, ma trovo che la grandezza di una persona si manifesti molto spesso nei piccoli gesti. Nicola Cabibbo non era solo un grande scienziato, ma una persona disponibile e gentile. Come Presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze, ha dato un significativo contributo al dibattito scienza-fede e probabilmente ha avuto un ruolo importante nella riabilitazione di Galileo Galilei da parte di Giovanni Paolo II. Quel che mi dispiace, oggi che Nicola Cabibbo non c’è più, è di non aver avuto molte occasioni per ascoltarlo. Mi piacerebbe che persone come lui, che per esperienza di vita e di mestiere hanno molto da insegnare, potessero avere una voce nei nostri giornali, nelle televisioni, nei media in generale. Non è così, oggi tutti i tg lo ricorderanno per il nobel mancato. A me invece torna alla mente quella mattinata estiva, ed il sorriso sottile di un signore perbene.

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