Ricerca Inutile

Posted on gennaio 13, 2012 di

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Salve a tutti.  Sarà perché sono in un periodo in cui sono un po’ pessimista sul lavoro del fisico che oggi voglio scrivere un post contro ricercatori e la ricerca. Penso infatti che buona parte della ricerca che si fa, almeno nel mio campo, materia condensata sia del tutto inutile, sia dal punto di vista applicativo che fondamentale, e non solo per quando riguarda il mondo dei teorici, ma anche per gli sperimentali.
In questo momento lavoro all’instituto Neel, un grande laboratorio con più di 400 persone circondato da altri centri di ricerca come il Sincrotrone, l’ILL, etc…. Devo dire che guardandomi intorno, non solo qui ma anche fuori a volte mi sembra che la gran parte della ricerca sia del tutto inutile e non produttiva.  Le motivazioni per cui penso ciò si possono dividere un due, ed anzi per meglio dire i ricercatori che sono la causa di questa improduttività possono essere raggruppati in due gruppi:

Ricercatori alla moda

Il ricercatore alla moda è quello che segue  l’ultimo argomento di ricerca, che studia il nuovo materiale appena pubblicato su Science etc.. Di questa categoria fanno parte interi gruppi che sono pronti a lasciare il loro vecchio tema di ricerca appena questo non è più alla moda per lanciarsi  nel nuovo fashion hot topic. Un tipico esempio nel campo delle nanostrutture e nanotecnologie sono quelli che lavoravano sui nanotubi, che avrebbero dovuto rivoluzionare devices, elettronica, materiali ultraleggeri etc… ed invece non sono serviti a niente, quindi hanno cambiato per fulleri and friend, ma anche in questo caso dopo un po’ hanno lasciato per il mitico graphene. Ma anche nel caso del graphene, ho già visto gruppi che lo stanno abbandonando per altri materiali, per esempio per dedicarsi al fotovoltaico etc…
Non voglio dire che gruppi come questi non producano, anzi fanno anche belle pubblicazioni, ma senza un gran perché. Si fanno bellissime misure, si costruiscono prototipi di transistors a single nanotube, o graphene transistor, etc…. e poi ci si rende conto che in pratica tutti questi oggetti sono irrealizzabili fuori da un laboratorio, e la fisica che si impara era già nota dai libri di testo.
Certo qualcuno mi dirà che per adesso è così ma in futuro….. il fatto è che a questo futuro non ci credo più tanto, visto che per i materiali precedenti (nanotube e fullereni) si diceva lo stesso 🙂
Il problema di questa categoria è che non pensano mai a qualcosa di nuovo, innovativo o controcorrente, seguono la moda e basta.

Ricercatori Conservatori

Questa invece è la categoria opposta, composta da quei ricercatori che hanno imparato una tecnica oppure si sono specializzati nello studio di un certo fenomeno e continueranno a fare la stessa cosa per tutta la vita, anche se ciò che fanno è completamente inutile. Ho amici sperimentali che continuano a fare lo stesso tipo di misura su ogni campione gli venga dato, che sia l’ultimo materiale fortemente correlato o una buccia d’arancio, senza poi fare una grande differenza. Lo stesso per i teorici, che hanno imparato a calcolare una certa quantità e la calcolano per qualsiasi cosa.
Ci sono poi quelli che fanno solo un argomento anche se ormai è stato spiegato tutto su quell’argomento e rimangono solo dettagli insignificanti. Questi ultimi formano intere comunità di ricercatori sparsi per tutto il mondo, e possiamo dire che loro sono ciò che resta del gruppo precedente gruppo quando non hanno  più la forza di cambiare.

Per finire con un po’ di ottimismo, devo però dire che in queste due categorie ci sono ricercatori bravissimi che sono stati in grado di aprire e sviluppare nuovi campi di ricerca,  e poi fuori da questi due gruppi ci sono quei pochi che riescono a muoversi verso cose nuove, contro corrente ad aprire nuovo strade e nuovi modi di fare ricerca.

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