Social reality

Posted on gennaio 18, 2012 di

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– Meeeeoooowww….

– Ciao Dirac, si caro…sono tornata a casa…mica ti sarò mancata? Dai che prendo una birra e ti coccolo un po’ sul divano.

– Meeeeeeoooooooowwwww…

– Okay okay…arrivo subito! Prendo anche il manuale del social reality switcher perché voglio essere sicura che nessuno mi disturbi mentre sono ‘in giro’.

[pagina 26: Predisporsi, con una buona respirazione e con luci adeguatamente soffuse, alla transizione verso il menu delle esperienze. A transizione compiuta, il vostro switcher mostrerà una spia arancione, ma questo voi lo capirete senza dover guardare, ovviamente. La spia è però utile agli altri umani in casa, per segnalargli che non è il caso di disturbarvi mentre vi preparate al salto. Tutti gli strumenti già configurati in casa si metteranno automaticamente in safe-mode per non recarvi alcun disturbo.]

– Dirac: tu ti metti in safe-mode o ti chiudo in cucina? Se resti con me però mi devi promettere che non rompi quando la luce diventa arancione.

[L’esperienza termina automaticamente al termine del tempo predisposto. Se desiderate un tempo inferiore, questo va scelto prima di cominciare. A immersione avvenuta, la spia dello switcher diventerà rossa. A questo punto non vi potrà disturbare nessuno, ad eccezione di casi che voi avrete specificato, come per esempio il pianto di un bambino (vedi istruzioni p. 256).]

– Naaaah…macchissenefrega.  Al massimo mi chiameranno per offrirmi un’altra carta di credito. Dai Dirac che si va da qualche parte!

Dopo qualche minuto di silenzio completo,  disturbato solo dalle fusa di Dirac, lo switcher indica luce arancione, e l’espressione di Ester si fa più ebete.

Vuoi scaricare in memoria le esperienze di oggi?

– Esperienze? Ma a chi gliene può fregare di quello che ho fatto stamattina in studio di registrazione, o dal parrucchiere? ahahaha…Andiamo dritti al sodo e facciamoci un giro nella testa di qualcuno che si è divertito un po’ più di me.

Scansione delle esperienze. Modo: casuale…Volo in deltaplano (Città del Capo)…Pattinata sul lago ghiacciato (Canada)…Kite Surf (Australia)…Rapina a mano armata (Francia)…Annuncio vincita premio Nobel per la Fisica (Francia-Italia)…

– Che!!???? Premio Nobel…forte! Voglio farmi questa! Chissà che pensano ‘sti scienziati quando gli si da una notizia del genere…se è meglio che suonare a un concerto vorrà dire che ho sbagliato tutto! E poi il mio gatto non ha vinto un Nobel per la Fisica?

Immersione in corso…attendere prego…

Scena: Norman Ramsey è appena salito sull’aereo che lo porterà da Nizza a Napoli. E’ il 1989, e Norman è appena stato all’Università per un seminario sulle nuove prospettive della spettroscopia di precisione. A Napoli lo attende il professor Scutéri, che lo ha invitato per lo stesso seminario. Norman viene avvicinato da un elegante steward che parla un discreto inglese.

– E’ lei monsieur Ramsey?

– Si, sono io.

– Una telefonata dagli Stati Uniti. Pare sia molto urgente. Deve seguirmi, immediatamente. Ci vorranno solo pochi minuti. Il comandante è stato informato e lei non perderà l’aereo. Glielo posso garantire. Ma ora mi segua in fretta.

Norman è subito preoccupato, ma si rasserena appena sente la voce del suo caro amico, e collega, Donald.

– Norman!! Spero non averti disturbato…so che devi partire…ma…

– Donald…è successo qualcosa di grave? Saranno le tre del mattino lì da te!

– No no…cioè forse si…in un certo senso…ma no dai…scherzo! Dimmi un po’, c’è il sole lì? E’ andato bene il seminario?

– Donald, ma che te ne importa se c’è il sole…vai dritto al punto che stai causando un ritardo all’aereo! Che cosa accade?!

– Vuoi saperlo…eh? Trovati una sedia. Poggiati da qualche parte. Ho una buona notizia. Ti hanno cercato dalla Svezia, un’oretta fa o poco più. Hanno svegliato tua moglie, a casa. Mi ha chiamato subito e mi ha chiesto di inventarmi qualcosa per rintracciarti. Hai vinto il Nobel, Norman!! Complimenti!!!! Lo hanno dato a te e….

– …

La telefonata si interrompe esattamente a questo punto. E Norman non muove più un muscolo, con il telefono ancora appoggiato sulla guancia. Lo steward lo guarda perplesso, ma senza fare domande lo riporta, spedito, sull’aereo che è ancora lì, come promesso. Norman è basito. Non capisce se Donald gli stava solo facendo uno scherzo. Ma come avrebbe fatto a convincere la compagnia aerea che c’era qualcosa di tanto importante? Conoscendo Donald, ci sarebbe da aspettarselo. E se fosse vero che ho vinto il Nobel? Qualcuno ci scherzava su…al Dipartimento. Ma chi vince il Nobel è subito famoso…perché qui non mi riconosce nessuno? Magari qualcuno ha già visto una foto sul giornale…o forse è una balla. Naaah. E’ una balla. O magari no.

Il volo per Napoli è breve. Norman si guarda intorno e si sente…distaccato. Durante il volo non parla con nessuno. Cerca di ripassare i momenti di quella strana telefonata con Donald.

Poco dopo l’atterraggio, Norman nota qualcosa di strano. L’aereo si ferma ad un centinaio di metri dal Terminal, e dall’oblò gli sembra di vedere un uomo a fianco ad un’auto della Polizia. Indossa un cappotto, ed è appoggiato ad un bastone. Tira un vento fortissimo perché deve reggersi il cappello con l’altra mano. Riconosce la sagoma del professor Scutéri. Che dia….ci fa Scutéri lì? La polizia…Donald…

– Professor Ramsey! Benvenuto a Napoli e…congratulazioni!!!!!!

– Salve Professore…grazie ma…non capisco…

– E mi pare pure normale avere le idee confuse, nella sua posizione! Professore…legga su questo foglio…è in Svedese, ma la prima parola è chiarissima…lei ha vinto il premio Nobel!!!!

Norman apre la bocca, sente una goccia di sudore colargli dalla tempia…si lascia cadere a terra, con uno strano sorriso.

Impossibile tentare un collegamento con l’autore del post perché qualcuno ha inserito il codice di sicurezza e ti sta cercando al telefono. Emersione rapida dall’esperienza. Attesa di sicurezza…

Squillo di telefono.

– Pro…pronto…?

– Ester!!! Dove diavolo eri? Ero preoccupato!

– Ah? Ero in aeroporto…ma ora no… […] oh cielo. Nell’ultima telefonata che ho ricevuto mi dicevano che avevo vinto il Nobel per la Fisica!

– Chi, tu?? Ahahahahahahahaha

– Ma sei scemo?

– E di’ un po’…per che cosa lo avresti vinto? Per i tuoi studi sui gatti di Schroedinger?

– Gatti? Oh cielo…ma che ore sono…? Devo correre a dare il latte a Dirac!


Nota. Questa storia è scritta in memoria del premio Nobel per la Fisica del 1989, Donald Ramsey, scomparso nel 2011. Ramsey vinse il premio, che divise con Hans G. Dehmelt e Wolfgang Paul, per il suo lavoro sui MASER di idrogeno ed il suo contributo alla spettroscopia di alta precisione. La comunicazione dell’attribuzione del Nobel prima di un volo in aereo è storia vera, ma riguarda invece Louis Ignarro, vincitore del premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia del 1998. Divertente il suo racconto, disponibile in un video che potete trovare qui. Andava davvero a Napoli.

Disclaimer. Mi è stato giustamente fatto notare da un caro amico che qualcuno ha già avuto un’idea simile, una buona manciata di anni fa, e ci ha fatto pure un film. Il mio sarebbe dunque un plagio…se non fosse che il film ancora non l’ho visto! 😎 Semplicemente, mi divertiva immaginare che cosa potrebbe fare seguito ai social network, come li conosciamo oggi.

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