Piezonucleare: una storia italiana

Posted on giugno 6, 2012 di

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A leggere la storiella dell’ultima eclatante fonte di energia, il piezonucleare, ben descritta qui dal Presidente del CNISM Ezio Puppin, ci sarebbe da sorridere. Ecco, ci sarebbe da sorridere se non fossimo italiani, se non partecipassimo al regolare procedimento della selezione dei progetti scientifici, se non conoscessimo già dall’inizio la fine di questa esemplare “storia italiana”.

In breve, un gruppo di ricercatori, capitanati dal Prof. Fabio Cardone, dichiara di riuscire a produrre reazioni nucleari sottoponendo un materiale a pressione meccanica, aprendo le porte a quel che può dunque definirsi un effetto piezonucleare (piezo deriva del greco πιέζειν – comprimere -, infatti la piezoelettricità è la proprietà di alcuni cristalli di generare una differenza di potenziale elettrico se sottoposti a sollecitazione meccanica). L’annuncio viene fatto tramite due pubblicazioni ( e 2) e video su you tube, che potete trovare qui. La presentazione dei risultati scientifici sollecita la curiosità, come potete constatare sin dall’inizio del video che vi invito fortemente a scorrere, e suscita gli ormai consueti commenti complottisti sulle politiche energetiche internazionali, che affosserrebbero qualsiasi nuova scoperta utile all’umanità. Nel frattempo altrove, e precisamente dentro l‘INFN e all’Università di Uppsala, si tenta di verificare l’autenticità di esperimenti così eccezionali ed innovativi. Invano. Ovvero, sembra che i dati prodotti dal Prof. Cardone e dal suo team non siano riproducibili, e questo è pubblicato in 3 lavori scientifici internazionali (1, 2 e 3). Fin qui potremmo dire che non c’è niente di strano o eclatante: un esperimento nuovo, possibili errori, possibili verifiche che potrebbero confermare o confutare i risultati ottenuti. Ma siamo in Italia, ricordiamocelo. Ed ecco che nel 2009, grazie ad un emendamento nel ddl sul piano energetico nazionale si decide di dare un finanziamento speciale a questo fantomatico piezonucleae. Due anni dopo, il Prof. Alberto Carpinteri, ordinario di scienza delle costruzioni del Politecnico di Torino e coautore di Cardone, viene nominato presidente dell’INRIM, e da questo momento l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica considera il piezonucleare un settore strategico su cui investire. Ciononostante, appare il 30 maggio 2012 questo articolo firmato da ricercatori dell’INRIM, sollevando forti dubbi sul fenomeno piezonucleare.

La storia sembra avere una svolta quando alcuni dei più attenti giornalisti scientifici del BelPaese iniziano a pubblicare sull’argomento, fra cui la cara OcaSapiens, ed il Prof. Ezio Puppin lancia la raccolta di firme -tuttora aperta- che trovate qui. Parte della comunità scientifica sembra essersi ridestata, probabilmente infastidita dal fiume di denaro pubblico che investiva improbamente i vicini di casa, e ha quindi deciso di protestare pubblicamente, chiedendo ragione al MIUR di questi procedimenti. Ma siamo sempre in Italia, ricordiamocelo. Quindi, proviamo a vagliare i finali possibili, come nelle vecchissime adorate storie a bivi di Topolino?

1. I piezonuclearisti avevano ragione. L’effetto piezonucleare esiste e porterà una svolta nelle politiche energetiche, ma: (a) l’Italia li aveva già cacciati, venderanno il brevetto alla Spagna e diventeranno ricchissimi; (b) una spia del KGB li farà fuori prima che i dettagli dei loro esperimenti siano pubblici, e quindi nessuno riuscirà più a replicarli.

2. Cardone e i suoi avevano sbagliato qualcosa negli esperimenti, l’effetto piezonucleare non c’è: (a) l’accademia italiana premia l’onestà con cui hanno proceduto nell’iter scientifico, vengono assegnate presidenze ad enti di ricerca e immediati passaggi di carriera; (b) la questione viene messa sottto silenzio, ognuno rimarrà al proprio posto, semmai per calmare le acque si rimuoverà la presidenza all’ente.

Ora, il mio finale preferito è ovviamente quello legato al KGB non perchè mi siano antipatici i piezonuclearisti, ma perchè sono cresciuta a Topolino e 007 e Nikita è il mio nome in codice, e quindi amo la suspence e l’azione, mentre la visione di cattedre, presidenze e raccolte di firme mi lascia ormai perplessa e annoiata. Comunque, è una storia italiana, ed il finale lo decidete voi.

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