ci metto la firma

Posted on ottobre 3, 2012 di

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Il problema della scelta dei nomi che debbano apparire su un articolo scientifico e dell’ordine con cui questi appaiono è per alcuni -per lo più italiani, date le mie frequentazioni- un problema totalmente irrilevante. L’ordine dei nomi degli autori in un articolo internazionale indica generalmente l’importanza del lavoro compiuto da ciascuno: il primo nome corrisponde a chi ha contribuito maggiormente, il secondo a chi ha contribuito in parte minore e così via in decrescita fino ad arrivare all’ultimo nome, che generalmente corrisponde a chi ha guidato il gruppo di ricerca, o è ufficialmente il responsabile del laboratorio. Nell’ambiente accademico italiano c’è chi utilizza il criterio dell’ordine alfabetico e chi quello de “il lavoro è mio, scelgo io i nomi e il loro ordine”. Generalmente chi ha compiuto la maggior parte del lavoro non inserisce come autori persone che non hanno fatto nulla, nè dimentica di annoverare coloro che hanno portato contributi. Generalmente. Ma questo dipende dall’onestà dell’autore principale, e avviene comunque solo nei casi in cui si faccia un lavoro diciamo monodisciplinare (nel senso che proviene fondamentalmente da un unico gruppo di ricerca). 

In realtà a me pare che le cose non siano così semplici da decidere, e mi sono piacevolmente resa conto di non essere proprio la sola a considerare questa questione un problema importante da affrontare (ci sono anche questi e questi altri). Nel mondo accademico attuale il numero di pubblicazioni internazionali, così come l’ordine che si occupa nella lista degli autori, sono il principale criterio per costruirsi una carriera (da ora, anche qui da noi).  Quindi sarebbe ovviamente molto importante che i vari gruppi di ricerca adottassero criteri comuni, per la scelta dei nomi che finiranno su un articolo. I criteri indicati da Stephen Kosslyn, secondo un percorso da “1000 punti” e indicati qui, sono facilmente condivisibili e semplici, per coloro che amano la chiarezza e la lealtà, ma saranno sicuramente farraginosi e opinabili, per chi preferisce il criterio del ghi pensi mi. E mi pare che in questo Paese sia il criterio più apprezzato…

 

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