Dove sono i nostri fuoriclasse?

Posted on ottobre 19, 2012 di

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Un atleta non può essere sempre al top della forma, così anche le prestazioni intellettuali variano periodicamente. L’organo che compie lavoro è il cervello e non un muscolo. E’ utile trovare dei criteri di valutazione per le prestazioni del cervello? E’ chiaro che per un velocista il minor tempo impiegato sui 100, 200 e 400 metri è l’unico criterio usato per la valutazione delle sue performances. In una gara di equitazione il tempo non è più sufficiente: l’abbattimento di un ostacolo o il rifiuto da parte del cavallo di saltare comportano una penalità, vengono aggiunti 4-5 secondi al tempo di esecuzione del percorso per ogni penalità ricevuta. Un fantino può cadere, un atleta può essere squalificato anche per un periodo lungo. L’allenatore può decidere di mettere un atleta fuori squadra spesso anche per problemi comportamentali, non solo per la qualità delle sue prestazioni.

Qualità e comportamento sono parametri attraverso i quali gli atleti sono riconosciuti e valutati in modo omogeneo all’interno dell’ambiente sportivo internazionale.

Accade lo stesso nel settore scientifico? Accade lo stesso nel settore politico? Accade lo stesso nel settore dei manager pubblici o privati?

Questo argomento è delicatissimo, non pretendo di individuare dei criteri per valutare un politico, uno scienziato od un manager. Sto solo cercando di capire se è utile valutare l’operato, l’impegno ed il comportamento degli attori e dei professionisti che influenzano lo sviluppo della nostra società.

La mia risposta è semplice, ma è molto legata a questa fase socio/economica: creare delle classifiche.

Assistiamo quotidianamente all’ostentazione di sondaggi di apprezzamento per questo o quel politico. Trovo che non ci sia niente di più sbagliato. Di solito le squadre di calcio comprano e valutano i giocatori  in base alle classifiche gol fatti/subiti, assist riusciti, fantasia, carisma in campo, età…! Poi c’è il marketing per vendere qualche milione di magliette in più, ma forse non dovrebbe essere l’obiettivo analogo di un centro di ricerca nè di un partito politico.

Ritorno un momento sull’opportunità di creare delle classifiche, credo sia utile in questo momento per fare chiarezza. Abbiamo poche risorse e una chiara schematizzazione sulle capacità ed i meriti delle persone può aiutarci a ridurre la possibilità di fare errori ed investimenti sbagliati.

Infatti credo sia utilissimo dare spazio alla fantasia ed anche delle chance a chi non ha già maturato esperienze decennali. Altra cosa è non prendere atto di errori ripetuti continuando a dare credito a chi secondo eventuali classifiche può essere in coda nonostante decenni di attività in uno specifico settore. Per concludere, in questo perido (ahimè!) ancora di ristrettezze investirei il 75% su chi ha già portato risultati a casa e il  25% su nuove leve e giovani promesse.

Rimane il problema per me principale: QUESTE CLASSIFICHE DOVE SONO ???

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Posted in: Riflessioni