Se gli Americani ci invidiano

Posted on giugno 3, 2013 di

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US Envies the EU

Invidia (credit: eharmony.co.uk)

Spesso siamo lì a maledirla, perché ci pare ottusa, inflessibile, perché crediamo che limiti la nostra fantasia o quantomeno il nostro tempo libero. Ma la nostra buona vecchia Unione Europea, per lo meno quando finanzia la ricerca, fa ‘anche’ qualcosa di buono.

Come tutti coloro che beneficiano di finanziamenti comunitari per la ricerca, passo un tempo non trascurabile a compilare moduli, leggere istruzioni, fare bilanci e controllare che il diagramma di Gantt sia in ordine, circostanza rara. E mi lamento, come molti, che questo sottrae tempo a quello che mi piacerebbe impiegare in un altro modo.

Poi pero’ ci sono situazioni in cui il significato di queste torture appare chiaro. Come la settimana scorsa, quando ero alla riunione semestrale con i colleghi del progetto BioQuaRT:  Italiani, Francesi, Inglesi, Tedeschi, Portoghesi e Polacchi, e sono rimasto sbalordito dinanzi ai risultati che stanno venendo fuori dalla collaborazione tra paesi che fino a qualche decennio fa non avevano alcuna voglia di condividere denaro e progetti. Collaborazione vera, non a chiacchiere, fatta senza temere di esser copiati, perché abbiamo un codice etico che ci siamo impegnati a rispettare.

O come lo scorso Marzo, quando ho potuto toccare con mano l’invidia del rappresentante americano ad una riunione internazionale. Anche in quell’occasione, dinanzi ai delegati provenienti da  tutti i continenti, si è percepito chiaramente come il programma di ricerca europeo ci avesse ‘costretti’ a realizzare nuovi strumenti, con il beneficio ultimo dei cittadini europei che hanno finanziato quel lavoro, attraverso le tasse. Durante una pausa caffè il delegato USA, approfittando del carattere informale di quel momento, si è liberato dichiarando quanto sarebbe bello se anche da loro ci fossero programmi di ricerca così integrati, qualcosa che fosse lì a solleticarli, a fare pressione perché ci si spinga al confronto con gli altri paesi. Lo diceva ammirato. Detto da un ricercatore proveniente dal paese più competitivo del mondo, ma dove la competizione è sopratutto interna, ci siamo sentiti sollevati a qualche centimetro da terra. E da Italiano, mi son sentito ancora più felice di essere un cittadino Europeo.

Torno alle scartoffie, ma più serenamente e con un pizzico di orgoglio.

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