Per fare il professore serve una bella voce, almeno in Iran

Posted on marzo 17, 2015 di

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QasemQuando ho visto la foto di un mio amico su The Guardian, all’inizio ho pensato ad uno scherzo. Una di quelle finte pagine che si posso generare su internet per celebrare pregi o difetti di qualcuno. Diciamo un po’ come gli articoli di Lercio. Ed invece no, Qasem era veramente finito sul Guardian e non per una bella notizia.
Io e Qasem ci siamo conosciuti in Italia, e più precisamente a Trieste. Tutti e due frequentavamo la SISSA, io nel settore di materia condensata e lui in fisica delle particelle elementari. Dopo la fine del dottorato non ho piu’ visto Qasem, sapevo che era tornato in Iran, con una posizione tipo postdoc e che probabilmente sarebbe voluto restare nel suo paese.
Dall’articolo del Guardiano scopro che Qasem aveva vinto un contratto da professore nel 2014, e che avrebbe dovuto passare un valutazione l’anno successivo per il rinnovo.
Immagino che lui si aspettasse di passare la valutazione senza problemi, un buon CV, un dottorato all’estero, apprezzato dai suoi studenti, una persona con una carattere gentile e pacato.
Ma qui nasce il problema, la commissione che doveva valutare se rinnovare il contratto di Qasem decide di non rinnovarlo a causa della sua voce un po’ acuta, che loro chiamo effeminata, considerandolo era una persona non qualificata per insegnare in una università.
L’aritcolo del Guardian spiega poi che il duro processo di qualificazione per i professori Iraniani che comprende
domande di teologia, e sui principi della repubblica islamica. In pratica tanti buoni motivi per non essere qualificati oltre al merito.
Spero la situazione per Qasem si risolva presto ed in tanto faccio un po’ di pubblicità alla sua storia.

Qui l’articolo del Guardian:
http://www.theguardian.com/world/iran-blog/2015/mar/16/iranian-professor-qasem-exirifard-loses-job-due-to-feminine-voice

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