Fare “la fila”

Posted on settembre 28, 2008 di

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Prendo spunto da un recente articolo di Giulio Palermo (“La contraddizione”, N. 124, 2008, pp. 68-79) in cui si tratta di ricercatori precari, cooptazione e potere baronale, per parlare di qualcosa che mi sta molto a cuore e coinvolge molti dei miei colleghi ( e amici).

Questo nuovo articolo e’ la continuazione di un precedente intervento sul manifesto del 12 dicembre 2007 (che puo’ essere trovato sul sito dell’autore http://www.eco.unibs.it/~palermo/ alla voce “Ricercatori precari e baroni”, insieme ad una versione non edulcorata dello stesso articolo).

Nell’ articolo i ricercatori precari, che fanno la fila un assegno dopo l’altro fino al “loro” concorso, vengono descritti come componente fondamentale del pessimo stato dell’universita’ italiana. Dunque, pur pagando in prima persona le conseguenze di un sistema marcio, i precari, definiti “aspiranti ricercatori in corso di cooptazione”, hanno un ruolo considerevole nella disgregazione dell’universita’ in Italia,

Sono completamente d’accordo con lui e trovo l’articolo giusto e ragionevole, quasi ovvio. Ovviamente invece i ricercatori precari hanno dato addosso a Giulio Palermo, senza pero’ fornire risposte ai punti che lui solleva, respingendo le accuse al mittente e citando i propri casi personali.

Scommetto che siamo tutti d’accordo nel desiderare un’universita’ ed una ricerca equa e meritocratica, e nel voler scardinare il sistema feudale vassalli-valvassori-valvassini.

Vi invito a leggere l’articolo del manifesto e la sua versione politically scorrect su

http://www.eco.unibs.it/~palermo/, e sollecito una vostra opinione. 

PS Se desiderate posso inviarvi una copia dell’articolo apparso su “La Contraddizione”, dato che non sono sicuro che sia reperibile on-line

Matteo

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