In difesa delle cattedre Natta, contro la chiusura dell’accademia italiana

Posted on giugno 3, 2017 di

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universita-mobilitazioni-protesteIl governo Gentiloni sta preparando un nuovo decreto per resuscitare le cattedre Natta,
(Il ritorno (possibile) delle cattedre Natta) ed il mondo accademico si sta già preparando per dargli battaglia.
L’idea delle cattedre Natta è di bandire 500 posti da professore con un concorso aperto per stranieri ed italiani. Questa procedura permetterebbe di reclutare persone nuove esterne al sistema universitario italiano.
Oggi giorno in Italia solamente 99 docenti ordinari sono stranieri e 198 associati provengono dall’estero. L’università italiana è una delle più chiuse rispetto a professori e ricercatori stranieri.
Questi numeri non devono certo sorprendere visto il forte taglio di posti che è avvenuto negli ultimi anni, che ha fatto si che i pochi posti rimasti fossero indirizzati a particolari persone o campi specifici e non aperti verso l’esterno.
Sebbene esistano delle procedure di chiamata diretta per persone che lavorano all’estero,  hanno avuto un effetto limitato.
Nella prima versione delle cattedre Natta i presidenti delle commissioni sarebbero stati scelti dal governo, cosa che aveva fatto infuriare l’università, per questo con il nuovo decreto saranno scelti dal Miur e da tre liste redatte dalla Conferenza dei rettori (Crui), dal Cun e dalla Consulta dei presidenti degli enti di ricerca e dall’Accademia dei lincei. Mentre gli altri due commissari saranno sorteggiati da liste redatte dall’Anvur.
Non penso che però questo cambiamento  sarà sufficiente ad accontentare l’accademia italiana.
Infatti il vero problema è che nelle università italiane c’è una grande quantità di precari da anni in attesa di un posto. A molte di queste persone è stato promesso che appena ci sarebbe stata l’opportunità il posto sarebbe stato per loro.
Mentre quelli che non hanno nessun appoggio possono contare sui pochi concorsi non ancora blindati.
Le cattedre Natta rompono questo meccanismo, tolgono il potere al piccolo professore che aveva promesso un posto al suo postdoc e rischiano di lasciare a bocca asciutta i precari che avevano creduto in queste promesse.
I pochi posti disponibili verranno rimessi in gioco attraverso un concorsone al quale parteciperanno anche molte persone dall’estero.
È chiaro che una larga parte dell’accademia sia contro questi posti.
Un altro problema delle Natta è che i vincitori partiranno con delle griglie di salario più alte rispetto ai normali concorsi da professori e questo è un altro punto che fa arrabbiare molti.
Questa volta concordo con gli universitari, non ha molte senso creare un posto da “superprofessore” che non farebbe altro che creare discontenti dentro l’università.
Sarebbe meglio fornire a questi nuovi assunti migliori possibilità di lavorare attraverso posti di dottorato, post-doc ed attrezzature almeno per i primi anni.
In fine rimane il fatto che l’università italiana avrebbe bisogno di un sistema serio di reclutamento con un numero fisso ed adeguato di posti che vengono messi a concorso ogni, e delle regole che non cambiano con ogni nuovo governo.

P.S. probabilmente questo governo finirà prima di aver avuto il tempo di approvare il decreto per le cattedre Natta

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Posted in: Ricerca, Universita