About us

Questo blog appartiene ad un gruppo di fisici, più o meno giovani ed aitanti, che viaggia per lavoro, ricerca e passione around the world. Si trovano a scrivere assieme in questo posto per l’amore per la fisica, per la passione nella ricerca, per il disappunto suscitato dall’assenza degli scienziati nel dibattito sulla società attuale e per divertimento, naturalmente. Non inseguono neutrini, tantomeno fantomatiche particelle di Dio o una stella lontana, ma praticano audacemente il metodo galileiano ovunque e comunque, senza se e senza ma. Le loro coordinate al momento sono queste:

Claudio Attaccalite. Si è laureato in Fisica all’Università La Sapienza di Roma. Parte per Trieste, dove ottiene Master e Dottorato alla SISSA in materia condensata. Dopo il dottorato un po’ indeciso sul da farsi decide di partire per l’estero e va in Francia al Nord, Lille. Trovando il posto un po’ troppo piovoso, decide che il suo prossimo postdoc sarà al mare e quindi Spagna, San Sebastian. Da quel momento comincia a provare concorsi in giro per il mondo ed alla fine vince un posto all’Insitut Neel a Grenoble. Con l’arrivo a Grenoble comincia ad apprezzare sempre più la montagna, fra escursioni, arrampicata e sci.

Daniele Barettin. Nasce a Roma, in quella che lui ancora malgrado tutto definisce una condizione dell’essere più che una città, sotto il temuto segno dei Gemelli. Iscritto alla facoltà di Fisica della Sapienza di Roma, dopo una serie di vicessitudini che sarebbe troppo lungo raccontare qui – paga da anni un’analista per questo- si laurea in Fisica teorica della materia nel 2005, ad un età in cui la maggior parte dei suoi colleghi ha già dato da tempo il meglio di sè nel mondo della scienza. Ama i luoghi caldi ed assolati, ed infatti si ritrova spesso per lavoro e conferenze varie a trascorrere molto tempo in Danimarca, Canada, Indiana e San Pietroburgo.
Dal 2011 lavora a Roma, presso la facoltà di Ingegneria di Tor Vergata, dove si occupa prevalentemente di nanostrutture – un suo amico anatomopatologo lo definisce il lord del quantum dot. Ultimamente fa anche modelli per strane celle solari, e saltuariamente continua a sviluppare curiosi algoritmi di Meccanica Statistica. Ama il suo lavoro, se fosse ricco di suo lo farebbe gratis, anche se pensa che ricco con il suo lavoro non lo sarà mai. Si considera ancora un giovane promettente fisico. Adora scrivere, nuotare, e tutte le belle fanciulle specializzate nel complicargli la vita. Qualcuno gli dica di smettere.

fulvioFulvio Berardi. Si laurea a Brescia in Fisica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Alla fine della sua laurea triennale, con tesina sulla turbolenza, si innamora letteralmente del lato “oscuro” della fisica: l’aspetto numerico, impressionato dalla precisione con cui il matematico Quarteroni e il suo gruppo riescono ad interpretare flussi e vortici al computer meglio di maghi dalla sfera di cristallo. Illusosi quindi definitivamente della superioritá dei suoi studi rispetto alla magìa (piú che altro per incapacità assoluta di realizzare magìe), realizza durante la tesi la sua prima simulazione, quella di un sistema sistema fisico molto semplice ma dotato del non trascurabile dettaglio di essere un possibile modello di computer quantistico…Galeotto fu il sito web freescience.info di Claudio Attaccalite, chiede di unirsi ad un gruppo di fisici della materia condensata in terre basche per il dottorato ed è esaudito, ritrovandosi quindi a San Sebastian ad occuparsi di elettroni che danzano e a volte, nel poco tempo libero, di danza e basta. L’amore per “la Macchina” prevarrà su quello per la Fisica? Forse è la domanda ad essere malposta…

 

 

Elena Cannuccia. Nasce a Fano in provincia di Pesaro. Dopo aver vissuto alcuni anni a Rimini, si trasferisce con i suoi genitori a Frascati, Roma, dove cresce e trascorre tutta la sua adolescenza. Si laurea in Fisica all’Universita’ di Roma Tor Vergata, dove termina anche il dottorato. Nel giro di 6 mesi discute la tesi di dottorato, si sposa e inizia un post-doc nel dipartimento di Fisica dei Materiali dell’universita del Pais Vasco, a San Sebastian. Tra lavoro, mare, sole e spesso pioggia vive un’esperienza ricchissima, che ha quasi concluso. Vivere all’estero le ha fatto capire quanto sia fondamentale avere una mente aperta e dialogare con le persone. Le piace vivere la vita con positività e semplicità, cercando di non complicarsi troppo. Leggere, imparare lingue e conoscere culture, viaggiare, nuotare, surfare, guardarsi intorno, pensare e studiare sono tra i suoi principali interessi. Vorrebbe tanto tornare in Italia, spera che questo non rimanga solo un desiderio.

Elisabetta La Torre. Si è laureata in Fisica e successivamente specializzata in Fisica Sanitaria all’Università di Roma La Sapienza. A partire dalla tesi di laurea e durante gli anni di specializzazione si occupa di elaborazione di immagini biomediche e di diagnosi assistita al computer. Si trasferisce a Trieste e dopo una breve esperienza nel gruppo di radioprotezione del Laboratorio Luce di Sincrotrone Elettra, è stata assunta in un’azienda italiana di ingegneri che si occupa di robotica in campo biomedico, dove attualmente lavora nel reparto di Ricerca e Sviluppo. Mamma di 2 bambini, sposata con un fisico ricercatore, ha una grande passione per la divulgazione scientifica. Chiamatela deformazione professionale, ma il suo razionalismo sconfina nella vita di tutti i giorni, dalla cucina alla puericultura. Ha una profonda fiducia nella tecnologia, della quale non potrebbe fare a meno.

Massimo Pinto si è laureato in Fisica all’Università “Federico II” di Napoli, si è dottorato allo University College London, e dopo un post-doc di tre anni alla New Jersey Medical School, in USA, è nuovamente approdato sulle sponde natìe del mare Mediterraneo. Scopertosi presto un precario come tutti gli altri, è stato poi baciato dalla fortuna e veste adesso i panni di ricercatore di ruolo presso l’Istituto Nazionale di Metrologia delle Radiazioni Ionizzanti, alle porte dell’Urbe, dove si occupa di ricerca e sviluppo di strumenti campione nazionali per la dosimetria delle radiazioni ionizzanti. Prima di scrivere su questo blog, Massimo ha scritto su “Science in the Bel Paese”, sul Nature Network, e poi su “Post D.O.C.”, della rivista online Galileo. Quando non scrive su questo blog e non è a lavoro, probabilmente lo si trova in bici, oppure con un macchina fotografica al collo.

Raffaele Sinibaldi. Fisico de Roma, attratto da una sirena sulle sponde dell’Adriatico s’imbatte in un dottorato all’interfaccia con la biologia, soprattutto all’interfaccia di proteine in soluzione, per poi approdare alla progettazione di sistemi avanzati per la diagnostica medica. E’ uno scienziato a tutto tondo, per la capacità di interagire in ambito interdisciplinare e persino con il mondo imprenditoriale. Ha molto spesso la testa fra le nuvole, come lo scienziato dell’immaginario collettivo, ma i piedi taglia 46 lo mantengono saldamente a terra.

Maria Grazia Ortore. Si laurea in Fisica all’Università La Sapienza di Roma, si dottora in Fisica all’Università degli Studi di Perugia e inizia una lunga serie di postdoc, fino a diventare ricercatrice a tempo determinato di tipo A grazie alla conquista nel 2012 di un finanziamento del MIUR nell’ambito del programma Futuro in Ricerca per coordinare un progetto di ricerca sull’utilizzo di agenti neuroprotettori per fronteggiare il morbo di Alzheimer. All’Università Politecnica delle Marche è titolare del corso di Fisica per il Corso di Laurea in Scienze Biologiche. Dedita soprattutto allo studio della biofisica, si definisce decisamente scienziata europea, anche per la sua ormai consolidata abitudine ad effettuare esperimenti presso sincrotroni e reattori nucleari in giro per l’Europa. E’ appassionata e passionale nella ricerca come in una milonga, impaziente come le fughe che dipinge sul suo pianoforte e la sua cervice è dura come i temibili dolci ipocalorici che sforna amorevolmente per marito e figlie. E’ la fondatrice di questo blog e la rompiscatole che ne esorta il mantenimento, o come dicono affettuosamente gli altri membri, la gruppenfuhrer.

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37 Responses “About us” →
  1. Mariagrazia non hai idea di quanto mi lusinghi essere letta da qualcuno come te!
    Ad majora,
    Francesca

    Rispondi
  2. Troppo buona Francesca.
    Ad majora!

    Rispondi

  3. antonio

    agosto 21, 2012

    ciao. Mi chiamo Antonio ,mi sono appena diplomato e ho una grande passione per la fisica. Vorrei tanto fare fisica ma ho paura di non trovare lavoro in Italia(non vorrei andare all’estero per diversi motivi personali). L’alternativa,dunque,è ingegneria ma il mio cuore continua a spingermi verso la fisica. Non so se potete aiutarmi. Grazie

    Rispondi
  4. ciao Antonio, anche io avevo il tuo dilemma! Scelsi Fisica dopo aver letto attentamente il programma dei vari corsi di laurea e ho seguito la passione e la curiosità personale, più che puntare sulle prospettive lavorative. In realtà il mercato del lavoro è cambiato velocemente, e mi aspetto che le cose non si stabilizzeranno, anzi…!
    In Italia l’ingegnere è stato ed è molto più richiesto del fisico, ma chissà che le cose non cambino. A seconda dei tuoi interessi, potresti anche pensare ad un corso d’ingegneria più vicino alla fisica (tipo ingegneria dei materiali)?
    In bocca al lupo!
    Grazia

    Rispondi

  5. antonio

    agosto 22, 2012

    Ingegneria dei materiali non rispecchia i miei gusti e poi io sono molto curioso;solo la laurea in fisica mi stimola davvero tanto……un aspetto che un pò mi sta incoraggiando è che il fisico oltre la ricerca(che a quanto pare in Italia è difficile) può anche integrarsi nel mondo delle industrie e delle finanze……su internet ho letto anche qualche notizia su econofisica…..grazie comunque dell’aiuto!

    Rispondi
    • non mi ero accorta di questa conversazione, spero non sia troppo tardi per dire la mia… e per essere un fisico che lavora in un’azienda di ingegneri penso che la mia opinione possa essere utile. questo è un periodo di crisi, e lavoro ce n’è poco per tutti. quello che ho scoperto lavorando appunto con gli ingegneri è che comunque se una persona è in gamba, pronta a spostarsi e versatile le possibilità ci sono. ma non solo per gli ingegneri. mi spiego meglio: è vero che gli ingegneri sono più richiesti, ma molto spesso è anche perchè hanno un atteggiamento diverso. insomma se per te far eil fisico significa fossilizzarti in un’università e sempre la stessa dalla laurea alla pensione, allora probabilmente te la passerai male. se invece sei dinamico, pronto a cambiare e metterti in gioco, oltre che ad accettare punti di vista diversi dal tuo e “conviverci”, allora con un pizzico di fortuna (che nella vita serve sempre) anche le aziende potrebbero avere qualcosa da offrirti. ingegnere e fisico hanno un’impostazione molto diversa, ma spesso un punto di vista “solo ingegneristico” non è sufficiente e il confronto fra due metodi e due mentalità diverse ma in fondo complementari non può che giovare a un’azienda che punta sull’innovazione. non voglio spingerti a scegliere una facoltà piuttosto che un’altra, voglio solo dire che per eccellere in qualcosa ci vuole passione, e che se la passione c’è qualunque laurea può offrirti delle possibilità, basta saperle cercare!

      Rispondi

      • enrico predazzi

        ottobre 23, 2012

        L’importante è fare quello che ti piace senza troppe paure

  6. Ciao, mi chiamo Nadia. Tra poche settimane mi diplomo e devo ancora scegliere (o meglio capire) che università voglio fare. È da due anni che mi sono appassionata allo studio della fisica. Mi piace sapere come vanno le cose, saperle capire e prevedere. Mi piace sapere come funziona il mondo, anche negli avvenimenti più semplici e quotidiani. Mi piace tanto anche la matematica, da sempre. Mi piace anche la biologia, l’elettronica, la robotica. Mi piace costruire le cose (per esempio ho provato a costruire delle cuffie, una batteria). Il problema è che mi piacciono troppe cose, e di campi – in questo caso di percorsi universitari – diversi. Mi chiedevo se c’è la possibilità, con una laurea in fisica, di poter lavorare anche in questi campi. Se dovessi rendermi conto che la laurea in astrofisica, a cui ho pensato ultimamente, non è quello che voglio, c’è qualche branca della fisica che si lega alla matematica? E alla robotica? Forse voi finendo il liceo avevate le idee chiare su ciò che volevate fare dopo il diploma e dopo l’università, ma se non fosse cosi, come avete fatto a capire che era la fisica la strada giusta? E avevate già chiaro fin dal primo giorno di università in quale settore specializzarvi?
    Spero che i vostri pareri e consigli mi siano di aiuto. Grazie

    Rispondi
  7. Ciao Nadia,
    io sino a pochi mesi prima dell’iscrizione all’Università ero in bilico fra fisica e filosofia. Ho deciso poi che indirizzo scegliere in fisica (quando ho studiato fisica c’era un’unica laurea!) all’ultimo anno, come comunque una gran parte dei miei colleghi. Dunque, è normale che le scelte importanti si prendano il loro tempo! La fisica si lega alla matematica, così come alla robotica e all’elettronica, alla biologia, alla chimica…
    Credo che man mano che affronterai la fisica di base, nella laurea triennale, avrai l’occasione di frequentare un dipartimento di fisica, andare a parlare con i professori (è una cosa molto importante per capire cosa veramente ti piace!) e chiarirti le idee. In bocca al lupo!

    Rispondi
  8. Ciao Nadia,
    anche io avevo le idee poco chiare fino a pochi giorni prima dell’iscrizione all’Università, tra fisica, ingegneria e filosofia, ma guardando indietro so dire solo oggi che cosa mi sarei perso se non avessi scelto fisica; è una scelta di cui non mi sono mai pentito, nemmeno nei giorni più difficili della mia ancora breve carriera. Di matematica al corso di laurea in fisica ce n’è tanta, e così di spazi per “costruire le cose”, come tu scrivi, incluse delle finestre che si affacciano sulla robotica. I corsi di esami di laboratorio sono affascinanti. E’ un bellissimo corso di laurea con un rapporto tra il numero degli studenti e quello dei docenti molto vantaggioso. Per la specializzazione c’è tempo…a me invece è successo che ho conosciuto già al primo anno un ricercatore molto appassionato, che ha saputo infondere anche in me la curiosità per un particolare indirizzo, ma si può restare folgorati anche in altre parti del percorso verso la laurea. C’è da godersela.

    Rispondi

  9. Francesca

    settembre 9, 2013

    Buongiorno,
    mi chiamo Francesca Barzanti e collaboro con l’Associazione Albert Einstein di Ravenna,
    in occasione dell’Agenda annuale dell’Associazione sto promuovendo un concorso molto interessante dedicata agli appassionati di scienza ed aforismi.

    Il concorso di chiama CONCORSO NAZIONALE AGENDA 2014 SCIENZA & TECNICA, per partecipare bisogna mandare un’aforisma scientifico inventato qui all’Associazione entro il 10 novembre, gli aforismi migliori verranno pubblicati sull’Agenda Albert Einstein 2014.

    Il bando dell’Associazione si trova al sito: http://wwwalberteisteininfo.sitonline.it
    Abbiamo anche una pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/Agenda-2014-Albert-Einstein/502132069870576?fref=ts

    Se l’iniziativa ti interessa parlane nel tuo sito magari qualche appassionato può partecipare.

    Se ti va ti mando la locandina 😃

    grazie per l’attenzione,
    e spero a presto
    Francesca

    Rispondi
  10. Salve a tutti!! Sono una ragazza neolaureata in Fisica Magistrale ad indirizzo Nucleare con tesi in Fisica Medica, ed è venuto il momento di pensare al mio futuro, e vista la situazione attuale in Italia, non so davvero cosa fare! Per cui chiedo a tutti voi un consiglio! PhD o scuola di Fisica Medica? Esistono borse di studio per la scuola di fisica medica? Leggo dalle vostre storie che Massimo Pinto ha frequentato il PhD presso la UCL di Londra… Ho adocchiato questa università e vorrei saperne di più, visto che mi piacerebbe molto fare un’esperienza all’estero. Qualche suggerimento per entrare nel mondo del lavoro, invece? È necessario il PhD o anche con la laurea si può lavorare? Perdonatemi per le mille domande, ma sono letteralmente in crisi di panico post laurea, e chiedo a voi, che avete più esperienza di me, AIUTO!!

    Rispondi
  11. Ciao Anna, intanto complimenti per la tua Laurea appena conquistata. La domanda che poni sul PhD e la scuola di fisica medica è piuttosto importante. Sono due percorsi non equivalenti, che ti preparano ad esperienze professionali piuttosto diverse anche se non definitivamente separate l’una dall’altra. Se ciò che ti appassiona è il percorso ospedaliero, dove le problematiche poste al fisico medico vanno dalla diagnostica (con raggi x, o risonanza magnetica) alla (radio)terapia, la scuola di fisica medica è un percorso da cui non potrai prescindere. Altrettanto essenziale è il dottorato di ricerca, o Ph.D., se ti senti più vicina alle tematiche della ricerca in senso più lato. A volte si incontrano persone che hanno cominciato con il dottorato di ricerca e poi hanno fatto anche la scuola di fisica medica, ed anche il reciproco di ciò, ma sono casi rari. Come dire: fatta la scelta, di solito la strada si definisce, e senza rammarico perché di cose di cui appassionarsi ce ne sono parecchie in entrambi gli ambiti. Borse di studio per fisica medica, generalmente, non ce ne sono – o ce ne sono pochissime – perché le posizioni messe a concorso sono quasi tutte senza borsa. Ma questo può dipendere dalla scuola di specializzazione ed anche dall’annata. Quindi non disperare.
    L’esperienza all’estero è sempre un grande beneficio alla carriera del ricercatore (ma anche del fisico medico) in erba. Il dottorato è un ottima occasione per partire e quasi tutti quelli che l’hanno fatto lo consigliano vivamente. Io ci metto la mano sul fuoco perché ho fatto un’esperienza bellissima. Generalmente, più di diventa maturi di età e più complesso è gestire un trasloco all’estero perché gli impegni familiari possono porre dei limiti alla mobilità. Per questo, ma è sempre una questione molto personale, è meglio varcare il confine presto, per esempio con il dottorato, piuttosto che lasciar correre e far passare altri anni. Non si tratta di fuga dei cervelli, si tratta di cogliere il meglio che c’è per la propria formazione. La mobilità è un elemento fondante della carriera dei ricercatori che l’europa vuole formare.
    Per il mondo del lavoro, qui si fa ancora più delicato. Io di persone che lavorano, da fisici, con la sola laurea, non ne conosco.
    In bocca al lupo.

    Rispondi
  12. Ciao Anna, quello che vuoi “fare da grande” puoi saperlo solo tu. la risposta che ti ha dato Massimo è abbastanza esaustiva. Io ho frequentato la scuola di specializzazione in fisica medica e pur avendole dato un taglio molto “universitario” (ero infatti borsista e quindi lavoravo principalmente in laboratorio), ti apre una strada completamente diversa rispetto a quella del dottorato. Sono un po’ fuori dal giro degli ospedali da qualche anno e non saprei dirti se attualmente ci sia molta richiesta di fisici sanitari, quello che ricordo di quando mi sono specializzata io è che la richiesta ci sarebbe stata anche, ma poche possibilità a livello economico di assunzione. non so se nel frattempo si stia muovendo qualcosa, comunque credo che sia ancora uno di quei settori della fisica in cui si ha qualche possibilità in più di lavorare, anche nel privato. Molti fisici sanitari ed esperti qualificati per esempio lavorano come liberi professionisti, oppure come nel mio caso lavorano in aziende private. La scuola di specializzazione ti dà delle competenze forse più tecniche e per questo si affianca molto bene anche all’ingegneria (settore che non è mai in crisi, nemmeno da noi). Ma questa è un’impressione molto personale e legata alla mia esperienza particolare. Quindi vedi tu per cosa ti senti più portata, quali sono gli argomenti che ti affascinano di più e i metodi che ti sono più congeniali. L’esperienza all’estero come ti ha detto Massimo è senz’altro molto importante e formativa, anzi valuterei anche la possibilità di rimanerci, nel caso in cui le offerte lavorative italiane non ti soddisfino. Purtroppo i tempi che viviamo non sono positivi per nessuno, proprio per questo bisogna seguire un percorso in cui ci sentiamo di poter dare il meglio, e non quello che secondo altri è “meno rischioso”. In bocca al lupo!

    Rispondi
  13. siete invitati tutti a darmi una mano..consiglio …. insomma un espressione del buon cuore … io e un mio amico abbiamo lavorato e messo a punto un sistema basato su condizioni fisiche semplici ma penso interessanti come concetto che abbiamo anche materializzato in un piccolo prototipo…pure depositato …per il recupero energetico, il nostro problema è che sembra difficile far capire come funzioni e sopratutto trovare persone che aiutino a fare una relazione da presentare a possibili partner… spero in una vostra piccola curiosità non ve ne pentirete… tutto si basa sullo sfruttamento della gravità con un circuito di fluido chiuso ..
    se interessati lascio la mail mtmail@inwind.it

    Rispondi
  14. Buongiorno, sono nuovo qui. Sono studente di fisica, terzo anno, a Firenze. Volevo porre una domanda che potrà apparire banale, ma che mi preme. Quanto è importante nel curriculum di un giovane laureato in fisica un attestato internazionale di conoscenza della lingua inglese? Nel senso, sono tutti a parlare di esperienze all’estero, fughe all’estero e via dicendo, ma alla fine dei conti se non sai la lingua in maniera tale da poter esprimere un concetto, all’estero chi te lo dà un lavoro o una possibilità? Il mio livello di inglese post superiori, dovendomi immaginare in un colloquio all’estero, è bassino da questo punto di vista. Della serie, hai voglia a sapere la fisica o la matematica, il teorema di pincopallino, ma non riesco a levarmi dalla testa che l’aspetto della lingua e della capacità di relazionarsi agli altri abbia un contributo molto rilevante. Domanda finale: Dalla vostra esperienza lavorativa, merita cercare l’ottenimento di un FCE o di IELTS?

    Rispondi

    • danielebarettin

      gennaio 11, 2014

      Ciao Alfredo,
      ti rispondo in maniera molto pratica:
      l’inglese è fondamentale, l’attestato no.
      Ti spiego in base alla mia esperienza. Io ho il FCE e anche il CAE, presi in Italia, e li ho messi in curriculum, ma nessuno di fatto me li hai mai chiesti.
      Ma quando nel 2006 sono andato in Danimarca per il colloquio per il PhD (e considera che all’estero tutte le posizioni sono assegnate per titoli e colloquio, non esiste il nostro “concorso”), ovviamente il colloquio l’ho sostenuto in inglese, ed è stato lungo e approfondito.
      Nessuno ti chiederà un attestato, però daranno per scontato che l’inglese lo parli, se vuoi lavorare fuori dall’Italia. E’ chiaro che all’inzio un livello base, ma che ti permetta di comunicare e capire, è più che accettabile. Io stesso ho notevolmente migliorato il mio Inglese lavorando anni all’estero ovviamente, sia in Dk che negli USA (poi in Russia ho imparato il Russo, ma questa è un’altra storia 😀 ) Però lo avevo studiato prima di partire. Quindi, ti ripeto, gli attestati non sono fondamentali, ma se hai intenzione di andare all’estero, l’Inglese ti conviene studiarlo seriamente.

      In bocca al lupo,
      Daniele

      Rispondi

  15. virginia

    aprile 14, 2014

    Buona sera. Sono la mamma di un ragazzo che tra pochi giorni conseguirà la laurea specialistica in fisica. Naturalmente ne sono orgogliosa e spero che mio figlio possa trovare un lavoro che lo appaghi. In questo momento ho però un piccolo problema, sicuramente banale, ma che vorrei risolvere al meglio. Vorrei fargli un bel regalo, che possa ricordare con piacere, e possibilmente attinente la sua futura professione o comunque la sua passione: la fisica. Purtroppo quella che è la sua passione non è certo la mia, ed ecco dove nasce il problema. Avreste per caso qualche idea, (corsi di approfondimento, viaggi con mete particolari, libri) insomma cosa piace a un fisico? Io credo di conoscere il suo carattere, e cosa ama, ma confesso di essere totalmente ignorante in questa materia!! Grazie per l’attenzione.

    Rispondi
  16. Salve a tutti, sono uno studente di quinta superiore. L’anno prossimo sarei intenzionato a studiare fisica, ma ho una serie di perplessità. La scelta di questo tipo di laurea deriva soprattutto da una mia passione per superconduttori, fusione nucleare e in generale su nuove tecnologie energetiche. La mia domanda è se, con una laurea in fisica, sia possibile entrare pienamente nel mondo delle energie rinnovabili o se sia meglio seguire un percorso come ingegneria energetica. Mi piacerebbe inoltre lavorare in un contesto internazionale e perciò sarei propenso a fare qualche anno all’estero,anche perché ritengo che fuori dall’Italia le qualità siano più valorizzate, fisica è una laurea spendibile in questo senso?. Vi ringrazio dell’attenzione e spero possiate chiarire i miei dubbi. Buona giornata

    Rispondi

  17. AndreaMucchietto

    agosto 9, 2014

    Salve a tutti,
    sono uno studente di fisica che presto inizierà il suo terzo anno presso l’Università di Trieste. Ho diversi progetti per la magistrale ma finora ciò che mi è abbastanza chiaro è che la branca di fisica della materia mi affascina sia a livello teorico che a livello sperimentale. Chiederei se foste così gentili da aiutarmi mediante le vostre esperienze e conoscenze in questa futura scelta. In particolare quali sono università che permettono di approfondire in modo soddisfacente le conoscenze in questo campo della fisica, fornendo quindi un percorso di laurea magistrale ben strutturato ed articolato? Inoltre avreste siti da consigliarmi per attingere ulteriori dati ed info a riguardo?
    Vi ringrazio

    Rispondi

    • danielebarettin

      agosto 11, 2014

      Ciao Andrea,
      io mi sono laureato in Fisica Teorica della materia, e la ritengo a “qualche” anno di distanza un’ottima scelta. E’ un campo strettamente collegato alle nuove tecnologie (vedi ad esempio questo mio post sul mio attuale progetto: https://fisiciaroundtheworld.wordpress.com/2013/05/02/fiat-led/) e alle fonti rinnovabili, ed è un campo che ti potrà permettere di lavorare sia nel campo universitario sia eventualmente in un ambito industriale. No conosco bene le facoltà italiane, eccetto quelle di Roma (Sapienza e Tor Vergata, entrambe ottime), quindi non saprei consigliarti.
      Un buon percorso dovrebbe includere conoscenze di ottica, fisica dei semiconduttori e meccanica statistica..
      Se hai domande specifiche, puoi conttattarmi privatamente sul mio contatto gmail.
      un caro saluto,
      Daniele

      Rispondi

  18. AndreaMucchietto

    agosto 13, 2014

    Un grazie sincero per la risposta e per la disponibilità signor Barettin, se avrò ulteriori domande non esiterò a contattarla.

    Cordiali saluti,

    Andrea Mucchietto

    Rispondi
  19. Salve,
    navigando disperatamente alla ricerca di ispirazione ho trovato questo blog molto interessante.
    Ho quasi 21 e ho concluso il primo anno di Economia con buoni risultati. Tuttavia , mi ritrovo nuovamente a interrogarmi sul mio futuro e a pormi la classica domanda “è quello che voglio fare?”.
    l’anno scorso ero iscritta alla facoltà di fisica , sapendo gia che avrei avuto grandi difficoltà per via del fatto che ho frequentato il liceo linguistico quindi le mie basi di fisica sono pessime , ma ho sempre avuto un ottima propensione per la matematica e la filosofia e una grande curiosità. A causa di problemi di salute , ho potuto frequentare solo ad Aprile con uno stato d’animo pessimo. Essendo arrivata cosi in ritardo non capivo praticamente nulla di cio che veniva detto a lezione ne del lavoro che veniva fatto in laboratorio , e convinta che fosse la strada sbagliata ho cambiato. Ma alla fine di quest anno , non particolarmente entusiasta, mi ritrovo a riconsiderare la mia scelta, mi sembra che sto perdendo qualcosa…
    era per voi cosi chiaro che Fisica era quello che volevate fare? avete avuto momenti in cui avete pensato di mollare?

    Rispondi
  20. Ciao CarlaC, ci sono stati dei momenti in cui ho pensato di farcela…mentre per la maggior parte dei momenti pensavo di non farcela!!! 🙂
    Quindi non ti lasciar scoraggiare, e cerca di buttarti in quello che più ti affascina e stimola. In bocca al lupo!

    Rispondi
  21. salve a tutti ,
    volevo un consiglio sul percorso da seguire dopo la laurea triennale in fisica.sto studiando a l’aquila e sono in dirittura d’arrivo, dopo mille peripezie, al conseguimento della triennale . sono molto indecisa su cosa fare poi …se conviene continuare gli studi o no (ho 28 anni!) oppure proseguire con una magistrale …sarei molto interessata a fare qualcosa che abbia a che fare con le energie rinnovabili ma in italia non ho trovato nessun corso specifico a riguardo se non lauree magistrali in ingegneria energetica.anche la fisica applicata alla biologia mi attrae molto … pertanto la prima domanda è : con la sola laurea triennale ci posso fare qualcosa ? se no, come penso che sia, esiste in italia qualche magistrale in fisica attinente al problema energetico ? Avete qualche ateneo da consigliarmi , visto che se continuo gli studi di sicuro non a l’aquila ?

    Rispondi
  22. Salve a tutti,
    Sto finendo la laurea triennale con una tesi non ancora ben delineata ma che comunque sarà un qualcosa sulla Relatività Generale che è il campo di cui vorrei vivere, volevo chiedervi consiglio per la specialistica, avete qualche uni da consigliare?
    Grazie in anticipo!

    Rispondi

  23. Fabrizio

    agosto 19, 2015

    Salve a tutti,
    sono davvero felice di aver trovato questo blog, e spero che voi possiate darmi una mano. Sono uno studente che si è appena diplomato, ed è da ormai quasi tre anni che sogno di fare fisica, che sto per intraprendere alla Federico II di Napoli. E’ la mia grande passione, e non vedo l’ora di cominciare. Purtroppo però, in molti, soprattutto in quest’ultimo periodo, stanno insistendo affinché valuti bene la mia scelta, per via degli sbocchi lavorativi… Sono consapevole che è un dilemma già avuto da altri, ma sono davvero in crisi, poiché amo la fisica, e sono una persona che crede che nella vita l’importante sia arrivare a fare quello che amiamo, quello che ci appassiona, che riesce a realizzarci… perché la fisica è questo per me. Quando leggo saggi sulla fisica, o vedo documentari, mi viene la pelle d’oca, si scatenano in me grandi emozioni. Molti mi dicono di fare ingegneria… ma ingegneria è troppo pratica, mira troppo all’utile, mentre per me la fisica è fine a se stessa… voglio studiare fisica perché per me è come arte. Detto questo, poiché anche in famiglia insistono sempre più, mi sto informando in maniera maggiormente approfondita sulle opportunità di lavoro per i laureati magistrali in fisica; potreste darmi quante più informazioni possibili a riguardo? So che in Italia gli sbocchi lavorativi sono molto scarsi… a questo punto mi chiedo: quanto è difficile trovare lavoro all’estero per un fisico? Con una laurea magistrale in fisica si viene facilmente presi fuori dall’Italia (se alla laurea si uniscono, ovviamente, grandi capacità)? Lavorare nel campo della ricerca sarebbe davvero il massimo… A questo proposito, so che in Italia è molto difficile accedere ai dottorati, e dunque mi chiedo come sono le modalità di accesso ai dottorati all’estero.
    Vi prego di rispondere alle mie domande e di dare sollievo ai miei tormenti, perché per me questi sono giorni importantissimi, poiché voglio che la fisica sia la mia vita, e so che voi potete capirmi.
    Grazie in anticipo.

    Rispondi

  24. Beatrice

    agosto 20, 2015

    Buonasera,
    è da un po’ che seguo il blog e stasera mi sono decisa a scrivere.
    Sono una studentessa alla fine del primo anno (o inizio del secondo, che dir si voglia) della specialistica in fisica biomedica a Pavia.
    Tolto il fatto che sono assolutamente in crisi su cosa farò dopo la laurea, vi scrivo per sapere se mi sapete dire quali scuole di specializzazione esistono in Europa e dove sono ubicate. Sono informata per quanto riguarda l’Italia, ma vorrei una veduta più generale sull’estero. Ho provato a cercare su internet, ma è deletereo e incomprensibile.

    Grazie in anticipo per qualunque dritta!

    Rispondi
  25. Carissimi, complimenti per il blog che trovo piacevolissimo. Vorrei sapere se posso contattarvi per email per invitarvi ad animare un caffè scientifico a Cortona e per condividere materiale che spero possa essere utile pubblicare sul vostro blog. Con stima, Andrea

    Rispondi
  26. Ciao a tutti,
    esiste un posto a Roma in cui ci si incontra per parlare di fisica, per condividere la passione?
    Fatemi sapere

    Monica

    Rispondi
  27. Ciao, vi seguo da un pò e avrei bisogno del consiglio di qualcuno del settore. Sono una studentessa di 21 anni, al secondo anno di universitá. Subito dopo il diploma di maturità scelsi una facoltà umanistica (scienze della comunicazione), nella convinzione di lavorare come giornalista.
    Mi sono resa però conto che, nonostante i voti alti, quello che studio non fa per me, non mi dá soddisfazione e non mi sprona a migliorarmi (cosa che penso debba fare un percorso universitario).
    Per riassumere: la mia vera passione è la fisica (in cui eccellevo al liceo, anche se si trattava di un classico), e vorrei fare di questa passione il mio lavoro, anche se significherebbe aver buttato via due anni di università e di vita.
    Tuttavia, mi spaventa iniziare con due anni di ritardo, e vorrei un consiglio da un esperto del settore: questi due anni in più (se finissi in 5 anni mi laurerei a 26 anni e mezzo) possono precludermi (o per lo meno ostacolare) una futura carriera accademica e/o nella ricerca? L’etá è un criterio fondamentale nell’assegnazione di un dottorato?
    Nel settore comunicativo, ad esempio, due anni in più o in meno possono fare la differenza.
    Vi sarei grata se mi esponeste il vostro punto di vista sulla faccenda!
    Chiedo scusa per il poema e grazie,
    Stefi

    Rispondi
  28. Salve a tutti. Stavo navigando su internet in cerca di risposte e per fortuna ho trovato questo Blog. Dunque, sono all’ultimo anno di liceo scientifico e come molti miei compari sto cercando di capire quale sia la mia vera passione. Per tutto il liceo ho amato la fisica e mi sono piaciute anche chimica e matematica, in cui me la cavo abbastanza bene. A questo punto sono molto propenso a tentare fisica, però ho ancora molti dubbi che mi assillano. In primis, a me piace la parte più pratica della fisica, le sue applicazioni tecnologiche, in particolare vorrei approfondire l’elettronica, le nanotecnologie, la scienza dei materiali e i plasmi. Secondo voi per lavorare in questi campi ed in altri settori sempre applicativi la laurea in fisica è adatta, oppure è meglio fare ingegneria? All’inizio, avevo già pensato a ingegneria, ma non mi ha completamente convinto perché è molto settoriale, mentre io vorrei approfondire tutti i campi, cercare di acquisire una visione completa dei fenomeni naturali e delle loro applicazioni. Più nello specifico, avrei puntato a Fisica della Materia a Pisa (ho una casa vicino e ho sentito dire che è molto buona), la quale mi sembra in linea con le mie aspettative, voi cosa ne pensate?
    Poi vorrei sapere come se la cavano i fisici in informatica?
    Infine, all’inizio dell’università si rincomincia da capo, oppure è necessario conoscere bene già molte cose? Nel secondo caso, come potrei prepararmi al meglio? Ringrazio tutti in anticipo 🙂

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    • danielebarettin

      giugno 6, 2016

      Ciao Michele,
      considera che io sono un fisico teorico della materia, e lavoro proprio su applicazioni delle nanotecnologie all’elettronica. Il percorso che farai un po’ lo costruirai tu, un po’ saranno le circostanze e le persone che incontrerai. Sia Fisica che Ingegneria tu possono dare possibilità nei campi che prediligi, devi seguire la tua indole e soprattutto non scoraggiarti quando ci saranno difficoltà e problemi, perché ce ne saranno, ti assicuro, e spesso apparentemente insormontabili. Poi, come diceva il Macchiavelli, ci vuole virtù ma anche fortuna, ma in linea di massima se sarai tenace riuscirai a trovare il tuo percorso.

      Per le cose pratiche, una buona base matematica e la conoscenza dell’inglese ti aiuteranno molto, per l’informatica io non sono uno “smanettone”, ma mi occupo di simulazioni, e la conoscenza di alcuni linguaggi di programmazione e di analisi dati è fondamentale in questo campo.
      Se hai altre domande specifiche puoi scrivermi in privato (danybaret@gmail.com)
      In bocca al lupo!!

      Rispondi
  29. Ciao! Non so se questo è il luogo giusto, ma vorrei chiedere della spiegazioni su fluidodinamica, in particolare spiegazioni su un fluido reale come il sangue e come si comporta in relazione alla resistenze. Potete darmi una mano?

    Rispondi

  30. roberta

    marzo 16, 2017

    ehi, avete chiuso il blog?

    Rispondi

    • danielebarettin

      marzo 20, 2017

      no.. purtroppo troppi impegni per tenerlo aggiornato come una volta 😦

      Rispondi

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