TFA SI, TFA NO

Posted on giugno 19, 2013 di

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Voglio riprendere il post sull’insegnamento proposto da Elena quasi un anno fa. Mi accingo ad affrontare l’esame finale del famigerato corso di TFA (Tirocinio Formativo Attivo) per l’insegnamento nella classe A059, matematica e scienze nella scuola media. Nel mio corso, non specifico in quale università dello stivale, erano presenti 4-5 fisici su 25-27 tirocinanti. A causa dei sovrannumerari, non ho capito benissimo né quanti fisici eravamo né quanti tirocinanti.

Ok, io non sono stato proprio attivissimo nell’ambito del TF-Attivo, ho fatto l’equilibrista tra lavoro, famiglia, lezioni obbligatorie del TFA, tirocinio in aula con studenti e prof, più qualche lavoretto extra per arrotondare.
Ulteriore necessaria premessa: non avevo mai messo piede in un’aula di scuola media/superiore dall’esame di maturità, quindi da 16 anni. Ho invece insegnato in qualche corso e laboratorio universitario di Analisi e Fisica.
Impatto con le classi della scuola media:
-) ragazzi in un range tra 11-14 anni
-) devono fare i conti di matematica, scomposizione in fattori, proprietà delle potenze
-) perché devono fare i conti di matematica ?
-) geometria ….. capelli dritti
-) la ptialina enzima presente nella saliva che digerisce l’amido cotto !!

Fortunatamente la natura funziona senza che noi abbiamo coscienza di come. Allo stesso tempo ho maturato la consapevolezza che i ragazzi hanno bisogno di avere degli insegnanti e io non lo ero, non lo sono e se inizierò a fare delle supplenze mi dovrò impegnare molto per poterlo essere. Ho scoperto che nel modo in cui ci rapportiamo alla classe ripercorriamo le lezioni che abbiamo subito, riproponiamo i modelli di insegnamento che abbiamo apprezzato e cerchiamo di evitare quelli che abbiamo subito malvolentieri come studenti.
In questi mesi ho preso a parlare con questi ragazzi e anche con i tirocinanti del TFA. Al TFA eravamo piuttosto soffocati dai molti impegni e eravamo giustamente sempre tutti di corsa. Fortunatamente a scuola i ragazzi corrono solo nell’ora di ginnastica, in realtà sembra spesso che stiano aspettando qualcosa (ma raramente aspettano l’insegnante o la spiegazione).
Non ti aspettano..mentre formuli una frase si sono già spostati: scartano di lato, si scherniscono, inciampano con il corpo e con le parole. Calma, non c’è bisogno di correre sempre o cmq prima è necessario imparare a stare in piedi, camminare e poi saltare gli ostacoli. Noh !! Tutto, subito e anzi, è già passato. Fanno dissolvenza: immagine, sfondo. Difficoltà nel seguire il movimento, Dx – Sx, poco allenati a seguire la palla, ad arrampicarsi sugli alberi…non ti seguono se spazi troppo, né se vai troppo veloce, si annoiano se vai troppo piano. Insomma vedi un po’ tu !!

In tutto questo cosa c’entra il TFA ??In qualche modo è lì, ne fai parte, puoi discutere con gli altri tirocinanti dell’ “intervento didattico” del quale hai fatto parte la mattina a scuola, ne puoi discutere anche con qualche insegnante TFino. Apprendi termini “intervento didattico”, “azione didattica”. Si forma un po’ di spirito di gruppo, qualcosa che probabilmente nella scuola italiana andrebbe rivalutata. Io non so se farò l’insegnante, probabilmente qualche supplenza, forse finirò all’estero come altri fisici italiani autori di questo blog o forse in qualche azienda, ogni tanto bazzico anche l’ambiente delle piccole imprese.
Mesi che mi sono costati una fatica grande, tra le più grandi da che mi ricordo, forse non ero più abituato da quando facevo scuola + ore e ore di sport nel pomeriggio.Penso quindi che vada mantenuto, forse costa un po’ troppo (2500€), forse è troppo concentrato (il carico di ore è molto elevato), soprattutto per chi vive in provincia e deve fare molte ore in macchina come pendolare.
Lo manterrei per i ragazzi, per l’idea che gli insegnati devono fare gruppo e scambiarsi il materiale (ppt, link a siti, relazioni, metodi, schemi, schede di laboratorio, anche strumenti e materiali per il laboratorio). La scuola va rafforzata e non solo con i soldi che potranno venire dal ministero ma anche con il lavoro di squadra: un lavoro che facilita e riduce la “fatica didattica” dell’insegnante e lo accompagna. Quindi per chi andrà ad insegnare il TFA fa bene, non è il tutto, non è l’ideale, intanto è una base di partenza.

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Posted in: Attualità, Scuola