Come abbiamo tappato il buco dell’ozono

Posted on dicembre 2, 2015 di

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buco-ozono1Aumento dei tumori della pelle,  grandi danni agli ecosistemi, questo sarebbe  lo stato del pianeta se la battaglia contro i clorofluorocarburi(CFC) fosse stata persa negli anni ottanta.
In un recente articolo pubblicato su Nature(1) dei ricercatori britannici hanno mostrato che se non si fosse raggiunto un accordo sui CFC oggi lo strato di ozono avrebbe perso più del 40% del suo spessore, e probabilmente un nuovo buco si sarebbe formato al polo Nord.
Lo strato di ozono che si trova nell’alta atmosfera, conosciuto anche con il nome di ozonosfera,  assorbe i raggi ultravioletti a più alte energie (UV-B), nocivi per piante ed animali.
Negli anni settanta si scopri che alcuni gas, i clorofuorocarburi o freon, usati normalmente negli aereosol, frigoriferi, schiume isolanti etc.., stavano distruggendo lo strato di ozono.
Diversi paesi interdissero l’uso dei CFC, ed una prima convenzione fu adottata a Vienna il 22 marzo 1985.
Poco dopo fu scoperto il buco dell’ozono, era il maggio 1985(2).
A soli due anni da questa scoperta fu segnato il protocollo di Montreal che impegnava i firmatari a ridurre e successivamente eliminare tutti i gas responsabili della distruzione dell’ozonosfera.
Successivamente si e’ arrivati ad eliminare il 98% dei gas nocivi per l’ozono. I due trattati, di Vienna e Montreal,  sono divenuti i primi due nella storia delle nazioni unite ad essere stati ratificati da tutti gli stati.(3)
Dopo questi accordi lo strato di ozono ha continuato  a diminuire fino al 2000 per poi stabilizzarsi e ricominciare a crescere.
Il buco dell’ozono di sta richiudendo e secondo le ultime stime scomparirà del tutto nel 2050.
Questa storia e’ un bellissimo esempio di come un accordo a livello mondiale come quello che si sta cercando di ottenere al COP21 può funzionare.
Speriamo si riusca a fare lo stesso per i gas ad effetto serra.

Referenze:

  1. Quantifying the ozone and ultraviolet benefits already achieved by the Montreal Protocol
    M. P. Chipperfield, S. S. Dhomse, W. Feng, R. L. McKenzie, G.J.M. Velders & J. A. Pyle
    Nature Communications 6, 7233 (2015)
  2. Large losses of total ozone in Antarctica reveal seasonal ClOx/NOx interaction
    J. C. Farman, B. G. Gardiner & J. D. Shanklin
    Nature 315, 207 (16 May 1985)
  3. Et la couche d’ozone fut sauvée
    Ferdinand Moeck
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